Politica

Perché la corsa contro il tempo di Meloni & C. per riformare la Corte dei Conti?

Sabato 27 dicembre, alle ore 11, il Senato si riunisce per approvare il ddl che delega al Governo la riforma della Corte dei conti e della responsabilità amministrativa e per danno erariale già approvato dalla Camera dei deputati.


Questo è un rapido resoconto dei cambiamenti contenuti nel DDL “Funzioni della Corte dei conti e responsabilità amministrativa” (A.S. 1457) ...


Responsabilità erariale: “tetto” alla condanna nei casi non dolosi

Salvo dolo/illecito arricchimento, il giudice (Corte dei conti) deve esercitare il potere riduttivo e porre a carico del responsabile un importo non superiore al 30% del danno accertato (con ulteriori cap legati alla retribuzione/compenso).

Nuova (e più “tipizzata”) definizione di colpa grave
Inserisce una definizione puntuale (violazione “manifesta” delle norme, travisamento del fatto, ecc.) e conferma l'esclusione della colpa grave se l'atto si fonda su indirizzi giurisprudenziali prevalenti o pareri di autorità competenti.

Presunzione di buona fede degli organi politici (salvo dolo) in certi casi
Se gli atti politici sono proposti/vistati/sottoscritti dai responsabili tecnici/amministrativi e non ci sono pareri contrari, la buona fede dei titolari degli organi politici è “presunta fino a prova contraria”.

Polizza assicurativa obbligatoria per chi gestisce risorse pubbliche
Obbligo di stipulare una polizza a copertura dei danni patrimoniali per colpa grave; l'assicurazione diventa anche litisconsorte necessario nei giudizi.

Controllo preventivo sugli appalti PNRR/PNC: termini perentori e “registrazione automatica”
Per certi atti (aggiudicazioni e provvedimenti conclusivi) i termini diventano perentori; se non arriva la deliberazione entro la scadenza, l'atto si intende registrato, anche ai fini dell'esclusione di responsabilità.

Pareri consultivi (anche su casi concreti PNRR/PNC sopra 1 milione): 30 giorni + silenzio-assenso
I pareri devono arrivare entro 30 giorni; se la Corte non risponde, il parere si intende conforme a quanto prospettato dall'amministrazione (o negativo se non è prospettata alcuna soluzione), e ciò opera ai fini dell'esclusione della gravità della colpa.

Delega al Governo per riorganizzare funzioni e organizzazione (anche procure)
Tra i criteri: riassetto delle sezioni, maggiore “nomofilachia”, riorganizzazione territoriale, procure territoriali sotto coordinamento del Procuratore generale con poteri di accesso/avocazione e (in alcuni casi) co-sottoscrizione di atti; rotazione funzioni e divieto di passaggio requirente→giudicante; prove psicoattitudinali; ecc.
Prevede anche interventi sul controllo concomitante, rendendolo su richiesta (Camere/Governo/amministrazione interessata) e introducendo un regime di limitazione della pubblicità di comunicazioni/atti. 

e delle sue criticità sottolineate anche dagli stessi magistrati contabili...


Rischio di “deresponsabilizzazione” e minore deterrenza
La critica più ricorrente: con un tetto al risarcimento (30%) il danno residuo finirebbe di fatto scaricato sulla collettività e si ridurrebbe la funzione dissuasiva della responsabilità erariale. 

Silenzio-assenso su pareri e “registrazione automatica”: possibile effetto scudo
Contestazione forte al meccanismo per cui, se la Corte non fa in tempo, scattano effetti favorevoli (parere “come richiesto” / atto “registrato”) con schermo sulla colpa grave: secondo i critici può diventare uno strumento per “mettersi al riparo” più che per chiarire dubbi reali. 

Rischio intasamento e tempi irrealistici
Se aumentano le richieste di parere (anche su casi concreti), il termine dei 30 giorni potrebbe essere difficile da rispettare senza risorse aggiuntive; e proprio il mancato rispetto farebbe scattare il “silenzio-assenso”, cioè l'esito più contestato.

Trasferimento di responsabilità verso tecnici/dirigenti
La presunzione di buona fede degli organi politici (in certe condizioni) viene letta da alcuni come uno spostamento del peso su apparati tecnici/amministrativi. 

Polizza obbligatoria: dubbi pratici e di equità
Critiche su costi, accessibilità, effetti sul reclutamento/assunzione di incarichi e sull'andamento dei giudizi (con l'assicurazione “dentro” al processo come litisconsorte necessario). 

Riorganizzazione e procure: timori su autonomia e assetto
I criteri di delega (più coordinamento/indirizzo del Procuratore generale, avocazione, co-sottoscrizioni, ecc.) sono tra i punti che i magistrati contabili indicano come sensibili rispetto all'equilibrio interno e all'indipendenza funzionale. 


Perché questa corsa contro il tempo per una riforma di cui nessuno sentiva l'esigenza?

Perché è un mezzo per mettere al riparo decisori e apparati da conseguenze economiche e controlli stringenti in vista del rendiconto di ciò che il governo Meloni ha fatto con i soldi del PNRR.

Lo dimostra il tetto al risarcimento del 30% se anche si accerta un danno - quindi gran parte resta a carico dei cittadini - e due meccanismi che non possono non essere interpretati come scudo:

  • se la Corte non decide in tempo un atto si intende registrato;
  • se la Corte non dà un parere entro 30 giorni, scatta il silenzio-assenso e il richiedente risulta esente/fortemente protetto sul fronte della responsabilità.

La critica è evidente: trasformare i limiti di capacità/tempo della Corte in un lasciapassare, soprattutto sulle enormi masse degli appalti legati al PNRR e la “corsa” di fine anno rafforza l'idea del salvacondotto

Diverse ricostruzioni sottolineano l'obiettivo di Meloni di far entrare in vigore le nuove regole dal 1° gennaio 2026, anche per non lasciare scoperto il passaggio dalla disciplina transitoria (“scudo erariale” legato al PNRR) a quella nuova. Questa tempistica alimenta l'interpretazione: non è una riforma meditata, è un paracadute prima della scadenza... meno controlli, più velocità, meno guai.

L'Associazione dei magistrati contabili parla apertamente di indebolimento di controllo e responsabilità e di rischi per la tutela della finanza pubblica. Alcuni commenti/editoriali descrivono l'impianto finalizzato a piegare controlli e pareri alle esigenze dell'amministratore, cioè uno “scudo” piuttosto che una garanzia. 

Se il PNRR è una corsa piena di scadenze e di scelte discutibili, questa riforma—per come è scritta—riduce le probabilità che qualcuno paghi quando i nodi verranno al pettine.


E c'è che continua a sostenere che Meloni stia governando bene.

Autore Carlo Airoldi
Categoria Politica
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