La Commissione d'Inchiesta Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite ha confermato che le forze di occupazione israeliane hanno commesso crimini di guerra, crimini contro l'umanità e atti di genocidio nella Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre 2023. Le conclusioni, frutto di un'indagine durata due anni, rappresentano uno dei più gravi atti d'accusa mai formulati contro un governo moderno da parte di un organismo internazionale ufficiale.

Chris Sidoti, membro della Commissione, ha dichiarato che il lavoro investigativo si è basato su oltre 16.000 elementi di prova documentati, inclusi foto e video verificati, testimonianze dirette di vittime e testimoni oculari, immagini satellitari e analisi di forensica digitale. Ogni prova è stata raccolta e autenticata seguendo rigorosi protocolli delle Nazioni Unite.

“Non ci siamo limitati a documentare le violazioni. Abbiamo individuato precise responsabilità operative e politiche”, ha affermato Sidoti, spiegando che la Commissione è riuscita a identificare specifiche unità militari israeliane coinvolte nei crimini e, in alcuni casi, i comandanti e funzionari governativi che avrebbero impartito ordini diretti.


Mandati di arresto internazionali

Il 21 novembre 2024, la Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Entrambi sono accusati di crimini di guerra e crimini contro l'umanità nei confronti della popolazione palestinese di Gaza.

Questi mandati rappresentano una svolta storica nel diritto internazionale: è la prima volta che vertici di un governo alleato degli Stati Uniti vengono formalmente accusati di genocidio da una corte internazionale.


Trasparenza totale e ampia legittimità internazionale

Sidoti ha respinto con fermezza le accuse israeliane e statunitensi di presunta segretezza o parzialità nelle indagini, sottolineando che tutti i rapporti della Commissione vengono regolarmente presentati al Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, all'Assemblea Generale e messi a disposizione del pubblico.

“Non esistono rapporti riservati. Tutto il nostro materiale è pubblico e verificabile. Le uniche critiche provengono da Israele e dagli Stati Uniti. La comunità internazionale lo accoglie con ampia legittimità,” ha aggiunto.


Un passo decisivo verso la giustizia internazionale

Le prove raccolte costituiscono la base più solida mai presentata in sede ONU per l'avvio di procedimenti giudiziari a livello internazionale. Esse documentano due anni di aggressioni continue, distruzione sistematica di infrastrutture civili, blocco umanitario e atti mirati che – secondo la Commissione – configurano l'intento di distruggere in tutto o in parte un popolo, elementi essenziali per la qualificazione del genocidio secondo il diritto internazionale.

Queste conclusioni segnano un punto di svolta nel percorso di accountability globale e aprono la strada a nuove azioni legali e diplomatiche contro i responsabili delle violazioni commesse nella Striscia di Gaza, portando al centro della scena internazionale la questione della giustizia per le vittime palestinesi.

 
Nonostante questo... e nonostante il presunto cessate il fuoco, il genocidio del popolo palestinese continua... con la piena complicità dei leader del cosiddetto occidente democratico.

A Gaza, sono stati oltre 100 i morti in meno di 14 ore a seguito della ripresa dei bombardamenti israeliani. Tra le 20:00 di martedì e le 10:00 di mercoledì sono stati uccisi almeno 100 palestinesi, tra cui circa 35 bambini, secondo quanto riferiscono fonti mediche locali. L'aggressione ha preso di mira diversi quartieri densamente popolati, campi profughi e abitazioni civili, aggravando una crisi umanitaria già al collasso.


Giornalista ucciso nel campo di Nuseirat

Tra le vittime figura anche il giornalista Mohammed al-Munirawi, corrispondente del quotidiano Falastin. È stato ucciso quando la sua tenda, situata nel campo profughi di Nuseirat, è stata colpita da un raid aereo. La sua morte si aggiunge a una lunga serie di attacchi contro operatori dei media a Gaza, sollevando nuove accuse di tentativi deliberati di mettere a tacere la stampa locale.


Bambini sotto le macerie

Una bambina è stata estratta senza vita dalle macerie della casa della famiglia al-Banna, bombardata nella notte nel quartiere di al-Sabra, a sud di Gaza City. Solo in questo attacco sono morte cinque persone. Bombardamenti sono stati segnalati anche nel campo profughi di al-Shati, dove un'intera palazzina residenziale nei pressi della moschea al-Sousi è stata distrutta, causando numerose vittime e feriti.


Ospedali al collasso

Le vittime sono state distribuite tra i principali ospedali della Striscia, già allo stremo per mancanza di forniture mediche, carburante e personale:

Al-Shifa Hospital: 27 morti
Al-Ma'madani Hospital: 10 morti
Al-Awda Hospital: 31 morti
Al-Aqsa Hospital: 12 morti
Nasser Hospital: 20 morti

Gli ospedali continuano a ricevere un flusso ininterrotto di corpi e feriti, molti dei quali in condizioni critiche. Le squadre di soccorso faticano a raggiungere le zone colpite a causa dei bombardamenti continui e delle strade distrutte.


Testimonianze di “massacri sistematici”

Fonti sanitarie hanno denunciato “massacri orribili” commessi contro civili in meno di mezza giornata, accusando le forze di occupazione israeliane di violare il diritto internazionale umanitario e di colpire deliberatamente aree abitate senza preavviso.

Il numero dei morti è destinato ad aumentare nelle prossime ore, mentre le operazioni di ricerca tra le macerie continuano e centinaia di famiglie restano senza notizie dei propri cari.

 
Il quadro che emerge è quello di un attacco sistematico contro una popolazione inerme, senza vie di fuga né protezione internazionale, in un contesto di assedio totale e collasso dei servizi essenziali. 

E adesso spiegateci la differenza che esiste tra gli ebrei israeliani (nel senso di esecutivo, esercito e sostenitori) e i nazifascisti responsabili delle atrocità a cavallo dalla seconda metà degli anni trenta fino al 1945.