Venerdì sera, nel cuore di Los Angeles, poliziotti in assetto antisommossa, con elmetti, scudi e fucili lancia lacrimogeni, hanno circondato i manifestanti nel centro città dopo una giornata di vergognosi raid federali contro degli immigrati. È stato il culmine di un'operazione che ha seminato il panico in tutta la città, con decine di persone trascinate via, mentre carovane di veicoli federali — come nei peggiori incubi da stato di polizia — percorrevano le strade come se Los Angeles fosse una zona di guerra.
La polizia di Los Angeles ha poi dichiarato "illegali" assembramenti di cittadini che protestavano contro una politica crudele e disumana, e li ha attaccati con manganelli, gas lacrimogeni, spray al peperoncino e granate stordenti.
La LAPD non ha partecipato ai raid, ma si è prestata a reprimerne le conseguenze, come se la funzione della polizia locale fosse proteggere le scorribande dell'ICE, anziché i diritti dei cittadini di Los Angeles.
L'ICE (Immigration and Customs Enforcement) è un'agenzia federale statunitense, parte del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell'immigrazione.
Heavily armed Trump regime forces driven away by community resistance mid ICE raid in Los Angeles, scenes repeating all over the city where people are standing up to them. #3E #EndImpunity #StopICE pic.twitter.com/6ptpMKkk8R
— Anonymous (@YourAnonCentral) June 7, 2025
Uno dei momenti più emblematici — e scandalosi — è stato l'arresto di David Huerta, principale rappresentante del SEIU California (sindacato con oltre 2 milioni di iscritti), fermato mentre esercitava il suo diritto di documentare le azioni dell'ICE. Un diritto garantito dal Primo Emendamento. Ferito, detenuto, silenziato. Nessuna risposta dall'ICE, ovviamente. Nessuna trasparenza. Solo silenzio, come si conviene a un regime che non deve rendere conto a nessuno.
A questo punto, non si può più parlare di sicurezza. Non si può più nascondere tutto sotto la patina della "legalità". Quello che è avvenuto è un attacco diretto alla libertà civile, un atto di repressione feroce orchestrato sotto la bandiera della lotta all'immigrazione illegale. Ma qui non si stanno combattendo "criminali". Si stanno sgomberando vite. Si stanno deportando esseri umani.
Si sta alimentando un clima di terrore, ha giustamente dichiarato il sindaco Karen Bass.
Che cosa è accaduto?
Secondo il Los Angeles City News Service (CNS), gli agenti dell'ICE hanno preso di mira diverse località nella città, tra cui un deposito nel Wetlake District della città, un negozio di abbigliamento nel Fashion District e un magazzino di abbigliamento a South Los Angeles.
ICE agents or bounty hunters?
— Christopher Webb (@cwebbonline) June 7, 2025
A raid at Home Depot on Wilshire in Los Angeles earlier today.
What’s disturbing is that they’re wearing masks and vests you could buy on Amazon. They’re in unmarked cars, and I don’t see any IDs on the officers — regular SUVs with standard plates.… pic.twitter.com/EfatVYTIAd
La CNS e altri media locali hanno riferito che decine di persone sono state arrestate durante i raid, gli ultimi di una serie di retate simili condotte in numerose città nell'ambito dell'ampia repressione dell'immigrazione illegale da parte del presidente Donald Trump.
La Polizia è poi intervenuta per sedare le proteste di cittadini che hanno iniziato a protestare e a opporsi a quanto stava accadendo.
Trump ha promesso un record di deportazioni. Sta mantenendo la promessa. E lo sta facendo con la brutalità tipica di chi non vede persone, ma numeri da rimuovere.
Chi resta in silenzio, chi finge che sia tutto normale, è complice. Non è più tempo di ambiguità. Non si tratta di sicurezza. Si tratta di repressione. E se la repressione diventa la norma, allora la democrazia è già sotto scacco.
È ora di chiamare le cose con il loro nome. E di reagire... contro un regime come quello dell'attuale amministrazione della Casa Bianca, che non ha nulla da invidiare ad un regime da Stato autoritario.


