Esteri

Se a dare lezioni all'Occidente è l'Iran allora vuol dire che abbiamo un problema... enorme!

Questo lunedì l'IRNA - agenzia di stampa iraniana - riprende un editoriale del quotidiano Al-Quds Al-Arabi - media arabo indipendente con sede a Londra - in cui si dice che la guerra di sterminio condotta dal regime sionista a Gaza e lo scandalo Epstein, come caso emblematico di criminalità sessuale, rappresentano la caduta delle maschere di moralità e valori e una profonda distorsione della natura stessa del potere. Tutto questo è diventato il denominatore comune del sistema globale attuale: un sistema che schiaccia i deboli e giustifica violenza e doppi standard in nome di interessi superiori.

È evidente che le potenze occidentali condannano i crimini commessi dai loro nemici, soprattutto da quei Paesi che mettono in discussione la loro egemonia – un esempio recente è quello di Maduro in Venezuela. Trump non ha avuto esitazioni nel violare la sovranità nazionale e l'immunità presidenziale, parlando apertamente di rapimento di Maduro, appropriazione del petrolio venezuelano, controllo del Paese e del suo popolo, e persino di autoproclamarsi presidente ad interim del Venezuela, in aperta violazione delle norme e del diritto internazionale.La guerra di sterminio a Gaza e lo scandalo Epstein mettono a nudo i doppi standard e l'ipocrisia morale delle élite dominanti in Occidente. Questo crollo etico, visibile nel contrasto tra il coinvolgimento interno negli scandali Epstein e il sostegno esterno alla guerra devastante contro civili innocenti a Gaza, mina la credibilità dell'Occidente e del suo discorso pubblico, così come la sua pretesa di presentarsi come guida mondiale dei valori, dell'etica, dei diritti umani, dello Stato di diritto, della tutela di donne e bambini e dell'emancipazione femminile.
Lo smascheramento dei doppi standard occidentali
La guerra di sterminio contro Gaza, sostenuta da Stati Uniti e Occidente, insieme allo scandalo Jeffrey Epstein e alle reti di sfruttamento sessuale che coinvolgono alti vertici politici ed economici – presidenti, primi ministri, principi, famiglie reali europee e figure influenti del mondo degli affari – ha rivelato un difetto strutturale del sistema e l'esistenza di evidenti doppi standard.Questo sistema consente a persone potenti e influenti di violare leggi, norme e valori, proteggendole grazie al loro potere e alla loro influenza, e usando la politicizzazione della giustizia per metterle al riparo da indagini, processi e punizioni.È ormai chiaro che le élite dominanti, insieme ai loro sistemi di potere, alle figure influenti, ai ricchi e alle lobby nei rispettivi Paesi, si collocano al di sopra della legge nelle loro relazioni e nei loro abusi, arrivando perfino a giustificare apertamente la violazione delle norme. La guerra a Gaza e gli scandali Epstein hanno smascherato i doppi standard e la falsità morale delle classi dirigenti occidentali.Al-Quds Al-Arabi prosegue affermando che mentre l'Occidente demonizza la Russia, le impone sanzioni, blocca petrolio e gas, e la esclude da Olimpiadi ed eventi sportivi internazionali per l'attacco all'Ucraina, Israele attraversa impunemente una lunga serie di massacri, uccisioni, deportazioni di civili innocenti, bombardamenti, assedi e uso della fame come arma di guerra per quasi due anni e mezzo, senza subire alcuna sanzione né sportiva né politica.Le violazioni che si osservano negli Stati Uniti, i duri colpi contro le minoranze, gli arresti persino di cittadini americani, le restrizioni delle libertà all'estero e le aggressioni, confermano il fallimento morale del sistema internazionale guidato da USA e Occidente e la perdita della loro leadership etica, dopo i crimini documentati in Afghanistan, Iraq, Abu Ghraib, Guantanamo e Gaza.Questo contesto consente a Netanyahu di ignorare il diritto internazionale, le norme globali, la sovranità degli Stati e le decisioni della Corte Penale Internazionale. Egli sta compiendo quello che viene descritto come il più grande e primo genocidio documentato della storia moderna, registrato con immagini e video, senza alcun limite o freno reale. Tutto ciò avviene con il sostegno politico, finanziario e militare di Stati Uniti ed Europa, che continuano a presentarsi come autorità morali, campioni dei diritti umani, dello Stato di diritto, della protezione di donne e bambini e dell'emancipazione femminile.L'Occidente arriva perfino a giustificare la propria posizione sulla guerra di Gaza difendendo l'aggressore e condannando la vittima, sostenendo che Israele abbia il diritto di difendersi contro gruppi terroristici. Allo stesso tempo, accusa deliberatamente i musulmani di terrorismo, li demonizza, e continua a sostenere e giustificare una guerra di sterminio contro donne e bambini.Le élite occidentali, i loro funzionari e i media proseguono nella demonizzazione dell'Islam e delle leggi islamiche, accusandole di essere incompatibili con la civiltà e la cultura occidentale – una cultura che, secondo il testo, è immersa nella violazione dei valori morali e nell'impunità delle classi dominanti.A conferma di questi doppi standard, l'Occidente impone sanzioni ai Paesi che si oppongono all'egemonia americana e li minaccia militarmente. In questo quadro si inseriscono anche le recenti tensioni e il rafforzamento delle capacità militari, così come i negoziati tra delegazioni statunitensi e iraniane a Mascate.Infine, viene ricordato che Jeffrey Epstein, finanziere statunitense e criminale sessuale condannato, secondo nuovi documenti del Dipartimento di Giustizia USA, avrebbe finanziato diverse organizzazioni filo-sioniste.Secondo documenti dell'FBI recentemente pubblicati, Epstein in passato ha sostenuto economicamente gruppi filo-israeliani, tra cui l'organizzazione “Friends of the Israel Defense Forces” (FIDF) e il “Jewish National Fund” (JNF), attivo nel settore delle colonie.

