"La pace, ci ricorda San Francesco, non si materializza quando si invoca, ma quando si costruisce con impegno e coraggio, mettendo un mattone dopo l'altro, con responsabilità e ragionevolezza"."Il piano di pace statunitense, già approvato da Israele, condiviso dagli Stati europei, da molti Stati islamici e dall'Autorità Nazionale Palestinese, grazie alla mediazione dei Paesi arabi e in particolare del Qatar, che desidero ringraziare per i suoi sforzi, ha ricevuto una prima risposta positiva anche da parte di Hamas che si è anzitutto detta disposta a rilasciare tutti gli ostaggi nel quadro di un cessate il fuoco. Dobbiamo impegnarci tutti affinché questa straordinaria occasione sia colta".

Così la presidente del consiglio Giorgia Meloni, alla "festa di San Francesco", ha commentato il sì di Hamas alla truffa per il cessate il fuoco imposta da Trump e, assurdamente, definita piano di pace.

San Francesco ci ricordava che la pace non si invoca, si costruisce. Si costruisce con fatica, con onestà e con coraggio. Ma per costruirla servono mani pulite, non mani macchiate dal sangue di civili e dalla menzogna diplomatica.

Ancora una volta, Israele recita la parte dell'interlocutore ragionevole di fronte al mondo, supportato da sostenitori complici come Giorgia Meloni, mentre sul terreno continua a bombardare, occupare, espellere e umiliare. Gli stessi che oggi si dichiarano pronti a "negoziare" sono quelli che ieri hanno respinto ogni proposta di pace reale ogni volta che si arrivava al dunque.

Il cosiddetto “piano di pace statunitense”, sbandierato come una svolta storica, è solo l'ennesima operazione di facciata: un accordo già scritto nelle stanze di Washington e Tel Aviv, con l'appoggio complice di governi europei inginocchiati e di monarchie del Golfo più attente al gas e agli affari che alla giustizia. Ma la verità è che non c'è alcuna “occasione straordinaria” se il potere coloniale continua a decidere chi vive, chi muore e chi merita di avere una casa. La pace non nasce da piani imposti, ma dal riconoscimento reciproco e dalla giustizia.

Fino a quando Israele - con il supporto dei governi occidentali - continuerà negare i diritti al popolo palestinese, a restituirgli le terre rubate, a consentire il rientro dei rifugiati, non si potrà mai parlare di vera pace in Medio Oriente, ma solo di propaganda.


Un piccolo promemoria per Meloni, il suo governo e la sua maggioranza per capire e ricordare cosa sia nella realtà lo Stato ebraico di Israele nella testimonianza del parlamentare dem Arturo Scotto

"Chi parla della più grande democrazia del Medio Oriente dimentica che la polizia israeliana è nelle mani di un certo Ben Givr. Siamo davanti a una deriva cilena. Quello che abbiamo visto ci ricorda il G8 di Genova e la caserma Bolzaneto"...

Questa, invece, la testimonianza di attivisti turchi della GSF a Cnn Turk. "Hanno trascinato a terra Greta Thunberg, l'hanno costretta a baciare la bandiera israeliana. Greta è solo una bambina", ha detto l'attivista Ersin Celik. "Ci hanno fatto aspettare ore sotto il sole, lasciandoci senza acqua e cibo. Sui muri della prigione c'erano scritte in arabo. Chi è stato detenuto lì dal 2019 ha scritto i nomi dei propri figli: ora capisco Gaza ancora meglio", sono le parole di Ikbal Gurpinar. Un altro giovane turco a bordo di una delle navi della flottiglia ha dichiarato: "Gli israeliani ci hanno impedito di avere medicine, ci hanno dato solo acqua dopo 32 ore. Avevamo a malapena cibo. Ci hanno svegliati alle 3 del mattino con cani e cecchini che entravano nelle nostre stanze, ci svegliavano ogni 2 ore per impedirci di dormire. Hanno fatto questo a noi, cittadini innocenti che possono contare su assistenza diplomatica. Possiamo solo immaginare cosa fanno ai palestinesi".