Si è tenuto oggi presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy (MIMIT) il tavolo nazionale di monitoraggio per valutare gli avanzamenti del Piano di ristrutturazione aziendale di COIN S.p.A. All'incontro hanno partecipato l'azienda, istituzioni nazionali e regionali e le organizzazioni sindacali confederali e di categoria. Nel corso del tavolo riunito al ministero delle Imprese e del Made in Italy, la societa' ha illustrato l'andamento dei primi cinque mesi di gestione, confermando l'impegno degli azionisti a sostenere il rilancio dell'azienda. E' stata inoltre annunciata - rende noto il ministero - l'intenzione di valutare nel 2026 un nuovo e significativo apporto di capitale, destinato a investimenti nella rete dei negozi e alla trasformazione digitale dell'impresa. E' stato altresi' riferito che sono in fase di definizione partnership commerciali con gruppi internazionali leader del settore, volte al rinnovamento degli spazi espositivi e all'attivazione di un piano marketing dedicato. Sul fronte occupazionale, l'azienda ha ribadito la volonta' di mantenere la presenza nei territori storici, in particolare nelle sedi venete di Verona e Mestre, accogliendo in tal senso la richiesta avanzata nei giorni scorsi dal senatore Matteo Gelmetti, e si e' impegnata ad individuare soluzioni alternative nelle citta' dove sono state annunciate chiusure. Per i negozi coinvolti saranno utilizzati ammortizzatori sociali finalizzati alla tutela dell'occupazione, con l'impegno a non ricorrere a licenziamenti collettivi e a salvaguardare tutti i lavoratori della rete vendita. Il lavoro svolto dal ministero, in stretto raccordo con le organizzazioni sindacali, conferma l'importanza del dialogo istituzionale e del confronto costante tra le parti per sostenere il rilancio industriale, favorendo soluzioni condivise e durature e tutelando l'occupazione.
"Dopo aver concluso con successo la fase di messa in sicurezza dell'azienda con l'ingresso della nuova compagine azionaria e l'aumento di capitale, la società prosegue nell'attuazione del piano industriale registrando risultati positivi già nei primi cinque mesi della nuova gestione. Grazie a piani d'azione a tutto campo, che spaziano dall'ottimizzazione del brand mix alla riduzione dei costi operativi, i principali indicatori di performance economica d'impresa confermano la bontà del percorso intrapreso: si è registrato infatti un miglioramento della redditività operativa, oltre ad un deciso incremento nell'ultimo trimestre 2025 del flusso dei visitatori nei negozi dell'insegna". Lo afferma Coin in una nota, spiegando che "nel corso dell'incontro odierno tenutosi a Roma con il MIMIT e le Organizzazioni sindacali, l'Azienda ha informato circa l'andamento aziendale dei primi cinque mesi di gestione". Al contempo "è stato confermato l'impegno degli azionisti a sostenere fattivamente il rilancio di Coin. Proprio in questa direzione, con l'intento di sostenere ulteriormente ed accelerare il processo di ritorno ad una sostenibilità definitiva del business la società ha comunicato che gli azionisti si sono resi disponibili a valutare un nuovo intervento sul capitale nel 2026. Tale apporto verrebbe destinato ad investimenti nella rete dei negozi e alla trasformazione digitale dell'impresa. In parallelo, sono in corso di definizione partnership commerciali strategiche con gruppi internazionali leader di settore, a conferma della bontà del modello di business e della sua attrattività. Tali partnership porteranno importanti interventi di rinnovamento degli spazi espositivi, affiancati ad un piano marketing dedicato, volto ad incrementare i clienti nei punti vendita e a puntare ad una customer experience distintiva". "Particolare argomento di trattazione nell'odierno confronto tra l'Azienda, le Organizzazioni sindacali e il Ministero, che continua nel suo impegno e nel ruolo di centralità strategica, sono stati anche gli interventi necessari alla gestione del personale in alcuni negozi della rete: la società conferma in primis la volontà di continuare a presidiare tutti i territori in cui è storicamente presente, ed in particolare nelle storiche sedi venete di Verona e Mestre, cercando attivamente soluzioni alternative nelle città in cui sono state annunciate le chiusure e in secondo luogo, l'impegno ad utilizzare ammortizzatori sociali che garantiscano il mantenimento dell'impiego per tutti i negozi coinvolti, gestendo con responsabilità ed attenzione le persone e la stabilità occupazionale, senza ricorrere a licenziamenti collettivi, a tutela degli oltre mille lavoratori della rete di vendita", conclude la nota
Soddisfatta anche la Regione Veneto, dopo le parole dell'azienda che ha annunciato di non voler affatto ridimensionare gli store di Verona e Venezia Mestre. "Complessivamente positive - afferma l'Assessore regionale Massimo Bitonci - le notizie sul percorso di risanamento aziendale di Coin, la storica realtà veneta della distribuzione. Negli ultimi 5 mesi i dati relativi agli ingressi nei negozi sono stati migliori delle aspettative, prosegue la ridefinizione dei rapporti con le marche per ridisegnare un'offerta più in linea con l'evoluzione del mercato e viene confermato l'impegno degli azionisti a supportare l'azienda valutando anche nuovi apporti di capitale per investimenti nello sviluppo." "Le notizie circolate nei giorni scorsi -continua l'Assessore - che preannunciavano la chiusura dello store di Verona a causa del mancato accordo con la proprietà dell'immobile, e anche il ridimensionamento del negozio di Venezia Mestre, sono state richiamate nel corso del tavolo. Su questo fronte l'azienda ha dichiarato di voler mantenere l'attuale punto vendita mestrino sebbene lo stesso sarà soggetto a ridimensionamento in termini di spazi espositivi e di personale. In merito allo store di Verona le criticità riportate conducono l'azienda a ricercare un immobile alternativo, ma anche in questo caso è stata confermata la volontà di mantenere la presenza in città e salvaguardare l'OCCUPAZIONE". "Per approfondire questi ed altri temi relativi ai siti veneti -conclude Bitonci - convocheremo, entro la fine del mese di marzo, un nuovo tavolo regionale con l'azienda e le parti sociali

