Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sul Testo Unico della Farmaceutica, un provvedimento che punta a rivoluzionare la normativa italiana in materia di farmaci e a rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Si tratta di una riforma attesa da anni: oggi la legislazione farmaceutica è frammentata e stratificata, con norme sparse che complicano la gestione operativa e creano disuguaglianze nell’accesso ai medicinali. Con il nuovo testo, il Governo punta a garantire un accesso più equo, tempestivo e sostenibile ai farmaci, valorizzando al contempo le farmacie territoriali come presidi di prossimità e migliorando il controllo della spesa pubblica.
Le dichiarazioni del Governo
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito il progetto “un passaggio importante in un’ottica di riordino e semplificazione, con l’unico obiettivo di tutelare i cittadini e rafforzare il SSN pubblico”.
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, promotore dell’iniziativa, ha aggiunto: “Vogliamo rendere il farmaco più accessibile e garantire un presidio sanitario vicino ai cittadini. Dopo mesi di confronto con gli stakeholder, il percorso del Testo Unico prende ufficialmente avvio”.
Un lavoro interministeriale
Il testo è il risultato di una collaborazione tra cinque ministeri:
- Salute
- Economia e Finanze
- Imprese e Made in Italy
- Ambiente
- Giustizia
Questi dicasteri avranno un ruolo chiave anche nell’attuazione dei decreti legislativi, che dovranno essere adottati entro il 31 dicembre 2026.
I contenuti principali del disegno di legge
Il disegno di legge si compone di quattro articoli:
1. Finalità e delega al Governo
Il Governo potrà adottare decreti legislativi per riordinare l’intera normativa farmaceutica. Il percorso prevede pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle Commissioni parlamentari. Sono incluse anche norme specifiche per il payback, i sistemi informativi regionali e la pianificazione territoriale delle farmacie.
2. Principi generali
Gli obiettivi guida sono:
- migliorare l’accesso ai medicinali,
- rafforzare la rete assistenziale territoriale,
- ottimizzare l’erogazione dei servizi,
- semplificare la normativa eliminando le disposizioni obsolete,
- rivedere il sistema sanzionatorio per violazioni gravi come tracciabilità e payback.
3. Criteri direttivi e riforme concrete
Qui si trovano i punti più innovativi:
- Revisione della distribuzione dei farmaci e promozione della produzione nazionale di principi attivi.
- Nuovi tetti di spesa e correttivi al meccanismo del payback.
- Digitalizzazione dei processi: integrazione dei dati di prescrizione, dispensazione e stock tramite il Sistema Tessera Sanitaria.
- Valorizzazione delle farmacie territoriali: più ruolo nella telemedicina, telemonitoraggio e prevenzione.
- Riforma della pianificazione territoriale: superamento della rigida “pianta organica” per un modello più flessibile e adatto alle esigenze locali, soprattutto nelle aree interne e rurali.
4. Aspetti finanziari
Il principio guida è la neutralità finanziaria: ogni decreto dovrà essere accompagnato da una relazione tecnica e non potrà generare nuovi oneri senza copertura.
Perché è importante il Testo Unico della Farmaceutica
Questa riforma può segnare un cambio di paradigma per la sanità italiana. Non solo razionalizza una normativa caotica, ma punta anche a:
- garantire cure più tempestive,
- ridurre disuguaglianze territoriali,
- favorire l’innovazione digitale,
- rafforzare il ruolo di prossimità delle farmacie.
Se attuata nei tempi previsti, potrebbe diventare uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni per la sostenibilità e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.


