Non ce l'hanno raccontato, ma il Department of Homeland Security USA (quello dell'ICE) era rimasto in shutdown, a causa degli scontri politici su immigrazione, gestione del confine e poteri federali.
Questo stallo comportava che il personale essenziale fosse al lavoro ma senza stipendio immediato. Le agenzie più esposte includevano sicurezza aeroportuale, guardia costiera e controllo frontiere.
La svolta sembrava essere arrivata solo pochi giorni fa, quando il Senato degli Stati Uniti aveva trovato un accordo bipartisan su un pacchetto di finanziamento, a causa della pressione politica crescente, inclusa la minaccia di Donald Trump di ricorrere a strumenti straordinari per aggirare lo stallo del Congresso.
La legge, approvata all'unanimità dal Senato, non prevedeva finanziamenti per l'Immigration and Customs Enforcement e la Border Patrol, perché - stando a fonti repubblicane - "hanno già ricevuto ingenti finanziamenti nell'ambito del cosiddetto "One Big, Beautiful Bill Act" approvato lo scorso anno."
Su queste basi, i senatori democratici avevano approvato il provvedimento, nonostante non abbia recepito le loro richieste: divieto di indossare mascherine per gli agenti federali e obbligo di un mandato giudiziario per le retate contro gli immigrati.
Fulmine a ciel sereno: i repubblicani alla Camera dei Rappresentanti si sono rifiutati all'ultimo minuto di aderire all'accordo trovato in Senato per porre fine allo shutdown del Dipartimento per la Sicurezza Interna.
Il presidente della Camera Mike Johnson , dopo una lunga telefonata con i legislatori repubblicani del Senato, ha dichiarato "questa mossa fatta ieri sera è una barzelletta" ed ha aggiunto di aver appena parlato con il presidente Donald Trump e che quest'ultimo "capisce perfettamente cosa stiamo facendo e perché, e lo appoggia". (fonte USA Today)
Molti intransigenti conservatori sono furiosi per la situazione, promettendo di negare il loro sostegno all'accordo a meno che non includa finanziamenti per il controllo dell'immigrazione e l'identificazione delle persone.
Mike Johnson, infatti, ha ventilato l'ipotesi di "rinviare al mittente" (il Senato) una misura provvisoria di due mesi che manterrebbe i finanziamenti del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) ai livelli attuali fino al 22 maggio.
Dal canto suo, il leader democratico al Senato, Chuck Schumer, ha affermato che qualsiasi proposta di legge diversa da quella già approvata dai democratici non avrebbe alcuna possibilità di essere approvata al Senato.
Del resto, siamo "a nove mesi dalle midterm del novembre 2026, la campagna è già accesa tra scontro sull’economia e manovre repubblicane sul Congresso." (fonte ISPI)
L’idea di un’America ormai consegnata al trumpismo appare meno solida: alcune roccaforti repubblicane vacillano e segnali positivi emergono per i Democratici. Tuttavia, il quadro resta incerto, perché i Repubblicani sono indeboliti da divisioni interne ed economia fragile, mentre i Democratici scontano problemi organizzativi e finanziari.
I Democratici intravedono segnali positivi e mettono in discussione alcune roccaforti repubblicane, ma restano penalizzati da minore registrazione elettorale, meno fondi e un’organizzazione indebolita. I Repubblicani, dal canto loro, devono affrontare divisioni interne e il peso dell’incertezza economica e del costo della vita, che iniziano a incidere anche a livello locale.

