Politica

Riforma Cartabia: c'è qualcosa che dovremmo sapere riguardo il Referendum?

Negli ultimi anni, la media di procedimenti penali aperti è stata di  circa 1.050.000, dei quali la maggior parte si è esaurita nelle fasi preliminari o si è conclusa con un'assoluzione già nel primo grado di giudizio, mentre la durata media per un processo civile che attraversa tutti i gradi di giudizio (Tribunale, Appello e Cassazione) è di circa 2.139 giorni).

In Italia, circa il 64% dei procedimenti che escono dalle Procure dopo le indagini preliminari viene archiviato prima di arrivare a processo dagli stessi Pubblici Ministeri che l'hanno iniziato,  per infondatezza della notizia di reato, tenuità del fatto o prescrizione già maturata durante le indagini.
 Inoltre, solo il 36% dei procedimenti arriva ad un processo e di questi  il 4,7% si estingue per prescrizione, mentre il 16,6%  perviene  ad assoluzione in primo grado, perchè il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso, con un ribaltamento delle sentenze del 12% in Appello. Solo il 15% circa dei procedimenti aperti dai Pubblici Ministeri perviene a sentenza di condanna.

In altre parole, un milione all'anno di cittadini che si ritrovano a difendersi in via preliminare da accuse per le quali neanche verranno giudicati su oltre 1,6 di persone indagate dai Pubblici Ministeri. E dei circa 500mila che andranno a giudizio la maggior parte andrà assolta dopo anni trascorsi in tribunale.

Questi sono i dati aggiornati al 2024, nonostante che la riforma Cartabia abbia introdotto la regola della "ragionevole previsione di condanna". Dal 30 dicembre 2022 il PM e il GUP (Giudice dell'Udienza Preliminare) devono fare un pronostico sull'esito finale e, se non ci sono elementi tali da far ritenere probabile una condanna, il caso va archiviato o va emessa una sentenza di non luogo a procedere.

L'intento della riforma Cartabia è proprio abbattere quel milione di processi "inutili", evitando di portare in aula casi destinati a finire in assoluzione, riducendo così il carico dei tribunali e, soprattutto, evitando che un milione di italiani ogni anno siano oggetto di indagini de facto fine a se stesse.

Mentre la legge stabilisce la regola, è (e resterà) il CSM a stabilire come le Procure devono organizzarsi per rispettarla ed, in effetti, dopo tre anni dalla Riforma Cartabia, il CSM ha provveduto con nuove linee guida per le Procure .
A dicembre scorso, infatti, il CSM ha emanato nuove linee guida che obbligano i Procuratori Capo a creare "progetti organizzativi" trasparenti e un sistema di valutazioni periodiche (ogni 4 anni), se un magistrato vede le proprie richieste di processo sistematicamente smentite da assoluzioni o se accumula ritardi ingiustificati (causando prescrizioni).

Arrivati a marzo 2026, l'Italia si trova nell'ultimo tratto del percorso stabilito dal PNRR per ridurre la durata media dei procedimenti penali del 25% e dei processi civili del 40% entro il 30 giugno 2026 rispetto ai valori del 2019.

Nel settore penale, i dati a inizio 2026 indicano che l'obiettivo del -25% è vicino o già superato in molti uffici di primo grado e nelle Corti d'Appello. Già a fine 2025, il calo del 'disposition time' (il tempo stimato per smaltire i casi pendenti) procedeva a ritmi più veloci rispetto al settore civile, grazie soprattutto al completamento della transizione al processo penale telematico da parte del Ministero, che ha velocizzato le notifiche e la gestione dei documenti.

Non vanno così bene le cose nel settore civile. Sebbene ci sia un miglioramento, il target del -40% appare più difficile da raggiungere entro la scadenza di giugno, con alcune grandi sedi metropolitane (Roma, Napoli) che mostrano ancora forti resistenze nello smaltimento dell'arretrato. 

Va sottolineato che, la maggiore criticità deriva non dai tribunali, ma dagli avvocati, visto che la maggior parte delle cause civili riguarda valori compresi tra 5.200 € e 26.000 € (contributo unificato di 474 €) e tra 26.000 € e 52.000 € (contributo di 1.036 €), cioè dovrebbero risolversi in sede di Mediazione, senza arrivare in giudizio ... con maggiori spese giudiziali e legali per i diretti interessati.

