Dopo sei mesi di silenzio e fughe di notizie degne di un romanzo spionistico, arriva finalmente il provvedimento del Tribunale dei ministri sul caso Almasri. Peccato che i termini previsti dalla legge siano tre mesi, non il doppio. Ma ormai l’irregolarità sembra essere diventata prassi. Inoltre va aggiunto che il provvedimento non è ancora ufficiale. Se ne suppone l'arrivo in base a quanto anticipato via social dalla presidente del Consiglio [* vedi il testo a fine articolo].

Questa è la conclusione a cui arrivano i giudici...

I giudici archiviano la posizione della Presidente del Consiglio sostenendo non fosse informata e che non abbia condiviso la decisione del rimpatrio di Almasri. Una ricostruzione che offende il buon senso.

Ci si aspetta davvero che crediamo che Piantedosi, Nordio e Mantovano abbiano preso una decisione di questo peso – che coinvolge sicurezza nazionale e servizi segreti – senza consultare la premier?

E questo è stato il commento di Meloni...

Giustamente, la premier rivendica di esser corresponsabile delle scelte di Piantedosi, Nordio e Mantovano: "Si sostiene pertanto che due autorevoli Ministri e il sottosegretario da me delegato all’intelligence abbiano agito su una vicenda così seria senza aver condiviso con me le decisioni assunte. È una tesi palesemente assurda". 

E questo potrebbe esser corretto, senonché sappiamo che, in base a quanto da lei sostenuto in passato, avrebbe scatenato un putiferio nel caso fosse stata rinviata a giudizio.

Assurdamente, adesso fa l'indignata perché non lo è stata, rivendicando: "la correttezza dell’operato dell’intero Esecutivo, che ha avuto come sola bussola la tutela della sicurezza degli italiani".

Non soddisfatta, ha poi aggiunto di aver "detto pubblicamente subito dopo aver avuto notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, e lo ribadirò in Parlamento, sedendomi accanto a Piantedosi, Nordio e Mantovano al momento del voto sull’autorizzazione a procedere".

A seguito di un atto del governo oggettivamente sbagliato (se lo sia anche penalmente o meno è affare della magistratura, anche se è ben evidente che la maggioranza parlamentare non rinvierà mai a giudizio gli eventuali indagati), siamo arrivati ad una ulteriore farsa , che mina ulteriormente la credibilità delle istituzioni, oltre ad insultare l'intelligenza degli italiani... almeno di coloro che ancora ne siano dotati.



* Giorgia Meloni:
"Oggi mi è stato notificato il provvedimento dal Tribunale dei ministri per il caso Almasri: dopo oltre sei mesi dal suo avvio, rispetto ai tre mesi previsti dalla legge, e dopo ingiustificabili fughe di notizie.
I giudici hanno archiviato la mia sola posizione, mentre dal decreto desumo che verrà chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti dei Ministri Piantedosi e Nordio e del Sottosegretario Mantovano. Nel decreto si sostiene che io “non sia stata preventivamente informata e (non) abbia condiviso la decisione assunta”: e in tal modo non avrei rafforzato “il programma criminoso”.
Si sostiene pertanto che due autorevoli Ministri e il sottosegretario da me delegato all’intelligence abbiano agito su una vicenda così seria senza aver condiviso con me le decisioni assunte. È una tesi palesemente assurda.
A differenza di qualche mio predecessore, che ha preso le distanze da un suo ministro in situazioni similari, rivendico che questo Governo agisce in modo coeso sotto la mia guida: ogni scelta, soprattutto così importante, è concordata. È quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro.
Nel merito ribadisco la correttezza dell’operato dell’intero Esecutivo, che ha avuto come sola bussola la tutela della sicurezza degli italiani. L’ho detto pubblicamente subito dopo aver avuto notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, e lo ribadirò in Parlamento, sedendomi accanto a Piantedosi, Nordio e Mantovano al momento del voto sull’autorizzazione a procedere".