La Juve Stabia, che milita nel campionato di Serie B, è finita sotto amministrazione giudiziaria: nei confronti del club è stato emesso un “decreto applicativo” della misura di prevenzione ex art. 34 del Codice Antimafia.
La misura di prevenzione può portare a cambiamenti significativi nella gestione del club, incluso il possibile commissariamento o confisca di beni, con l’obiettivo di garantire la trasparenza e l’assenza di ingerenze mafiose.
Tra gli episodi che hanno portato all'emissione del commissariamento, c'è quello di un calciatore minorenne che si rivolge al padre, un camorrista detenuto al 41 bis, per giocare in prima squadra, ottenendo l'indicazione di un manager a cui rivolgersi dicendogli a chi era figlio.
“Gli spostamenti della squadra, la sicurezza, il beveraggio, le gestione dei biglietti: tutto era nelle mani della camorra”, ha dichiarato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa indetta dopo il decreto di amministrazione controllata per presunte infiltrazioni mafiose.
“C’era anche chi alterava i dati dei soggetti sottoposti a Daspo per consentire loro di entrare nello stadio. Poi c’era anche una opaca gestione dei biglietti omaggio con i quali si consentiva una folta infiltrazione allo stadio di soggetti legati alla camorra”, ha tenuto a precisare il questore di Napoli Maurizio Agricola, nel corso della conferenza stampa in Procura.
“La saldatura tra gli esponenti del tifo organizzato, già appartenenti o contigui a compagini criminali locali, e la comunità stabiese – spiega una nota della Procura di Napoli – si è manifestata secondo tipiche modalità di condizionamento mafioso, nell’evento organizzato dal comune di Castellammare di Stabia lo scorso 29 maggio, per celebrare la conclusione dell’ottima stagione calcistica della squadra. Circostanza nella quale i rappresentanti dei tre gruppi ultras della tifoseria, alcuni colpiti da D.A.spo e con profili di contiguità criminale, si sono proposti pubblicamente sul palco con vertici della società di calcio, autorità civili e istituzioni pubbliche”.
Anche il settore giovanile, era gestito da personale riconducibile alla camorra “per acquisire consenso tra i minori per formarli a elementi di disvalore”.
Il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ha ricordato che le stesse disposizioni hanno interessato quest’anno il Foggia Calcio e il Crotone Calcio.
«Il mio ufficio ha la convinzione profonda che analoghi provvedimenti riguarderanno anche altre società in futuro: il quadro è davvero allarmante e non riguarda solo le regioni dove tipicamente sono radicate le mafie e non riguarda solo il calcio».
Siamo dinanzi ad «una degenerazione delle logiche che regolano le manifestazioni sportive: tutto questo crea un clima nel quale si possono verificare tragedie come quella di Rieti».
Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, assicura che questo intervento giudiziario «segnerà uno spartiacque della gestione di questa società» stabiese.
La Juve Stabia è controllata principalmente da Brera Holdings, che detiene il 52% delle quote. Questa partecipazione avviene attraverso un accordo con il socio precedente, Andrea Langella, che ha mantenuto il 48% delle quote tramite la sua holding, XX Settembre Holding S.r.l. e ricopre anche la carica di Presidente del club.
Andrea Langella rappresenta una figura di rilievo nel panorama imprenditoriale e non risulta indagato. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Federico II di Napoli, vanta un’esperienza di quarant’anni nel settore industriale.
La S.I.RA.L., un gruppo petrolchimico specializzato nella produzione di lubrificanti di ultima generazione, nel 2022 ha registrato un fatturato di 22,1 milioni di euro, per buona metà proveniente dall’export che copre 36 paesi nel mondo. Gli stabilimenti di Nola, nell’area industriale di Napoli, si estendono su una superficie di 20.000 metri quadrati, di cui 10.000 coperti. La capacità di stoccaggio è di circa 5.000 tonnellate.

