Esteri

La democrazia petrolifera degli USA

Trump sta dando una lezione di RealpolitiK al mondo, senza pudore e senza mezzi termini sta illustrando agli “alleati” e non il programma di politica estera basata esclusivamente sulla difesa degli interessi del suo paese.

Per distruggere ogni possibile legame e rapporti economici tra la Russia e l’Europa occidentale, usando provocazioni, seminando odio, utilizzando il presidente di un paese corrotto e fallito ha provocato una reazione che ha trascinato l’Europa occidentale sull’orlo del baratro di un conflitto inutile e distruttivo in nome di principi di libertà e democrazia usati come paravento.

I Paesi fedelissimi alle amministrazioni statunitensi sono la Germania, l’Italia, il Giappone e la Corea del Sud e non è un caso.

La presidente della Commissione europea insieme al presidente del Consiglio europeo, rappresenta l'Unione europea nelle relazioni internazionali e in tale veste, a margine dell'Assemblea Generale Onu, a New York, durante una conferenza stampa con il presidente degli Stati Uniti le viene posta una domanda sulla possibilità di non importare più combustibili russi a partire dal 2027, risposta:

"Vogliamo staccarci prima, assolutamente. Entro la fine dell'anno avremo la graduale eliminazione. Ora abbiamo la proposta di sanzioni sul tavolo. Gli Stati membri devono essere d'accordo, ma dobbiamo essere più veloci, perché ogni pagamento sta riempiendo le casse di Putin e questo non può accadere”. La presidente della Commissione si dovrebbe preoccupare non di quanto entra nelle casse di Putin ma di quanto uscirà dalle casse dei paesi europei per le spese militari e di quanto è uscito e continuerà ad uscire per l'acquisto delle materie prime energetiche dalle tasche dei cittadini europei.

Poniamoci la domanda: per chi è importante l’interruzione degli acquisti del petrolio e gas russo? La risposta arriva da Trump: “Sono il presidente degli Stati Uniti ma amo l'Europa e le popolazioni europee. Le nazioni europee, tutte, dovrebbero adottare le stesse misure che abbiamo varato noi. Stanno comprando petrolio russo mentre combattono contro la Russia, è imbarazzante per loro. Devono smettere di comprare energia dalla Russia, altrimenti stiamo perdendo tutti tempo”.  

A che titolo un presidente di uno stato straniero vuole imporre una condizione così lesiva del diritto alla libertà di acquistare una risorsa così delicata ed importante dal miglior offerente? A cosa si riferisce il presidente degli Stati Uniti? 

Agli acquisti, che effettivamente continuano, della quota delle forniture provenienti dalla Russia esentata dalle sanzioni della Ue, sono quelle che passano per l'oleodotto Druzhba da cui prelevano i paesi dell'Europa centrale che non hanno avuto il tempo (e neanche la volontà) di trovare soluzioni alternative negli ultimi tre anni: sono Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia che acquistano sia gas che petrolio da Mosca. 

La dipendenza dal petrolio russo della Slovacchia è del 100% con una spesa solo per il mese di agosto 2025 di 276 mln di euro e dell’Ungheria è dell’86% con 416 mln di euro. 

Francia, Paesi Bassi e Belgio acquistano solo gas.  La Francia ha speso solo ad agosto 157 mln di euro. L’Unione europea si è comunque impegnata ad azzerare la sua dipendenza dalle fonti energetiche russe non concludendo nuovi contratti per il gas dal 2026 e a fine 2027 per il petrolio. 

I dati seguenti si riferiscono sempre ad agosto 2025: l’Unione europea assorbiva l’8% delle vendite russe, mentre Cina e India contavano rispettivamente per il 40% e il 25% del mercato. La Turchia, membro della Nato, acquistava dalla Russia il 21% delle materie prime energetiche. 

Invece cosa hanno fermato le sanzioni in atto nel settore energetico? 

