Lo spagnolo della KTM domina le qualifiche del Gran Premio di Catalogna 2026 davanti a Morbidelli e Alex Marquez. Martin limita i danni, Bezzecchi cade nel momento decisivo, Bagnaia resta fuori dal Q2.


Pedro Acosta si prende il Montmelò con la naturalezza dei predestinati e l’aggressività di chi sente che il momento giusto, finalmente, è arrivato. Nelle qualifiche del Gran Premio di Catalogna 2026, sesto appuntamento stagionale del Mondiale MotoGP, il talento spagnolo della KTM ha firmato una pole position di enorme peso, confermando quanto di buono aveva già lasciato intravedere sin dalle prove libere del venerdì.

Sul circuito di Barcellona, il “Tiburón de Mazarrón” ha costruito il suo capolavoro in 1’38” basso, staccando di 233 millesimi un sorprendente Franco Morbidelli e regalando alla KTM una partenza dalla prima casella della griglie che ha il sapore della definitiva consacrazione. Per Acosta si tratta della seconda pole position in top class dopo quella ottenuta a Motegi nel 2024, nella sua stagione da rookie, mentre diventano sette complessivamente considerando anche Moto3 e Moto2. Numeri che raccontano soltanto in parte il livello espresso da un pilota che, a ventidue anni non ancora compiuti, sembra ormai aver completato il processo di maturazione necessario per trasformarsi da fenomeno annunciato a concreto candidato al titolo mondiale.

La superiorità mostrata in qualifica è stata evidente soprattutto nella gestione del giro secco. Acosta è apparso estremamente efficace nei cambi di direzione del terzo settore, ma soprattutto devastante in percorrenza nelle curve veloci, là dove la KTM ha trovato un equilibrio che nelle prime gare stagionali era sembrato intermittente. Il pilota iberico ha guidato con precisione chirurgica, senza sbavature, riuscendo a mettere insieme un tempo di riferimento che gli avversari non sono più stati in grado di avvicinare.

Alle sue spalle la vera sorpresa della mattinata è stata quella di Franco Morbidelli. L’italiano del team VR46, costretto a passare dal Q1, ha disputato probabilmente la miglior qualifica da quando guida la Ducati GP25. Una prestazione solidissima, costruita con intelligenza e senza eccessi, che lo ha portato addirittura in seconda posizione davanti a nomi ben più accreditati. Per Morbidelli si tratta di un segnale importante in una stagione nella quale, fino a questo momento, erano mancati continuità e risultati. Il passo mostrato sul giro secco lascia intravedere possibilità interessanti anche in ottica Sprint, dove partire in prima fila potrebbe permettergli di evitare il caos delle prime curve e gestire meglio il degrado delle gomme.

Completa la prima fila Alex Marquez, che davanti al pubblico di casa ha confermato l’ottimo stato di forma già mostrato nelle ultime uscite. Il catalano della Gresini, in sella alla Ducati GP26, ha accusato un ritardo di 274 millesimi dalla pole ma resta pienamente dentro la lotta per la vittoria, soprattutto considerando il ritmo mostrato nelle simulazioni gara. La sensazione è che Marquez possa rappresentare uno degli avversari più pericolosi per Acosta sia nella Sprint sia nel Gran Premio di domenica, grazie a una Ducati che continua a garantire competitività e costanza su ogni tipo di tracciato.

Molto interessanti anche le indicazioni arrivate dalla seconda fila, dove spiccano soprattutto i nomi di Raul Fernandez e Johann Zarco. Lo spagnolo del team Trackhouse Aprilia ha centrato una quarta posizione di assoluto valore, confermando la crescita della RS-GP satellite e soprattutto la propria maturazione tecnica dopo stagioni complicate. Ancora più sorprendente, forse, il quinto posto di Zarco con la Honda LCR. Il francese continua a essere il riferimento assoluto per la casa giapponese, riuscendo spesso a compensare con esperienza e sensibilità tecnica i limiti ancora evidenti della RC213V.

Chiude la seconda fila Fabio Di Giannantonio, sesto con la Ducati GP26 del team VR46. Una qualifica discreta, senza exploit ma nemmeno errori, che potrebbe comunque consentirgli di inserirsi nel gruppo di testa soprattutto nella gara lunga.

Più problematico, invece, il sabato delle Aprilia ufficiali, che pure stanno dominando il Mondiale piloti. Jorge Martin ha limitato i danni con un nono posto ottenuto dopo il passaggio obbligato dal Q1 e nonostante una caduta che ha complicato il lavoro del box. Lo spagnolo non ha mai trovato un feeling perfetto con la moto sul giro secco, ma è riuscito almeno a salvare una terza fila che potrebbe tenerlo agganciato alla corsa per il podio.

Molto peggio è andata a Marco Bezzecchi, protagonista di una caduta pesantissima dal punto di vista strategico. L’italiano è finito a terra in curva 2 all’inizio del suo ultimo tentativo in Q2, perdendo così l’occasione di migliorarsi nel momento decisivo della sessione. Il dodicesimo posto finale rischia di complicare enormemente il suo fine settimana, costringendolo a una gara di rimonta in un circuito dove sorpassare non è mai semplice.

Deludente anche il bilancio degli altri italiani, tutti eliminati nel Q1 e relegati dalla quinta fila in poi. Francesco Bagnaia, pur mostrando piccoli segnali di crescita rispetto al venerdì, ha mancato l’accesso al Q2 per appena 51 millesimi proprio nei confronti di Martin. Il tredicesimo posto resta però insufficiente per un pilota che continua a vivere una stagione estremamente complicata, nella quale manca ancora la capacità di incidere realmente nei momenti decisivi.

Dietro di lui Enea Bastianini, quattordicesimo con la KTM Tech3, mentre Luca Marini ha chiuso soltanto sedicesimo sulla Honda ufficiale. Un quadro complessivamente difficile per i piloti italiani, chiamati ora a costruire una rimonta complessa in un weekend che, almeno per il momento, sembra parlare soprattutto spagnolo.

E al centro di tutto, inevitabilmente, c’è Pedro Acosta. Perché la pole del Montmelò non rappresenta soltanto una partenza al palo: è il manifesto di un pilota che ormai non corre più per stupire, ma per vincere. Si attendono conferme a partire dalla gara Sprint che prenderà il via alle ore 15:00.