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MotoGP, totale equilibrio nella prima giornata di libere del GP di Barcellona

La MotoGP arriva a Barcellona e restituisce immediatamente l’immagine di un campionato nervoso, serrato, quasi soffocante nella sua imprevedibilità. Basta guardare il cronometro delle prove del Gran Premio della Catalogna per capire quanto il margine tra prime posizioni e crisi sia diventato microscopico: cinque piloti racchiusi in meno di un decimo, una compressione estrema che fotografa meglio di qualsiasi analisi tecnica lo stato attuale della classe regina.

Davanti a tutti c’è Pedro Acosta, il ragazzo che continua a comportarsi come se la pressione non esistesse. Lo spagnolo della Red Bull KTM Factory Racing ha stampato un impressionante 1:38.710, mettendo la sua RC16 davanti all’intero schieramento e confermando una crescita che ormai non può più essere considerata episodica. Ma il dato che scuote davvero il paddock non è soltanto il miglior tempo di Acosta: è il ritorno competitivo della KTM nel suo insieme.

Brad Binder, terzo, non appariva così incisivo da mesi. Il sudafricano, spesso rimasto intrappolato in una stagione altalenante, ha finalmente mostrato aggressività e solidità sul giro secco, elemento che alla casa austriaca era mancato con continuità. A Barcellona, circuito storicamente delicato per l’equilibrio ciclistico delle moto, KTM sembra aver trovato una quadra tecnica che potrebbe cambiare gli equilibri del weekend.

In mezzo alle due RC16 si è infilata la Ducati di Alex Marquez, ancora una volta rapidissimo quando il livello sale. La sensazione, però, è che Borgo Panigale stia vivendo uno dei momenti più complicati della stagione nonostante la competitività complessiva della Desmosedici. Ducati continua a piazzare moto davanti, ma i riferimenti principali sembrano meno dominanti rispetto ai mesi scorsi, mentre gli avversari hanno accorciato sensibilmente il gap.

Alle spalle del trio di testa troviamo Raul Fernandez con l’Aprilia del Trackhouse MotoGP Team. Vedere una RS-GP nelle zone nobili della classifica non sorprende più. Dopo il trionfo collettivo di Le Mans, dove Aprilia aveva monopolizzato il podio, la conferma catalana rafforza la percezione di una moto ormai stabilmente al vertice del campionato. Semmai stupisce il ritardo relativo del team ufficiale Aprilia Racing.

Marco Bezzecchi, leader della classifica iridata, ha chiuso settimo centrando comunque l’accesso diretto alla Q2, ma senza quella superiorità vista in altre occasioni. Il romagnolo sembra amministrare più che dominare, consapevole che in questa fase del mondiale ogni punto pesa enormemente. Ancora più complicato il venerdì di Jorge Martin.

Lo spagnolo aveva iniziato la giornata con il passo del protagonista assoluto. Al mattino era apparso sicuro, veloce, persino in controllo psicologico del weekend. Poi però sono arrivati gli errori. Prima la caduta alla curva 2, con uno spavento evidente; successivamente un altro sbaglio nel pomeriggio che lo ha relegato fuori dalla top ten e dunque costretto a passare dalla Q1. Una situazione delicata soprattutto dal punto di vista mentale, perché Martin arriva da vincitore di Le Mans e sa perfettamente di non potersi permettere passaggi a vuoto nella lotta iridata. Il distacco da Bezzecchi è di appena un punto: un margine simbolico, quasi inesistente.

La vera sorpresa della top five è però Johann Zarco. La Honda RC213V del team Castrol LCR, spesso lontanissima dalle posizioni che contano nelle ultime stagioni, si è fermata a soli 79 millesimi da Acosta. Un segnale importante non soltanto per il francese, ma per tutta Honda, che intravede finalmente una timida inversione di tendenza. Anche Joan Mir, direttamente in Q2, conferma che qualcosa nel progetto giapponese sta iniziando lentamente a funzionare.

Insieme a loro accedono direttamente alla fase decisiva delle qualifiche Fabio Di Giannantonio, Jack Miller e Fabio Quartararo, altro nome da osservare con attenzione in vista della Sprint. La Yamaha continua a mostrare lampi intermittenti, ma sul giro secco il francese resta uno dei piloti più capaci di estrarre il massimo anche da una moto ancora incompleta.

Chi invece dovrà reagire immediatamente è Francesco Bagnaia. Dopo la scivolata di Le Mans, arrivata mentre inseguiva la leadership della gara, il campione Ducati cercava risposte convincenti e invece si ritrova intrappolato nella Q1 insieme a Martin ed Enea Bastianini. Per Bagnaia non è ancora un’emergenza di classifica, ma il rischio è che il campionato stia progressivamente cambiando pelle: non più dominio Ducati contro il resto del mondo, bensì una battaglia aperta dove ogni dettaglio può ribaltare gerarchie e certezze.

Sabato mattina la MotoGP tornerà in pista per l’ultimo turno di libere alle 10:10, prima delle qualifiche decisive. Nel pomeriggio, alle 15, la Sprint promette già scintille. Perché a Barcellona, almeno dopo questo venerdì, nessuno sembra davvero avere il controllo della situazione.

Autore Manolo Serafini
Categoria Sport
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