Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai, ha dichiarato che Teheran non considera più vincolanti gli impegni previsti dal memorandum di intesa sulla fine della guerra con gli Stati Uniti, sostenendo che ogni accordo mantiene la propria validità soltanto finché entrambe le parti rispettano gli obblighi assunti.
Le dichiarazioni sono arrivate mercoledì, durante un incontro con i giornalisti a margine della cerimonia commemorativa dedicata alla guida religiosa dell’area riformista iraniana e a Mesbah-al-Hoda Bagher-Kani, presso l’Università Imam Sadeq di Teheran.
Rispondendo alle domande sulla situazione del memorandum di intesa tra Iran e Stati Uniti e sulla sua eventuale permanenza in vigore, Baghai ha spiegato che per il governo iraniano il criterio principale non è l’esistenza formale di un documento, ma la sua capacità di tutelare gli interessi strategici del Paese.
«Noi siamo custodi degli interessi nazionali. Un memorandum, un accordo o strumenti simili hanno valore per noi finché garantiscono gli interessi e la sicurezza nazionale», ha affermato il portavoce.
«Impegno contro impegno»: Teheran sospende gli obblighi dopo le violazioni americane
Baghai ha ribadito che la posizione iraniana si basa sul principio della reciprocità: ogni obbligo assunto da una parte deve essere accompagnato dal rispetto degli impegni dell’altra.
«Fin dall’inizio abbiamo detto: impegno contro impegno. Noi attuiamo i nostri obblighi finché l’altra parte rimane fedele ai propri. Quando l’altra parte viola gli accordi, noi, a nostra volta, rinunciamo all’attuazione dei nostri impegni nei casi in cui sia necessario», ha dichiarato.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, questo principio rappresenta una linea politica permanente di Teheran e continuerà a guidare le decisioni future.
«Non è così importante dire oggi se esista o meno un memorandum. La questione fondamentale è che un memorandum è un insieme di obblighi e responsabilità reciproche. In questo caso, l’altra parte non ha rispettato i propri impegni», ha aggiunto.
Baghai ha inoltre fatto riferimento alle precedenti dichiarazioni di altri esponenti iraniani sullo stato dell’accordo, spiegando la scelta di utilizzare termini come “smembrato” o “distrutto”.
«Ho usato l’espressione “smembrato”, mentre il signor Gharibabadi ha parlato di “distrutto”, perché la controparte ha iniziato a violare gli impegni fin dal primo punto dell’accordo», ha affermato.
Secondo Teheran, quindi, la mancata attuazione degli obblighi da parte americana avrebbe determinato il venir meno della necessità di rispettare unilateralmente le clausole previste dal memorandum.
«Le forze armate iraniane risponderanno a ogni attacco»
Una parte significativa delle dichiarazioni di Baghai ha riguardato anche gli attacchi militari statunitensi contro il territorio iraniano. Rispondendo a una domanda sulle operazioni americane lungo le coste del Paese, il portavoce ha definito tali azioni come atti di aggressione e ha ribadito che le forze armate iraniane continueranno a rispondere.
«Nessuno mette in dubbio la difesa del Paese. Le nostre forze armate risponderanno con tutta la loro capacità. Queste azioni sono tutte esempi di aggressione. Tutti questi attacchi sono illegali. Quando colpiscono, ricevono una risposta», ha dichiarato.
Baghai ha sottolineato che la difesa dell’Iran non riguarda soltanto determinate aree geografiche, ma l’intero territorio nazionale.
«Le nostre forze armate hanno dimostrato che nella difesa del Paese non fanno distinzione tra sud, nord, est e ovest. Ogni parte del territorio iraniano appartiene a tutto il popolo iraniano e quindi qualsiasi colpo inferto a una parte del territorio provocherà certamente una risposta reciproca», ha affermato.
Negoziati con Washington sospesi: «Ora siamo concentrati sulla difesa»
Interpellato infine sullo stato dei negoziati con gli Stati Uniti, il portavoce della diplomazia iraniana ha indicato che, nella fase attuale, la priorità di Teheran è la gestione della situazione militare.
«Attualmente siamo concentrati sulla difesa», ha risposto Baghai.
Le dichiarazioni arrivano in un contesto di forte tensione tra Teheran e Washington, con il futuro di qualsiasi eventuale accordo legato alla capacità delle due parti di rispettare gli impegni reciproci.
La posizione espressa dal ministero degli Esteri iraniano conferma dunque che Teheran considera ogni intesa subordinata al comportamento della controparte e non accetta un’applicazione unilaterale degli obblighi previsti. Per il governo iraniano, la validità politica di un accordo dipende dalla sua capacità di garantire sicurezza e interessi nazionali, non dalla sola firma di un documento.


