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Manovra 2026, la Cgil attacca Salvini: "Taglia la mobilità sostenibile e spinge solo sul Ponte sullo Stretto"

La Cgil lancia un duro attacco al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, accusandolo di smantellare le risorse destinate alla mobilità sostenibile per concentrare gli sforzi sul Ponte sullo Stretto. Un vero e proprio "paradosso", definito dal sindacato come la prova di una strategia che sacrifica le esigenze quotidiane dei cittadini per alimentare un progetto simbolo dal costo miliardario.

Secondo quanto riportato nella nota diffusa dalla Cgil nazionale, la legge di bilancio 2026 prevede un taglio di oltre 500 milioni di euro in tre anni per interventi dedicati al trasporto pubblico e alle infrastrutture urbane. "Si tratta di sforbiciate chirurgiche – denuncia il sindacato – pensate esclusivamente per fare cassa, in un quadro economico già in bilico, e che arrivano nel momento peggiore possibile: cantieri in ritardo, costi in aumento e città che attendono opere essenziali".

Il Ponte da 13,5 miliardi che inghiotte le priorità del Paese
Mentre si riducono i fondi per le infrastrutture utilizzate ogni giorno da milioni di pendolari, Salvini – accusa la Cgil – continua a promuovere il Ponte sullo Stretto, un progetto da 13,5 miliardi di euro, una cifra quasi pari al valore dell’intera manovra nazionale. Risorse che, secondo il sindacato, potrebbero invece “garantire il completamento dei progetti in corso, sostenere il lavoro e preparare le città alla scadenza del Pnrr nel 2026”.

I tagli nel dettaglio
La nota elenca con precisione gli interventi colpiti dalla manovra:

  • 50 milioni in meno per la Linea C della metropolitana di Roma;
  • 15 milioni tagliati alla Linea M4 di Milano;
  • 15 milioni sottratti ai progetti di estensione del trasporto rapido tra Afragola e Napoli, inclusi i fondi per nuovi treni;
  • 13 milioni in meno per il Fondo della mobilità sostenibile;
  • 2 milioni di tagli allo sviluppo delle ciclovie urbane, considerate strategiche per la transizione ecologica.

"Tagli che colpiscono il cuore del sistema di trasporto pubblico italiano, penalizzando pendolari, lavoratori e cittadini delle aree metropolitane", sottolinea la Cgil.

Dalle passerelle ai cantieri ai tagli reali
Il sindacato accusa il ministro di aver "viaggiato per tre anni di cantiere in cantiere facendo promesse e presentando progetti avveniristici, come la trasformazione di piazza Venezia in museo sotterraneo o la decongestione totale del traffico di Roma". Ma alla prova dei fatti, sostiene la Cgil, "alle parole seguono soltanto tagli concreti".

La mobilitazione
Per queste ragioni, la Cgil annuncia una manifestazione nazionale: domani, 25 ottobre, in piazza San Giovanni a Roma, per chiedere un cambio di rotta. "Investire nella mobilità urbana significa investire nel futuro del Paese – conclude la nota – servono risorse vere, non slogan di facciata. Il governo continua a favorire l’interesse di pochi a discapito del diritto di tutti a muoversi in modo efficiente, sostenibile e accessibile".

Autore Mario Falorni
Categoria Politica
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