L'ennesima brutta figura il Milan la raccoglie non sul mercato o sulla serie di patetiche 'non scelte' legate all'allenatore o ai dirigenti di una società che, in pratica, non esiste. L'ultima vergogna rossonera arriva direttamente dalla sua storia, quella più leggendaria: il Milan si dimentica 'curiosamente' dell'anniversario della morte di Silvio Berlusconi.
La conferma che il malessere che attraversa il club rossonero non nasca da una singola scelta sbagliata, ma da una progressiva rimozione della propria storia. La società sembra aver dimenticato ciò che per decenni ha reso il club un riferimento mondiale: rispetto per i simboli, cura dell’immagine, attenzione verso i tifosi. Oggi, invece, prevale una gestione che appare distante, quasi indifferente alle radici rossonere.
In questo clima, ogni errore pesa il doppio. Ogni silenzio diventa un segnale. Ogni passo falso conferma l’idea di una società che ha smarrito la capacità di ascoltare. Ritrovare la strada significa ripartire da ciò che è stato dimenticato: la dignità del club, la sua memoria, il suo legame con la gente. Senza questo, nessun futuro potrà essere credibile.


