Innovare costa.
Digitalizzare i processi, ridurre i consumi, migliorare l’efficienza, rafforzare la struttura finanziaria e aprirsi ai mercati internazionali richiede investimenti importanti.
Ed è proprio qui che può intervenire la misura SIMEST Transizione digitale o ecologica, pensata per sostenere le imprese italiane con vocazione internazionale che vogliono investire in innovazione, sostenibilità ed efficientamento.
Il finanziamento può avere una durata ordinaria di 6 anni, con 2 anni di preammortamento, e può arrivare fino a:
500.000 euro per le microimprese;
2,5 milioni di euro per PMI e PMI innovative;
5 milioni di euro per le altre imprese.
L’importo minimo richiedibile è pari a 10.000 euro.
Almeno il 50% dell’intervento deve essere destinato a investimenti in transizione digitale o ecologica, mentre la restante parte può essere utilizzata per il rafforzamento patrimoniale dell’impresa.
La misura può inoltre prevedere una quota a fondo perduto, fino al 10% dell’importo richiesto e, in alcuni casi specifici, fino al 20% o al 30%, in presenza dei requisiti previsti.
Possono rientrare progetti legati a digitalizzazione dei processi, innovazione tecnologica, sostenibilità, efficientamento energetico, miglioramento organizzativo e rafforzamento della solidità finanziaria.
Ma attenzione: non basta acquistare un software o un impianto.
Il progetto deve essere coerente, sostenibile e collegato a un obiettivo concreto di crescita e competitività sui mercati esteri.
Per questo è importante verificare prima della domanda requisiti, importi finanziabili, quota a fondo perduto, struttura del progetto e documentazione necessaria.
Abbiamo raccolto tutti i dettagli in una scheda chiara e completa.
Leggi l'articolo per scoprire chi può accedere, quanto finanzia la misura, quali investimenti sono ammessi e come preparare correttamente la domanda.

