C’è un’immagine che ritorna ciclicamente, ogni autunno, quando si discute della legge di bilancio: quella della “coperta corta”.
Ma questa volta quella coperta non lascia scoperti soltanto i piedi o le spalle: lascia scoperta la pancia degli italiani.
E non è un modo di dire. Perché quella pancia è già vuota, stretta da una cinghia sempre più tirata, da stipendi che non bastano più, da prezzi che lievitano mese dopo mese e da una pressione fiscale che, per chi vive di salario o di pensione, ha ormai il sapore dell’usura.

Sedici Miliardi: è questo l’ammontare della prossima manovra finanziaria. Una cifra che, sulla carta, dovrebbe servire a sostenere sanità, pensioni, stipendi pubblici, tagli fiscali, incentivi per le imprese e misure sociali. Ma, in realtà, non basterebbe neppure a tappare le falle più urgenti di un Paese in piena emergenza economica. Sedici miliardi sono una goccia nel mare, una toppa su una coperta ormai lisa, incapace di coprire il corpo di un’Italia che continua a dimagrire, non per scelta, ma per necessità.

Eppure, ogni anno, lo Stato rinuncia a combattere con vera determinazione un male endemico: l’evasione fiscale. Parliamo di circa Cento Miliardi l’anno che svaniscono tra evasione, elusione, false dichiarazioni, nero, e ai quali si aggiungono pensioni sociali, esenzioni e bonus per chi al fisco risulta 'nullatenente'! Cento miliardi che, se recuperati, basterebbero a finanziare dieci manovre come quella che oggi ci viene presentata come “inevitabilmente limitata”. È una cifra che pesa come un macigno sulla coscienza di un Paese che chiede sacrifici solo a chi già li fa da decenni.

E allora, la domanda non è se i soldi ci siano, ma dove li si voglia andare a prendere. È facile dire che “non ci sono risorse” per adeguare i salari al costo della vita, per superare la legge Fornero, per investire davvero nella sanità pubblica o per alleggerire il fisco su lavoratori e pensionati. È facile, ma non è vero. Perché i soldi ci sono: semplicemente non si vogliono toccare gli interessi di chi evade, di chi sposta capitali, di chi si arricchisce alle spalle della collettività.

La coperta, dunque, non è corta per caso: è corta per scelta. È il frutto di una politica che da anni preferisce tagliare sul necessario piuttosto che colpire i privilegi. E così, mentre la pancia degli italiani resta scoperta, qualcuno continua a dormire sonni tranquilli, ben coperto da agevolazioni, condoni e impunità.

Ma la verità è che un Paese non cresce lasciando i suoi cittadini a pancia vuota e scoperta. Cresce solo quando la coperta diventa finalmente abbastanza grande da coprire tutti, non solo chi sta già al caldo.