Nel 2024 oltre 17,9 milioni di italiani hanno ricevuto l’invito a partecipare agli screening oncologici gratuiti previsti dal Servizio sanitario nazionale – mammella, cervice uterina e colon-retto. Hanno risposto circa 7,3 milioni di persone, pari al 41%, una percentuale in crescita ma ancora lontana dagli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo.
Mammella e cervice: miglioramenti ma con forti differenze regionali
Gli screening per la mammella e per la cervice hanno raggiunto una copertura intorno al 50%, soglia considerata il minimo per renderli davvero efficaci.
- Per il tumore della cervice sono state invitate oltre 4 milioni di donne tra i 25 e i 64 anni: ha aderito il 42%, con forti differenze tra regioni (dal 15% in Calabria al 72% in Friuli Venezia Giulia).
- Per la mammografia (50-69 anni) le donne invitate sono state circa 4,1 milioni, con un’adesione del 53,8%: anche qui si va dal 22% in Calabria a oltre l’80% nella P.A. di Trento.
Il Nord viaggia sopra la media, mentre il Sud arranca, pur con qualche segnale di miglioramento.
Colon-retto: lo screening più problematico
Per il tumore del colon-retto la copertura è ampia (94% della popolazione target), ma la risposta è bassa: solo il 35,8% degli invitati ha eseguito il test, contro il 50% raccomandato.
Il divario è evidente:
- al Nord partecipa quasi una persona su due (46,8%),
- al Centro solo un terzo (32,7%),
- al Sud e nelle Isole poco più di uno su cinque (21,1%).
Le differenze regionali parlano chiaro: in Calabria aderisce appena il 5%, mentre in Valle d’Aosta si supera il 66%.
Estensioni oltre i Lea: più adesione tra i 70-74enni
Alcune Regioni hanno scelto di ampliare l’offerta, includendo fasce di età non previste dai Lea.
- Mammografia 45-49 anni: estensione al 33,8%, adesione al 58%.
- Mammografia 70-74 anni: estensione al 51,3%, adesione ancora più alta, 64,5%.
- Colon-retto 70-74 anni: estensione al 34,9%, adesione al 45,4% (con picchi del 93% in Friuli Venezia Giulia e un minimo del 18% in Campania).
In generale, le persone più anziane mostrano maggiore propensione a partecipare.
Il nodo del divario Nord-Sud
Il rapporto dell’Osservatorio nazionale screening è chiaro: i progressi ci sono, ma la vera sfida resta colmare le differenze territoriali. Se al Nord i programmi funzionano e la partecipazione è vicina agli standard europei, al Sud i numeri sono ancora troppo bassi.
Per i prossimi anni l’obiettivo sarà non solo consolidare i risultati ottenuti, ma soprattutto garantire pari opportunità di prevenzione in tutto il Paese, come previsto dal Piano oncologico nazionale 2023-2027 e dalle strategie europee.