Arrivati in tribunale, però, le statistiche raccontano che la maggior parte delle criticità nascono da:

  1. Rinvii lunghi per "carico sul ruolo": Spesso i giudici rinviano le cause di 6, 12 o anche 18 mesi per semplici adempimenti (es. precisazione delle conclusioni). Sebbene il carico di lavoro sia reale, la legge (e la Riforma Cartabia) imporrebbe un calendario del processo stringente che molti magistrati faticano a implementare.
  2. Mancata concentrazione delle attività: Invece di risolvere le questioni preliminari subito, si tende a rimandare tutto alla fase finale, portando avanti per anni cause che potevano essere chiuse per prescrizione o inammissibilità all'inizio.
  3. I tempi di deposito delle sentenze. Una volta che la causa è "decisa", il giudice ha dei termini legali per scrivere e depositare la sentenza (solitamente 30 o 60 giorni).
  4. Ritardi patologici: Non è raro che le sentenze vengano depositate con mesi (o anni) di ritardo. Questo "tempo morto" incide pesantemente sulla durata media del processo calcolata dall'Europa (il Disposition Time).

Anche a questo provvede il "Fascicolo delle Performance" (tecnicamente denominato Fascicolo per la valutazione del magistrato) introdotto dalla Riforma Cartabia nel 2022 e reso operativo dal CSM nel 2025.

In parole semplici, il "Fascicolo delle Performance" è una sorta di "pagella continua" che raccoglie tutta la storia professionale di un giudice o di un PM. Serve a eliminare le valutazioni di carriera "automatiche" (che in passato venivano concesse quasi a tutti) e a basarle su dati oggettivi, come:

  1. l'Indice di "ribaltamento": Quante sentenze di quel giudice sono state annullate o riformate in Appello o in Cassazione? Se un giudice viene smentito sistematicamente dai gradi superiori, il fascicolo lo segnala come sintomo di scarsa preparazione o scarsa accuratezza.
  2. il Rispetto dei tempi: Vengono registrati tutti i ritardi nel deposito delle sentenze. Non si guarda più solo alla media, ma ai singoli ritardi patologici (es. quelli oltre i 90 o 180 giorni).
  3. gli Esiti delle indagini (per i PM): Per i Pubblici Ministeri, il fascicolo registra quante richieste di rinvio a giudizio finiscono in assoluzione perché "il fatto non sussiste". Se il PM manda tutti a processo ma perde quasi sempre in aula, la sua performance è considerata negativa. 

Il fascicolo è lo strumento principale usato dal CSM ogni 4 anni per le valutazioni di professionalità necessarie per gli scatti di stipendio e carriera. Per la prima volta, i dati sulla produttività dei magistrati sono digitalizzati e consultabili dall'organo di governo (il CSM), rendendo più difficile "nascondere" l'inefficienza dietro il carico di lavoro generale.

Dunque, quel che cambierà davvero con la Riforma Nordio sarà la formazione degli organi disciplinari del CSM, non "l'autonomia" dei magistrati e non la loro "efficienza", già ampiamente normati dalla costituzione, dalle leggi vigenti ed in particolare dalla Riforma Cartabia.

Se ne sentono e se ne leggono tante, da ambo le parti, sulla Riforma Nordio, il Si, il NO eccetera ... ma sono sicuro che nessuno vi abbia raccontato della Riforma Cartabia, di cosa ha già cambiato nel sistema Giustizia e di cosa cambia nella nostra opinione sul Referendum.

Ma se ne sentono davvero tante.
Ad esempio, riguardo i membri 'togati', oggi avviene tramite elezione interna, domani  avverrebbe tramite in elenco qualificato e un sorteggio tra  togati stessi. La Politica non c'entra una nulla, né nel sorteggio né nella formazione dell'elenco.
O riguardo i membri 'laici', che oggi i professori e gli avvocati li sceglie la Politica direttamente in Parlamento, domani potrebbero essere iscritti ad un Albo 'professionale' e scelti con un sorteggio.  Questo significa che i professori ordinari in materie giuridiche e gli avvocati esperti che diventeranno membri del CSM avranno una maggiore autonomia dalle dinamiche politiche, non il contrario.
Ad esempio, che oggi giudici e PM sono "colleghi di scrivania", prendono il caffè insieme e questo condiziona le sentenze. In realtà, il problema vero è che solo il 15% circa dei procedimenti penali aperti perviene a sentenza di condanna o che la maggior parte delle cause civili non si risolvono in Mediazione.
Ad esempio, che la riforma renderà la giustizia più veloce ed efficiente, come se cambiare il modo in cui si elegge il CSM incida direttamente sulla velocità delle cause civili o penali. 

Detto questo, Houston abbiamo un problema ... i laureati in Giurisprudenza in Italia non superano il mezzo milione di cittadini e, forse, tra materie affini e autodidatti arriviamo ad un milione di elettori in grado di informarsi e di comprendere antefatti e conseguenze delle proprie scelte.
I restanti 45 milioni circa di elettori, che voteranno (o si asterranno) in questo Referendum, lo faranno in base a quali informazioni?

Autore scienzenews
Categoria Politica
ha ricevuto 346 voti
Commenta Inserisci Notizia