Questo il comunicato firmato dai 467 membri a bordo delle navi della Global Sumud Flottilla il 26 settembre:
Un Appello per un'Azione Immediata a Garantire l'Accesso Umanitario a Gaza e a Porre Fine al Genocidio del Popolo PalestineseIn qualità di rappresentanti eletti provenienti da ogni parte del mondo, ci uniamo in un appello urgente a tutti i governi e agli organismi internazionali. Esigiamo quanto segue da parte di tutti i governi:
- Corridoio umanitario immediato. Chiediamo a tutti gli Stati e alle autorità competenti di adottare ogni possibile misura per garantire, come minimo, l'apertura di un corridoio umanitario sicuro e continuo verso Gaza. Si tratta di un imperativo morale, giuridico e umanitario. I civili devono poter accedere agli aiuti vitali senza ostacoli né ritardi.
- Protezione dell'azione della società civile: la Global Sumud Flotilla. Sottolineiamo il diritto e il dovere della società civile di intraprendere iniziative pacifiche, umanitarie e non violente. La Global Sumud Flotilla, impegnata a consegnare aiuti e a manifestare solidarietà al popolo di Gaza, deve essere pienamente tutelata. Chiediamo ai governi e alle istituzioni internazionali di garantire la sicurezza della flottiglia fino al suo arrivo a Gaza, affinché la sua missione non sia né ostacolata né messa in pericolo. Ribadiamo che l'iniziativa della Global Sumud Flotilla è legittima e, in quanto tale, non può essere attaccata né fermata.
- Responsabilità della comunità internazionale. Il diritto internazionale umanitario obbliga tutti gli Stati a proteggere i civili nelle zone di conflitto e a consentire la consegna degli aiuti umanitari. I governi devono agire con decisione per rispettare questi principi, senza scuse né indugi. Si tratta di una responsabilità storica e giuridica che deve essere adempiuta.
- Cessare l'uso della fame come strumento di guerra. Questa pratica costituisce una violazione dell'articolo 54 dei Protocolli aggiuntivi alla Convenzione di Ginevra. Occorre inoltre rispettare il diritto del popolo palestinese a vivere in pace e in libertà nella propria terra.
- Illegittimità dell'occupazione. Riconosciamo e ricordiamo ai nostri governi che ogni forma di occupazione è illegale secondo il diritto internazionale.
Riaffermiamo il nostro impegno collettivo per la pace, la dignità umana e il diritto internazionale. La storia non ci giudicherà dalle parole, ma dalle azioni che intraprenderemo per proteggere la vita umana nei suoi momenti di maggiore vulnerabilità.
Questa la miglior risposta al presidente Mattarella e a coloro che si sono adoperati per cercare di togliere dall'imbarazzo uno Stato canaglia come lo Stato ebraico di Israele.
Una risposta rafforzata anche dalla notizia che oggi, dal porto di San Giovanni Li Cuti, a Catania, è salpato una nuova flotta organizzata dalla Freedom Flotilla Coalition e dalla campagna “Mille Madeleine per Gaza”. Il convoglio è formato da dieci imbarcazioni con a bordo circa 70 attivisti provenienti da oltre 20 Paesi, tra cui parlamentari di Belgio, Danimarca, Unione Europea, Irlanda, Francia, Spagna e Stati Uniti.
Gli organizzatori sottolineano che l'obiettivo è rompere l'assedio imposto alla Striscia di Gaza e portare un messaggio di solidarietà diretta alla popolazione palestinese.
“Ogni barca che parte è un atto politico – non un'operazione caritatevole – e rappresenta un tassello della lotta globale contro l'apartheid e per la libertà del popolo palestinese”, si legge nella dichiarazione congiunta diffusa dal movimento.
Una lunga storia di sfide sul mare
La nuova missione si aggiunge ad una serie di missioni simili compiute negli ultimi quindici anni: dalle imbarcazioni “Madeleine” e “Handala” a decine di altre navi civili, quasi tutte intercettate con la forza dalla marina israeliana. Nonostante i rischi, gli attivisti ribadiscono la volontà di sfidare l'embargo marittimo e attirare l'attenzione internazionale sulla crisi umanitaria in corso.
Denuncia contro Israele e i governi occidentali
Nel comunicato, la Freedom Flotilla denuncia che Israele, da due anni, conduce bombardamenti continui su Gaza, causando migliaia di morti e feriti, colpendo civili, bambini, ospedali e giornalisti. Allo stesso tempo, accusa le potenze occidentali di fornire armi a Tel Aviv e di garantirle l'impunità sul piano internazionale.
Partecipazione politica e culturale
A bordo delle dieci imbarcazioni non ci sono solo attivisti indipendenti: il convoglio comprende anche ministri in carica e ex ministri, deputati, sindacalisti, artisti e figure del mondo della cultura. Secondo gli organizzatori, la presenza di personalità istituzionali conferisce all'iniziativa una forza simbolica ulteriore, capace di amplificare la pressione diplomatica e mediatica.


