*_©Angelo Antonio Messina
Il ritorno a teatro dello spettacolo «La fine è il mio inizio», previsto per il 30 marzo 2026 al Teatro Menotti di Milano, rappresenta un momento culturale di grande rilievo e profonda emozione. Questo allestimento, nato sotto l’egida di Tieffe Teatro Milano e diretto da Emilio Russo, offre un’intensa occasione di riflessione sulla vita attraverso il dialogo tra Tiziano Terzani e suo figlio Folco. Un confronto che non soltanto si radica nella memoria personale e familiare, ma si eleva a simbolo universale della ricerca interiore, dell’eredità spirituale e della possibilità di osservare il mondo con occhi rinnovati.
Al centro de «La fine è il mio inizio» vi è l’ultimo incontro tra padre e figlio, un dialogo che ha il sapore di una confessione carica di significato, un passaggio di testimone che attraversa il tempo e sfida la finitezza dell’esistenza. Questa conversazione, che emerge da un testo originariamente tratto dall’omonimo libro di Terzani, diventa in scena una narrazione viva, capace di parlare direttamente all’anima dello spettatore. Nicolas Errico e Chiara Tomei, interpreti dei figli di Terzani, incarnano con intensità questo patrimonio umano e culturale, facendo emergere la fragilità con cui l’autore affrontava la paura e la morte, trasformandola in consapevolezza e saggezza.
Lo spettacolo evita la trappola della semplice biografia o del racconto nostalgico. Al contrario, si configura come un’esperienza teatrale che trascende il tempo presente, invitando il pubblico a un viaggio interiore dove la ricerca della verità si intreccia con la dimensione emotiva. È in questo equilibrio delicato tra memoria e presente che si rinnova il messaggio di Terzani: la vita è un cammino incessante di scoperta e rinnovamento, in cui la fine coincide con un nuovo inizio. La forza emotiva e intellettuale dello spettacolo si deve molto alla sapiente regia di Emilio Russo, che riesce a rendere palpabile la presenza di Terzani senza mai scadere nel didascalico o nel patetico. La regia privilegia la semplicità e la profondità, supportata da un allestimento scenico sobrio ma efficace, in grado di concentrare l’attenzione sui protagonisti e sulle parole.
A impreziosire ulteriormente la messa in scena è la partecipazione musicale di Danilo Rossi, Prima Viola del Teatro alla Scala. Il suono avvolgente e profondo della viola si fonde armoniosamente con la narrazione, amplificando le emozioni senza limitarle a mero accompagnamento. La musica diventa respiro, evocazione e guida, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa in cui lo spettatore viene catturato e coinvolto in un’esperienza sensoriale e riflessiva insieme.
«La fine è il mio inizio» si distingue per la sua capacità di coniugare un forte impatto emotivo con una proposta culturale di rilievo. Lo spettacolo induce a una pausa, a un rallentamento necessario nel ritmo frenetico della vita contemporanea, proponendo temi profondi quali il tempo, l’amore, la responsabilità e la capacità di restare umani davanti alla complessità del mondo. È un invito amorevole ma deciso a interrogarsi, a riconoscere la propria fragilità come opportunità di crescita e a coltivare una spiritualità concreta, lontana da qualsiasi dogmatismo. Questi valori si riflettono non solo nella dimensione artistica dello spettacolo, ma anche nella sua valenza sociale. La serata è promossa a sostegno della Fondazione Banco dell’energia, realtà impegnata nel contrasto della povertà energetica e nell’aiuto delle persone in difficoltà economica. Il connubio tra arte e solidarietà conferisce ulteriore spessore all’iniziativa, trasformandola in un atto di responsabilità collettiva e di attenzione verso il prossimo. L’opera teatrale si situa all’interno di un contesto culturale che ha sempre visto in Tiziano Terzani una figura di riferimento, non solo come giornalista e scrittore, ma soprattutto come testimone di un’epoca e di un pensiero critico e umano. La sua esperienza di corrispondente internazionale, la sua profonda conoscenza dell’Asia e della spiritualità orientale, la sua capacità di raccontare con rigore e partecipazione, hanno lasciato un’eredità intellettuale e morale che lo spettacolo intende valorizzare e rinnovare.
