Lunedì sera, la Croce Rossa ha ricevuto dalle Brigate Qassam il soldato israelo-americano Idan Alexander, catturato da Hamas durante l'attacco del 7 ottobre 2023, e lo ha successivamente consegnato alle forze israeliane.

Il rilascio è avvenuto a nord di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Alexander è ora in viaggio verso Israele, dopo aver attraversato il valico di Kissufim, e sarà trasferito alla base aerea di Re'im prima di essere portato in elicottero in un ospedale nei pressi di Tel Aviv. Prima del ricovero, incontrerà i genitori.

Secondo Hamas, il rilascio del soldato, che possiede la doppia cittadinanza statunitense e israeliana, è avvenuto "in seguito a contatti con l'amministrazione statunitense" e rientra negli sforzi dei mediatori per favorire un cessate il fuoco, riaprire i valichi e permettere l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza. Il gruppo palestinese ha definito il gesto come un segnale di "positività e grande flessibilità" e ha ribadito la propria disponibilità a trattative "serie e responsabili" per arrivare a un accordo che preveda il ritiro delle truppe israeliane, la fine dell'assedio, lo scambio di prigionieri e la ricostruzione della Striscia.

Duro il messaggio rivolto a Washington: Hamas ha esortato l'amministrazione americana a intensificare gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra, accusando il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di condurre una "guerra brutale contro bambini, donne e civili indifesi".

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso soddisfazione per il rilascio di Alexander e ha dichiarato la speranza che questo rappresenti "un primo passo verso la liberazione di altri ostaggi ancora nelle mani di Hamas". Secondo le stime statunitensi, sarebbero ancora vivi 20 prigionieri israeliani, su un totale di 58 ancora detenuti. Lço Stato ebraico, tuttavia, mantiene il massimo riserbo e non ha confermato ufficialmente questi numeri: secondo le autorità israeliane, almeno tre dei 24 prigionieri ritenuti vivi potrebbero essere già deceduti.

Nel frattempo, l'ufficio del primo ministro Netanyahu ha annunciato che una delegazione israeliana si recherà domani a Doha, in Qatar, per continuare i colloqui sul cessate il fuoco. Sul tavolo resta però un nodo cruciale: Hamas insiste sul ritiro totale dell'esercito israeliano dalla Striscia come condizione necessaria per qualsiasi accordo, mentre Israele ribadisce l'intenzione di proseguire l'offensiva militare.

La liberazione di Idan Alexander rappresenta un segnale importante, ma è ancora lontano dal risolvere un conflitto che continua a causare vittime e distruzione su entrambi i fronti. I prossimi giorni diranno se questo gesto potrà realmente aprire la strada a un cessate il fuoco duraturo o se resterà un'eccezione isolata in un conflitto che, al momento, non accenna a placarsi.


E a proposito del genocidio in corso a Gaza, questa la dichiarazione odierna del deputato di AVS, Nicola Fratoianni:

"Dopo aver impedito l'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza, USA e Israele hanno messo le mani sul nuovo sistema di gestione degli aiuti ai cittadini di Gaza, attraverso una società privata: la Gaza Humanitarian Foundation.Una fondazione nata 3 mesi fa e guidata da figure dell'esercito statunitense e a funzionari legati a Israele, come apprendiamo da documenti che sono stati diffusi dai media palestinesi.La fondazione controllerà i porti e, da quel che mi dicono, sta già costruendo i centri di raccolta degli aiuti e utilizzerà società militari private per gestire la logistica e la sicurezza.Una forma subdola e pericolosa per portare a termine l'occupazione militare di Gaza, lucrare sopra la disperazione del popolo palestinese ed espellere i principali attori pubblici della cooperazione internazionale da Gaza.Perché in certe situazioni le organizzazioni di cooperazione sono occhi indiscreti e indipendenti ed è evidente che l'Intento di Israele è ben altro.Siamo ben oltre ogni limite. Meloni e il governo italiano devono condannare le azioni di Israele, applicare sanzioni economiche e opporsi in ogni sede a quest'ennesima follia. Altrimenti non saranno che complici di Netanyahu e del genocidio del popolo palestinese".