Il testo pubblicato da Al-Quds Al-Arabi è una radiografia spietata del sistema di potere globale contemporaneo. Il cuore del messaggio è chiaro: l'ordine internazionale non si fonda su etica, diritti o giustizia, ma su rapporti di forza. Le regole esistono, ma non per tutti. Le leggi valgono per i deboli, non per i potenti. I diritti umani sono uno strumento politico, non un principio universale.

Il testo colpisce perché non si limita alla denuncia emotiva: costruisce un quadro sistemico. Mostra come l'Occidente condanni selettivamente i crimini, sanzioni alcuni Stati e ne protegga altri, giustifichi violenze quando sono funzionali ai propri interessi e le demonizzi quando provengono da chi mette in discussione la sua egemonia.

La guerra a Gaza viene presentata non come un'eccezione, ma come una conseguenza logica di questo sistema: impunità, copertura politica, protezione diplomatica, sostegno economico e militare. Parallelamente, lo scandalo Epstein diventa il simbolo interno dello stesso meccanismo: élite intoccabili, giustizia piegata, protezione dei potenti, silenzi istituzionali.

Il messaggio di fondo è potente e disturbante: non esiste una vera “comunità internazionale”, esiste un sistema gerarchico in cui pochi decidono e molti subiscono. La pretesa morale dell'Occidente viene smontata pezzo per pezzo: diritti umani, tutela dei bambini, emancipazione femminile, stato di diritto diventano slogan vuoti quando convivono con il sostegno a guerre, assedi, bombardamenti e distruzioni di massa.

Questo tipo di analisi ha un valore politico e culturale enorme, perché rompe la narrazione dominante. Non chiede consenso, non cerca equilibrio artificiale, non si rifugia nella neutralità finta. Espone il conflitto tra discorso pubblico e realtà concreta.

Ed è proprio questo il suo merito principale: riportare il dibattito su un piano reale. Non su ciò che i governi dichiarano, ma su ciò che fanno. Non sui principi proclamati, ma sulle pratiche effettive.

In un'epoca in cui l'informazione è sempre più filtrata, semplificata e allineata, testi come questo svolgono una funzione essenziale: rompere il silenzio, incrinare le narrazioni ufficiali, costringere a pensare. Non offrono soluzioni facili. Non promettono cambiamenti immediati. Ma fanno qualcosa di fondamentale: smascherano il meccanismo. E capire il meccanismo è sempre il primo passo per non esserne complici.

Per questo il valore del testo non sta solo nella denuncia, ma nella lucidità. Non urla: dimostra. Non consola: chiarisce. Non rassicura: sveglia. E oggi, nel panorama mediatico globale, questo è già un atto politico.

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Esteri
ha ricevuto 414 voti
Commenta Inserisci Notizia