Nella sua ultima fase di vita, Terzani intraprese un cammino di accettazione della fine come parte integrante e necessaria dell’esistenza. Questo messaggio, oggi più che mai, risuona con forza nel nostro tempo segnato da incertezze e paure diffuse. La rappresentazione teatrale, quindi, si fa portavoce di un invito urgente e attuale a guardare dentro di sé, a recuperare il senso profondo della vita oltre l’apparenza e la superficialità. «La fine è il mio inizio» al Teatro Menotti è molto più di uno spettacolo teatrale: è un evento culturale ed emotivo che coinvolge profondamente lo spettatore, conducendolo in un viaggio intimo e universale attraverso le parole di Tiziano Terzani e il legame con suo figlio Folco. Grazie a una regia accurata, a interpretazioni intense e a un accompagnamento musicale suggestivo, l’opera riesce a trasmettere un messaggio di speranza e responsabilità, di amore e consapevolezza.
Inoltre, il carattere solidale della serata rafforza la natura inclusiva e generosa dell’iniziativa, rendendo il teatro non solo luogo di arte, ma anche di impegno civico e sociale. Per chiunque desideri immergersi in una riflessione profonda sull’essenza della vita e sulle dinamiche di relazione e di memoria, questa rappresentazione costituisce un appuntamento imperdibile, capace di lasciare un’impronta duratura nel cuore e nella mente.
«La fine è il mio inizio» si conferma come un tributo pieno di amore, lungimiranza e umanità a Tiziano Terzani, un uomo che ha trasformato la fragilità in forza e la paura in conoscenza, offrendo a tutti noi un prisma attraverso cui osservare e vivere il mondo con occhi nuovi.
30 marzo ore 20
LA FINE È IL MIO INIZIO
AL TEATRO MENOTTI UN OMAGGIO A TIZIANO TERZANI
Il dialogo tra Tiziano Terzani e suo figlio Folco sull’essenza della vita, nella tappa conclusiva di un lungo cammino alla ricerca della verità.
Regia Emilio Russo
Con Nicolas Errico e Chiara Tomei, accompagnati dalla Viola del Maestro Danilo Rossi
Tratto dall’omonimo libro di Folco e Tiziano Terzani
Produzione Tieffe Teatro Milano
*_©Angelo Antonio Messina
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INFORMAZIONI IMPORTANTI ORIGINALI
La fine è il mio inizio ha anche un valore sociale: i proventi della serata saranno devoluti alla Fondazione Banco dell’energia, un ente senza scopo di lucro nato per aiutare le persone in difficoltà economica attraverso la realizzazione di iniziative legate al contrasto della povertà energetica.
Lo spettacolo è aperto a tutti i cittadini a fronte di una donazione minima alla Fondazione Banco dell’energia e alla prenotazione del biglietto, per i quali è possibile procedere tramite la pagina dedicata (https://www.retedeldono.it/la-fine-e-il-mio-inizio-milano).
Fondazione Banco dell’energia è un ente senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere, attraverso il meccanismo della solidarietà indiretta, persone e famiglie in situazione di vulnerabilità economica e sociale, ponendo particolare attenzione al tema della povertà energetica. Dal 2016 Banco dell’energia ha raccolto e donato oltre 13 milioni di euro e supportato più di 17.000 beneficiari, operando attraverso interventi in sostegno di persone in difficoltà e iniziative formative e di sensibilizzazione per aumentare la cultura e la consapevolezza sui consumi e l’efficientamento energetico. Tra queste, il Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, a cui a oggi hanno aderito oltre 100 stakeholder tra istituzioni, organizzazioni del terzo settore, associazioni e istituti di ricerca, network che garantisce la realizzazione di numerosi progetti di solidarietà su tutto il territorio nazionale. Fanno parte del Board della Fondazione Banco dell’energia, oltre ai Soci Fondatori A2A e le sue Fondazioni AEM, ASM e LGH, anche Edison, Eni Plenitude ed Iren.
Teatro Menotti Filippo Perego
Con oltre 50 anni di storia, il Teatro Menotti è oggi riconosciuto come una delle istituzioni culturali più significative nel panorama italiano, convenzionato con Regione Lombardia e Comune di Milano, è stato recentemente insignito del titolo di Teatro della Città di rilevante interesse culturale dal Ministero della Cultura. Un riconoscimento che ne conferma il ruolo strategico non solo come presidio artistico, ma come attivatore di relazioni sociali, crescita collettiva e sviluppo del pensiero critico. Con la storica direzione artistica di Emilio Russo, il teatro si dedica alla drammaturgia contemporanea e ai linguaggi che intrecciano attualità, parola e musica. Negli ultimi anni ha prodotto spettacoli ispirati a grandi protagonisti italiana e internazionale, coinvolgendo spesso giovani attori. Le produzioni sono distribuite nei principali teatri italiani e presenti nei più importanti festival nazionali e internazionali. La sala, da 500 posti, è stata recentemente ristrutturata e ampliata grazie al contributo del Trust Filippo Perego di Cremnago.

