Trump boicotta il G20 in Sudafrica: “Un oltraggio totale, i bianchi vengono perseguitati”
Gli Stati Uniti non parteciperanno al vertice del G20 previsto a Johannesburg, in Sudafrica, a fine mese. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump, giustificando la decisione con accuse di “persecuzione” nei confronti della popolazione bianca sudafricana — accuse ampiamente smentite e prive di fondamento.
In un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha definito “una totale disgrazia” il fatto che il G20 si tenga in Sudafrica. “Gli afrikaner vengono uccisi e le loro terre confiscate illegalmente. Nessun funzionario del governo americano parteciperà finché questi abusi dei diritti umani continueranno”, ha scritto.
Inizialmente, la Casa Bianca aveva annunciato l’intenzione di inviare il vicepresidente JD Vance al posto di Trump, ma nelle ultime ore è arrivata la decisione definitiva di disertare completamente l’evento.
La reazione del Sudafrica
Il ministero degli Esteri sudafricano ha definito “deplorevole” la scelta di Washington. In una nota ufficiale, ha ribadito che “la caratterizzazione degli afrikaner come gruppo esclusivamente bianco è storicamente errata” e che “le accuse di persecuzione non sono supportate da alcuna prova concreta”.
Il governo di Pretoria ha inoltre ricordato che anche i tribunali del Paese hanno bollato come “chiaramente immaginarie” le tesi di un presunto genocidio bianco.
Le accuse di Trump
Da quando è tornato alla Casa Bianca a gennaio, Trump ha ripetutamente accusato il Sudafrica di discriminare la minoranza bianca, arrivando a concedere agli afrikaner uno status speciale di rifugiati politici negli Stati Uniti. La misura, tuttavia, ha avuto un’adesione minima e ha sollevato forti critiche, anche perché l’amministrazione ha contemporaneamente imposto un tetto record al numero complessivo di rifugiati ammessi.
Durante un incontro alla Casa Bianca lo scorso maggio, Trump avrebbe affrontato direttamente il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa sul tema, accusando il suo governo di “politiche razzialmente motivate”.
Il G20 e il contesto internazionale
Il G20, fondato nel 1999 dopo la crisi finanziaria asiatica, riunisce le maggiori economie mondiali e rappresenta oltre l’85% della ricchezza globale. Dalla prima riunione dei leader nel 2008, il summit annuale è diventato il principale forum per la cooperazione economica internazionale.
Dopo il vertice in Sudafrica, sarà proprio agli Stati Uniti che spetterà ospitare il prossimo incontro nel 2026. Tuttavia, la decisione di boicottare l’edizione di quest’anno rischia di isolare Washington sul piano diplomatico, in un momento in cui i rapporti con diversi partner internazionali sono già tesi.
Secondo molti analisti, la mossa di Trump ha un chiaro intento politico interno: rafforzare il consenso tra i suoi sostenitori più nazionalisti, anche a costo di sacrificare la cooperazione economica globale.