Con un decreto firmato il 5 agosto 2025 dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, è stato ufficialmente ricostituito il Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (NITAG). Il nuovo assetto arriva a seguito della scadenza triennale del precedente gruppo, istituito nel 2021, e mira a rafforzare il ruolo strategico del NITAG nelle politiche vaccinali italiane, alla luce delle lezioni apprese durante e dopo la pandemia di Covid-19.
Il nuovo NITAG sarà operativo all’interno del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute, e fungerà da organo tecnico-scientifico per supportare l’elaborazione delle politiche vaccinali. Opererà secondo standard metodologici rigorosi, ispirandosi alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e adottando criteri di Health Technology Assessment (HTA) per valutare l’efficacia, la sicurezza e la sostenibilità delle strategie vaccinali.
L’ambito operativo del gruppo è ampio e articolato. Il NITAG sarà chiamato a:
- Fornire una base scientifica per la redazione del Piano Nazionale Triennale di Vaccinazione.
- Monitorare l’andamento delle malattie infettive prevenibili e l’efficacia dei programmi vaccinali esistenti.
- Analizzare i fenomeni di esitazione vaccinale per orientare campagne informative più efficaci.
- Aggiornare calendari e programmi vaccinali alla luce di nuovi dati scientifici o dell’introduzione di nuovi vaccini.
- Promuovere la comunicazione pubblica e professionale in tema di vaccinazioni.
Collaborare con enti internazionali (OMS, ECDC, UE) su campagne e strategie vaccinali globali, come quelle contro morbillo, rosolia e polio.
Il nuovo NITAG sarà presieduto da Roberto Parrella, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, e sarà composto da 22 membri selezionati tra esperti del mondo accademico, scientifico e istituzionale. Tra questi figurano nomi autorevoli come Carlo Signorelli, Chiara De Waure, Carlo Petrini, Anna Teresa Palamara, Francesco Vitale, Alberto Villani, e molti altri.
Tutti i membri hanno dichiarato l’assenza di conflitti di interesse e hanno assunto l’impegno a rispettare la riservatezza e il Codice di comportamento del Ministero della Salute.
Tuttavia, non mancano le criticità. Diverse voci nel settore sanitario hanno espresso perplessità riguardo alla presenza di Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, noti per le loro posizioni critiche nei confronti delle politiche vaccinali, sia durante la pandemia che in relazione all’obbligo vaccinale infantile.
Inoltre, è stata segnalata l’assenza di rappresentanti di farmacisti, medici di famiglia e pediatri di libera scelta: figure professionali che, nella pratica quotidiana, ricoprono un ruolo chiave nell’attuazione delle strategie vaccinali e che avrebbero potuto offrire un punto di vista operativo fondamentale.
Il decreto ministeriale che istituisce il nuovo NITAG si articola in sei articoli:
Art. 1 – Istituzione e compiti: il NITAG è istituito presso il Ministero con funzioni di supporto tecnico-scientifico alle politiche vaccinali, seguendo le linee guida OMS e integrando l’HTA.
Art. 2 – Composizione: definite la struttura, le modalità operative (incluse riunioni in videoconferenza) e i criteri di indipendenza scientifica. Sono previste audizioni di esperti esterni.
Art. 3 – Segreteria: l’operatività è affidata a un dirigente della Direzione Generale Prevenzione, coadiuvato da personale amministrativo.
Art. 4 – Durata: la durata del mandato è triennale, con rinnovo previsto per almeno la metà dei membri.
Art. 5 – Oneri: i membri non percepiranno compensi; le sole spese di missione saranno coperte dal Ministero.
Art. 6 – Abrogazioni: viene formalmente abrogato il decreto del 29 settembre 2021, che istituiva il precedente NITAG.
La ricostituzione del NITAG rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare un approccio scientificamente fondato e indipendente alle politiche vaccinali italiane. Ma perché sia davvero efficace, dovrà evitare di trasformarsi in un semplice organo consultivo formale. Servirà trasparenza, pluralismo scientifico e – soprattutto – un collegamento reale con il mondo della sanità territoriale, dove i vaccini si somministrano ogni giorno, tra dubbi dei cittadini e necessità concrete.
Se l’obiettivo è recuperare la fiducia pubblica e rafforzare la copertura vaccinale, il nuovo NITAG dovrà dimostrare fin da subito di non essere solo un elenco di nomi, ma una vera cabina di regia autorevole, inclusiva e capace di affrontare il futuro della prevenzione sanitaria con lucidità e responsabilità.
Q. Sanità


