Dicembre 2025 si chiude con un segnale moderatamente positivo per il commercio estero del nostro Paese. Le esportazioni crescono dello 0,3% rispetto a novembre, le importazioni dello 0,1%. Un progresso contenuto, trainato esclusivamente dai mercati extra Ue (+1,9%), mentre le vendite verso l’area Ue arretrano dell’1,1%.
Il quadro cambia se si guarda all’intero quarto trimestre: rispetto ai tre mesi precedenti, l’export segna un calo dell’1,4%, mentre l’import diminuisce dello 0,2%. Un rallentamento che smorza la performance di fine anno.
Crescita su base annua
Nel confronto con dicembre 2024, l’export aumenta del 4,9% in valore e del 3,6% in volume. La crescita coinvolge entrambe le aree: +4,7% verso i paesi Ue e +5,1% verso quelli extra Ue.
Anche l’import è in aumento su base annua: +3,4% in valore e +7,7% in volume. Tuttavia, la dinamica è differenziata: crescono gli acquisti dai partner Ue (+7,1%), mentre calano quelli dai paesi extra Ue (-1,1%).
I settori che spingono (e quelli che frenano)
A trainare l’export sono soprattutto i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+27,8%), e i mezzi di trasporto esclusi autoveicoli (+25,2%). Forte anche il contributo della farmaceutica nel corso dell’anno.
Sul fronte opposto, crollano le vendite di coke e prodotti petroliferi raffinati (-31%), che rappresentano il principale fattore negativo.
I mercati di sbocco
Tra i partner commerciali spicca la Svizzera, con un balzo del 41,7%, il contributo positivo più rilevante. Seguono i paesi ASEAN (+48%), la Polonia (+18,9%), la Francia (+5,4%) e la Spagna (+8,4%).
In calo invece le esportazioni verso la Turchia (-17%), il Regno Unito (-8,7%), i Paesi Bassi (-9,7%) e il Belgio (-8,9%).
Il bilancio dell’intero 2025
Nel complesso del 2025, l’export cresce del 3,3% rispetto al 2024. A sostenere l’aumento sono soprattutto i maggiori flussi di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli e prodotti in metallo (+9,8%), mezzi di trasporto esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%).
Il saldo commerciale di dicembre è positivo per 6.037 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 5.147 milioni di un anno prima. Il deficit energetico si riduce a -3.755 milioni (era -5.184 milioni a dicembre 2024). L’avanzo nei prodotti non energetici scende invece a 9.792 milioni, dai 10.330 milioni dell’anno precedente.
Su base annua, il surplus commerciale del 2025 raggiunge 50.746 milioni di euro, in aumento rispetto ai 48.287 milioni del 2024. Decisiva la riduzione del deficit energetico, che passa da -54.290 a -46.939 milioni. L’avanzo dei prodotti non energetici resta elevato (97.685 milioni), ma inferiore ai 102.577 milioni del 2024.
Prezzi all’import in calo
A dicembre i prezzi all’import diminuiscono dello 0,1% su base mensile e del 3,1% su base annua, accentuando la flessione di novembre. Nella media del 2025 i prezzi calano dell’1,7%, principalmente per effetto della discesa dei prodotti energetici. Al netto dell’energia, la flessione è più contenuta (-0,6%).
Il quadro generale
In sintesi, dicembre mostra un recupero su base mensile e annua, ma il quarto trimestre segna un arretramento. Il 2025 si chiude con un avanzo commerciale in crescita e un deficit energetico in forte riduzione. A fare la differenza sono soprattutto i mercati extra Ue e pochi comparti chiave, in primis farmaceutica e metalli. Senza questi, il bilancio sarebbe stato ben meno favorevole.


