La scultura di Antonio Del Donno rappresenta uno dei percorsi più riconoscibili e coerenti dell’arte italiana del secondo Novecento. Nato a Benevento nel 1927 e scomparso nel 2020, Del Donno è stato un artista di rilievo internazionale, capace di attraversare pittura, scultura e installazione mantenendo sempre una forte identità espressiva.
Alla base del suo linguaggio plastico vi è una formazione tecnica precisa: gli studi all’istituto tecnico per geometri hanno inciso profondamente sulla sua visione artistica. Il disegno tecnico, la misura e la geometria non sono mai stati per Del Donno semplici strumenti, ma veri e propri principi fondativi della forma. Nelle sue opere tridimensionali la geometria non è decorazione, bensì struttura portante: ogni elemento risponde a equilibri costruttivi rigorosi, dove nulla è lasciato al caso.
Le sculture di Del Donno si distinguono per l’uso di forme geometriche pure e composte. Linee, piani e volumi dialogano tra loro creando strutture che sembrano sezionare e ridefinire lo spazio circostante. La geometria, tuttavia, non si traduce mai in rigidità: al contrario, gli equilibri strutturali generano movimento, ritmo e profondità visiva. Sequenze modulari, piani sovrapposti e intersezioni volumetriche invitano l’osservatore a leggere l’opera da più angolazioni, rendendo la percezione sempre dinamica.
Questo approccio deriva da una costante ricerca sulla “purezza della linea”, principio che Del Donno ha perseguito nel corso di tutta la sua carriera. La forma diventa così presenza, capace di occupare lo spazio in modo essenziale ma incisivo, sia nelle sculture monumentali sia nelle installazioni di dimensioni più contenute.
La diffusione internazionale delle sue opere testimonia la rilevanza del suo percorso artistico. Le sculture di Antonio Del Donno sono presenti in musei, piazze e spazi pubblici di numerose città nel mondo. Tra le sedi più prestigiose figurano i Musei Vaticani – Sala Contemporanea a Roma, il Museu de Arte Moderna di San Paolo in Brasile, il National Museum of Modern Art di Tokyo, il Museo de Arte Contemporáneo di Madrid e il Musée d’Art Moderne di Bruxelles. A queste si aggiungono oltre settanta località tra musei e spazi aperti al pubblico, in Italia e all’estero, dove le sue opere sono spesso collocate come testimonianza permanente della sua poesia plastica.
Un ruolo centrale nella conservazione e valorizzazione della sua produzione scultorea è svolto dal Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno di Anagni, che ospita una vasta selezione di opere tridimensionali, dalle sculture monumentali alle strutture più intime. Accanto a questo, il Centro Studi e Ricerca Antonio Del Donno (CSADD) cura la raccolta, la catalogazione e la conservazione dell’intero corpus dell’artista, promuovendo studi, pubblicazioni e iniziative espositive dedicate sia alla scultura sia alla pittura.
Queste istituzioni rappresentano oggi un punto di riferimento fondamentale per comprendere il significato formale e concettuale della geometria nell’opera di Antonio Del Donno, offrendo al pubblico e agli studiosi una chiave di lettura approfondita di un linguaggio artistico che continua a dialogare con lo spazio, il tempo e lo sguardo contemporaneo.


