Il primo trimestre 2025 mostra un'Italia dell’export spaccata a metà: da un lato alcune regioni e settori trainano con forza la crescita, dall’altro persistono segnali di difficoltà, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole.
I dati diffusi mostrano che, nel complesso, le esportazioni nazionali sono salite del +3,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma dietro la media nazionale si nasconde un quadro molto differenziato.
Sud e Isole in recupero solo congiunturale
Rispetto al trimestre precedente, le esportazioni crescono ovunque: il balzo più marcato è per Sud e Isole (+9,8%), seguiti dal Centro (+5,4%), Nord-est (+2,8%) e Nord-ovest (+1,4%). Tuttavia, guardando l’andamento tendenziale annuo, il quadro cambia radicalmente. Il Centro segna la miglior performance con un +7,9%, il Nord-est segue a distanza (+1,6%), mentre il Nord-ovest resta sostanzialmente stabile (-0,2%). Male invece il Sud (-2,2%) e le Isole, che crollano addirittura del -9,7%.
Friuli e Lazio sugli scudi, Sardegna in affanno
Sul fronte regionale, il Friuli-Venezia Giulia è la vera locomotiva dell’export italiano, con un eccezionale +26,1% trainato dalle esportazioni di mezzi navali verso la Germania (+187,4%). Ottimi risultati anche per il Lazio (+16,9%), grazie soprattutto al boom farmaceutico e ai mercati statunitense e OPEC (+126,4% e +256,2% rispettivamente). Bene anche Valle d’Aosta (+11,8%) e Toscana (+8,2%).
Il quadro è decisamente più fosco per diverse regioni meridionali. Sardegna in forte calo (-16,8%), seguita da Marche (-11,6%), Basilicata (-10,4%), Molise (-9,2%) e Puglia (-8,4%). A pesare sono in particolare i settori legati ai prodotti petroliferi e agli autoveicoli.
Farmaceutica e cantieristica trainano l’export
A livello settoriale, il contributo più rilevante alla crescita arriva dalle esportazioni di prodotti farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, con Toscana, Lazio, Lombardia, Campania e Abruzzo in prima fila. Complessivamente, il settore spinge di 2,6 punti percentuali il dato nazionale. Bene anche i mezzi di trasporto (esclusi gli autoveicoli), specie in Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Sicilia (+1,5 punti).
Sul versante opposto, pesano negativamente i cali nei comparti del coke e dei prodotti petroliferi raffinati (Sicilia e Sardegna) e degli autoveicoli (Piemonte, Campania e Abruzzo), che sottraggono complessivamente 1,3 punti alla crescita complessiva.
Stati Uniti e Germania i principali sbocchi
Sul fronte dei mercati esteri, gli Stati Uniti si confermano un partner strategico, con aumenti significativi soprattutto per Lazio (+126,4%) e Lombardia (+13,5%). La Germania resta centrale per il Friuli-Venezia Giulia (+187,4%). Spiccano anche i progressi della Toscana verso la Francia (+22,9%). Pesanti invece i cali delle esportazioni lombarde verso la Svizzera (-18,5%) e della Toscana verso la Turchia (-36,3%).
Trieste, Roma e Firenze protagoniste
A livello provinciale, si distinguono le ottime performance di Trieste, Firenze, Roma, Palermo e Arezzo. Tra le province più in difficoltà spiccano invece Gorizia, Siracusa, Cagliari, Siena e Torino.