Hanno introdotto un divieto assoluto di effettuare prelievi dal Nord Stream 1 e 2 (sabotati dagli inglesi e ucraini) e un tetto sui prezzi relativo al trasporto marittimo del petrolio e dei prodotti petroliferi russi. 

Hanno imposto divieti riguardanti importazioni dalla Russia di petrolio greggio, prodotti petroliferi e carbone; importazioni di prodotti petroliferi raffinati ottenuti da petrolio russo e provenienti da paesi terzi; importazioni dalla Russia di gas di petrolio liquefatto (GPL); la fornitura di capacità di stoccaggio del gas ai cittadini russi; riesportazioni di gas naturale liquefatto (GNL) russo negli impianti dell'UE; nuovi investimenti nei progetti di GNL della Russia; esportazioni verso la Russia di beni e tecnologie per l'industria dell'energia; nuovi investimenti nei settori energetico e minerario della Russia. 

Gli Stati Uniti invece continuano a acquistare dalla Russia fertilizzanti, palladio e uranio-plutonio: sono beni per cui sul mercato non ci sono alternative per Washington. Per quanto riguarda il petrolio ne hanno a sufficienza per loro conto per questo fanno i difficili con chi ne ha bisogno.

Alla fine della storia gli Stati Uniti di Trump continuano a fare i propri interessi ma usano gli “alleati” per sabotare i rapporti commerciali della Russia e ancor peggio, mettere in discussione la sicurezza di tutti.

Trump ha affermato che la guerra in Ucraina finirà solo quando l’Europa smetterà di rifornirsi di materie prime ed energetiche dalla Russia. Quindi non sono i principi democratici e la libertà i motivi che sono all’origine dello scontro ma una guerra per procura al fine di destabilizzare economicamente entrambe le parti: le due Europe. E per aggravare la situazione i giornali fanno svolazzare degli improbabili “droni russi” su Copenaghen e Oslo.

Durante il suo discorso all’Assemblea generale dell’ONU tenuto il 23 settembre 2025 ha sostenuto: “In sette mesi ho messo fine a sette guerre che dicevano essere non terminabili. Non è avvenuto prima, sono molto onorato di averlo fatto. Non ho mai ricevuto una telefonata dall'Onu, nessuno mi ha ringraziato".

Il 18 agosto aveva detto qualcosa di simile ma con numeri diversi infatti durante un incontro con la stampa, parlando con i giornalisti il presidente aveva dichiarato: "Ho risolto 6 guerre in 6 mesi, una delle quali un possibile disastro nucleare”.  Il giorno dopo si era corretto, riporta Fox News, parlando di "sette guerre fermate".

Sul suo social Truth, in merito alla guerra tra Russia e Ucraina, aveva scritto: "So esattamente cosa sto facendo. Sono qui per mettere fine…".  A quali conflitti si riferisce? E quanto c’è di vero nella sua affermazione?

Comunque, Trump dopo l’incontro con Zelensky a New York avrebbe detto che le nazioni della Nato dovrebbero "abbattere gli aerei russi" se violano il loro spazio aereo.

Di rimando il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato: "Perseguiamo la nostra operazione militare speciale per garantire i nostri interessi e arrivare ai nostri obiettivi che il Presidente del nostro Paese ha stabilito dall'inizio. Noi agiamo per il presente e per l'avvenire del nostro Paese, per le prossime generazioni a venire. Non abbiamo quindi altra alternativa". 

Come abbiamo potuto constatare vi è la disintegrazione di ogni regola: il diritto non viene più rispettato; gli accordi sono traditi, si contestano i tribunali internazionali penali e lo stesso ONU: siamo divenuti tutti vulnerabili e soggetti al ricatto economico e militare del più forte. In una immaginaria scacchiera si sta giocando una partita mortale la cui posta è la supremazia globale di uno su tutti gli altri e i paesi subalterni sono dei pezzi da sacrificare per la realizzazione di un disegno egemonico programmato da lungo tempo.

Autore Lucia Pomponi
Categoria Esteri
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