La corsa all’Oscar 2026 per la Miglior regia si delinea come una delle più competitive e simbolicamente ricche degli ultimi anni, attraversata da una forte dialettica tra cinema d’autore, ambizione industriale e urgenza politica.
In testa alle previsioni si consolida Paul Thomas Anderson con One Battle After Another, titolo che ha costruito la propria leadership mese dopo mese fino al primo posto di ottobre, sostenuto da un’impressionante concentrazione di premi critici e da una Campagna Warner Bros. che lo ha trasformato nel fulcro della stagione. Subito dietro, Chloé Zhao (Hamnet) resta uno dei perni della corsa: dopo il picco settembrino, il film mantiene una posizione di assoluto rilievo grazie a un consenso diffuso, mentre Ryan Coogler (Sinners) continua a rappresentare la candidatura più trasversale, forte di un rendimento già tradotto in vittorie significative.
La parte centrale della classifica rivela invece le linee di forza più autoriali della stagione. NEON emerge come lo studio più presente e riconoscibile, sostenendo un blocco compatto che va dall’intimismo di Joachim Trier alla lucidità politica di Jafar Panahi, fino alla risalita strategica di Kleber Mendonça Filho, forte della vittoria per la regia a Cannes.
Ne emerge una corsa definita al vertice ma ancora aperta nelle dinamiche, dove conferme e possibili rimescolamenti continuano ad alimentare l’attesa per il momento decisivo della stagione.


