Oggi ci ha lasciati Angela Luce, una delle voci e dei volti più autentici della nostra Napoli.
Un’artista straordinaria, capace di attraversare il teatro, il cinema e la musica con eleganza, passione e una forza espressiva che resterà per sempre nel cuore di tutti noi.
Angela ha raccontato l’anima del nostro popolo, le sue gioie, le sue ferite, la sua dignità. Con la sua arte ha dato voce alle emozioni più profonde, diventando simbolo di una tradizione che non smetterà mai di vivere.

Si è spenta a 87 anni, a Napoli, Angela Luce, pseudonimo di Angela Savino: attrice, cantante, volto e voce che per decenni hanno portato la città nel cinema, a teatro e nelle canzoni.

Debutta giovanissima: a 14 anni è già sul palco della Piedigrotta Bideri con la canzone Zì Carmilì. Da lì in avanti la sua carriera è un filo continuo tra palcoscenico e set: viene scelta da Eduardo De Filippo, lavora con Peppino De Filippo, Nino Taranto, porta il teatro napoletano da Parigi a Londra, fino a New York e Buenos Aires.

Il cinema la consacra: recita in circa 80 film, accanto a giganti come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica e Totò – indimenticabile la scena di Signori si nasce, quando il Principe della risata improvvisa e le bacia il seno.
Nel 1995 vince il David di Donatello per L’amore molesto di Mario Martone, dopo essere passata da Pasolini, Samperi, Pupi Avati.
Nella musica resta legata per sempre a brani come “So’ Bammenella ’e copp’ ’e Quartieri” di Raffaele Viviani – suo cavallo di battaglia, e a Ipocrisia, con cui sfiora la vittoria a Sanremo nel 1975.

Aveva dedicato un pensiero commosso al Teatro Sannazaro, ferito dall’incendio: un ultimo messaggio di solidarietà alle donne che lo guidano e all’idea di teatro popolare che lei ha incarnato per tutta la vita.