I dazi di Trump all'Ue (e all'Italia)? Per la Lega sono colpa dell'Europa e della von der Leyen
Quali effetti avrebbe un dazio del 30% sui beni importati negli Stati Uniti per l'economia italiana, sia a breve che a lungo termine? Se accadesse danneggerebbe duramente l'Italia su molti fronti. Parliamo di gravi ripercussioni per export e manifattura, di una crescita stagnante, di perdita di posti di lavoro e pressione sui bilanci familiari. Il tutto mentre lo Stato dovrebbe attivarsi – con misure a sostegno – in un contesto che vede il debito del nostro Paese già considerato oltre la soglia del sostenibile.
I nostri prodotti sarebbero troppo cari per una bella fetta del mercato USA e verrebbero sostituiti con prodotti alternativi... probabilmente alimentando il mercato di prodotti che vengono spacciati per italiani, ma che di italiano hanno solo dei nomi che piratescamente si rifanno a quelli originali. L'UE reagirà con dazi di pari importo sui prodotti importati dagli USA. La conseguenza più grave, che interesserà il fronte occupazionale, sarà relativa al tempo necessario per le imprese esportatrici - che saranno anche costrette a investire - per cercare nuovi sbocchi verso altri mercati (ad es. India e Cina)... sempre che la concorrenza locale lo consenta.
Queste le proiezioni dell'impatto economico...
Crescita del PIL in calo
Confindustria ha già rivisto al ribasso la stima di crescita del PIL italiano per il 2025, da +1,2 % a +0,6 %, e prevede che in un vero conflitto commerciale potrebbe restare ferma allo 0,2–0,3 %. L'agenzia Scope Ratings stima che tra il 2025 e il 2027 l'Italia potrebbe perdere fino a un punto percentuale di PIL.
Esportazioni a picco
L'Italia esporta verso gli USA circa 68 mld € con settori molto esposti:
- Agro‑alimentare (vino, formaggi, conserve): perdita stimata ~2,3 mld €
- Moda e accessori (tessile, calzature, gioielleria): Pmi artigiane esportano 17,8 mld €
- Farmaceutica e chimica: rischiano di diventare "inaccessibili" al mercato USA
Si prevede una contrazione dell'export italiano verso gli USA tra l'8% e il 16% con conseguenze facilmente immaginabili.
Perdite occupazionali
L'UPB stima fino a 68.000 posti di lavoro persi, con calo del valore aggiunto di circa 0,3 pp.
Inflazione e pressione sui consumatori
Unimpresa quantifica un aggravio per le famiglie italiane tra 97 e 163 € annui, dovuto soprattutto all'agro‑alimentare con un aumento del +1% sui prezzi. La Banca d'Italia segnala che se l'UE reagisse con dazi propri, in Italia il costo della vita potrebbe aumentare su beni di largo consumo: cosmetici, tabacchi, snack.
Effetti a livello macro-europeo
Confartigianato stima che l'Eurozona perderebbe 45 mld € di PIL: -0,2 pp per Italia, -0,3 pp per Germania.
Riassumendo, la tabella seguente dà un'idea degli effetti sul nostro Paese...
| Effetto | Stima |
| Riduzione PIL 2025 | da +1,2 % a +0,6 %, anche fino a +0,2 % con guerra commerciale |
| Calo export USA | 8–16 % (~ 5,6–11 mld €) |
| Perdita di PIL cumulata | fino a -1 pp tra il 2025–27 |
| Occupazione | -68.000 posti di lavoro |
| Famiglie, maggior spesa | +100–160 € annui |
La cosa ancor più tragica, però, è assistere alle dichiarazioni di esponenti di uno dei partiti della maggioranza di governo che, invece di prendersela con Trump, se la prendono con l'Europa... come se fosse stata la Commissione Ue ad imporre dazi agli USA e non viceversa.
Facendo da megafono alla bislacca "strategia" imposta dal loro segretario, Matteo Salvini, ecco che cosa hanno avuto il coraggio di dire alcuni dei suoi più fidati "guardaspalle"...
Claudio Durigon (Sottosegretario al Lavoro e Vicesegretario della Lega): "Dazi USA? Avere come interlocutrice Von der Leyen non aiuta. Le politiche europee di Ursula in questi anni sono state fallimentari e ispirate dalla Germania: penso al disastro fatto sull’automotive, che ci sta facendo perdere migliaia di posti di lavoro. Penso al green deal. Ci troviamo ora a trattare con l’America dopo aver distrutto la nostra economia: questa situazione è colpa di chi ha sostenuto Von der Leyen dal 2019 a oggi".
Isabella Tovaglieri (Europarlamentare Lega): "In Europa non c'è nessuna strategia, ormai è una gara fra i leader meno popolari a spararla più grossa. Dalla Von der Leyen che lancia il piano di riarmo da 840 miliardi, a Starmer e Macron che parlano di ombrello nucleare. Ennesima conferma che l'europeismo di questi soggetti esiste solo a parole".
Silvia Sardone (Europarlamentare e Vicesegretario della Lega): "Dazi USA? La situazione è figlia dell’incapacità di questa Commissione Ue a trazione tedesca, guidata dalla Von der Leyen, interessata a mantenere la poltrona facendo aperture ai Socialisti. Paghiamo anni di politiche Ue sconclusionate, con un approccio arrogante e troppo attendista. Ora è il momento di cambiare strategia".
Se gente simile appartiene ad un partito che ha responsabilità di governo... che cosa ci possiamo aspettare di pur vagamente positivo per il futuro del nostro Paese?