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Serie A - 17ª giornata, il sabato che sposta gli equilibri: chi colpisce al momento giusto vola, chi resta fermo affonda

La Serie A accelera e il sabato della 17ª giornata lascia segni chiari in classifica. Juventus e Como confermano di saper reggere la pressione, il Parma ritrova ossigeno puro, il Cagliari si prende un colpaccio che vale più dei tre punti. In fondo, invece, la Fiorentina continua a sprofondare: ultima a 9 punti, senza più alibi e con la sensazione di una squadra che non riesce a reagire nemmeno quando la partita gliene offre l'occasione.

Parma-Fiorentina: una testa a testa che vale una stagione
Al “Tardini” non è una partita come le altre: è uno scontro diretto che pesa come un macigno. Il Parma lo affronta con ordine e aggressività, la Fiorentina con l'ennesima fragilità mentale. Nel primo tempo i ducali costruiscono, sbagliano, ma danno segnali. A inizio ripresa arriva la svolta: Sorensen si inserisce di testa tra due difensori viola immobili e spinge dentro da pochi passi. Gol semplice solo all'apparenza, in realtà figlio di attenzione, tempi giusti e "fame".

La Fiorentina prova a scuotersi, ma quando Comuzzo va vicino al pari trova un Corvi decisivo. Poi la gara si apre e il Parma avrebbe anche le occasioni per chiuderla, sprecate da Pellegrino per mancanza di lucidità. Nel finale il tentativo di Gudmundsson non cambia l'esito dell'incontro: il Parma respira e si stacca dal fondo classifica, la Fiorentina aggiunge un altro capitolo a una crisi ormai strutturale.

Cagliari, notte da copertina: Kilicsoy inventa il colpo
Se c'è un volto da prima pagina, è quello di Kilicsoy. Il Cagliari vince con personalità e con un protagonista che sta diventando un riferimento offensivo vero. Prima però c'è una partita combattuta.

Vlasic apre al 28' sfruttando una respinta corta di Caprile. Il Cagliari non si scompone e trova il pareggio prima dell'intervallo con il colpo di testa di Prati su calcio d'angolo. Al 66' arriva l'episodio che spacca la gara: Kilicsoy punta, salta l'uomo e dal limite disegna un sinistro imprendibile. Un gol che vale tre punti e, soprattutto, fiducia.

Udinese-Lazio: pari amaro, polemiche incluse
A Udine finisce 1-1 ed è una partita dura, spezzettata, piena di duelli. Poche occasioni pulite, tanti cartellini. All'80' la Lazio sembra averla portata a casa grazie alla deviazione di Solet sul tiro di Vecino. Ma l'Udinese non molla.

Al quinto minuto di recupero Davis trova l'angolo giusto e firma il pareggio. I biancocelesti protestano per un presunto tocco di mano precedente dello stesso Davis, ma il VAR non interviene. Il punto resta, il rimpianto pure: per la Lazio è un'occasione sfumata sul più bello.

Como, risposta da squadra matura: Lecce travolto
Dopo due stop il Como risponde come fanno le squadre vere: con un 0-3 pesante, la peggior sconfitta interna stagionale del Lecce. Nico Paz è il centro di tutto.

Sblocca al 20' con un tiro da fuori deviato, ma il segnale è chiaro: il Como gioca, calcia, insiste. Ramon raddoppia sotto porta con freddezza. Il Lecce prova a rientrare a inizio ripresa, crea, ma non concretizza. E quando la partita resta aperta solo per inerzia, Nico Paz inventa la verticalizzazione perfetta per Douvikas, che chiude i conti. Sesto posto e messaggio diretto al campionato: il Como non è più una sorpresa.

Juventus: soffre, poi colpisce e sale
A Pisa la Juventus non passeggia. Ritmo alto, partita vera. I legni tengono in equilibrio il match: traversa di Moreo, palo di Tramoni, risposta bianconera con Kelly. Serve qualcosa in più, e arriva dalla panchina.

Zhegrova accende la manovra e al 73' Kalulu si inserisce con i tempi di un centrocampista e segna il gol che sposta tutto. Nel recupero, con il Pisa sbilanciato, Miretti serve Yildiz che chiude a porta vuota. Cinismo puro. La Juve si prende il secondo posto, anche se con più partite giocate rispetto alle rivali, e ribadisce la sua legge: quando conta, vince.

Il filo rosso del sabato
Questa giornata racconta una verità semplice: le partite non si vincono dominando, ma scegliendo l'attimo giusto. Una testata di Sorensen, un lampo di Kilicsoy, un sinistro al 95' di Davis, una giocata verticale di Nico Paz, un inserimento di Kalulu e un tap-in di Yildiz. In alto sale chi è lucido nei dettagli. In basso resta fermo chi, come la Fiorentina, continua a guardare la partita scivolargli via senza reagire.

Autore Mauro Sartini
Categoria Sport
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