'Got the Music in Me' racconta una relazione autentica con la musica, lontana da logiche puramente commerciali. In questa intervista Carmen Insam riflette sul significato personale del canto, sul coraggio che la musica può dare e su come immagina il percorso della sua futura discografia.

 

 

“Got the Music in Me” sembra quasi una dichiarazione di indipendenza artistica. Quanto è importante, per voi, ricordare che la musica nasce prima di tutto da un bisogno umano e non da un mercato?

Naturalmente per noi fare musica è prima di tutto una sensazione che viene da dentro, dall’anima, dal provare sentimenti veri, musica nasce da un bisogno umano, profondo, di esprimersi e di condividere emozioni. Una canzone deve far provare qualcosa: una sensazione, una gioia, un ricordo, un’emozione che ti attraversa. Se non tocca, non serve. Per questo Got the Music in Me sembra quasi una dichiarazione di indipendenza artistica. È un brano che comunica soprattutto motivazione, energia e la gioia di fare ciò che piace davvero a ciascuno. È un invito a seguire ciò che ti muove dentro, senza lasciarti definire da aspettative esterne o logiche di mercato.

Carmen, nel brano la tua interpretazione ha momenti molto intensi ma anche molto controllati. È una scelta di stile oppure senti che la tua voce potrebbe spingersi ancora oltre in futuro?

Io cerco sempre di cantare nel modo che la canzone richiede. Alcuni pezzi hanno bisogno di intensità controllata, altri di più libertà. Però sì, sento che con più allenamento e più esperienza potrei andare ancora oltre. La voce cresce con me, e questo mi motiva tantissimo.

Nel testo ritorna implicitamente l’idea che la musica possa dare coraggio. C’è stato un momento della tua vita in cui cantare ti ha davvero aiutata a superare qualcosa di difficile?

Assolutamente sì. Le situazioni più difficili della mia vita le ho affrontate proprio grazie alla musica. Ogni volta che c’era qualcosa di pesante, una situazione brutta o complicata che magari nessuno avrebbe potuto capire davvero in quel momento, io cercavo di esprimerla cantando. Usavo le mie parole e la mia melodia per ciò che sentivo, e spesso la musica riusciva ad affiancarsi perfettamente alle emozioni che non trovavano spazio altrove. È sempre stata il mio modo di trasformare il dolore, la confusione o la paura in qualcosa di comprensibile, in qualcosa che potesse respirare. Credo sinceramente che senza la musica non sarei la persona che sono oggi e non avrei la forza che ho. 

Guardando alla discografia che verrà: preferisci costruire un percorso fatto di singoli che raccontano tappe diverse oppure stai già pensando a un progetto più ampio, magari un album?

Sinceramente mi piacerebbe molto anche creare un album. Fino ad ora mi è piaciuto lavorare su singoli, perché ogni canzone racconta un momento diverso e mi permette di esplorare stili e sensazioni differenti. Però quando c’è una varietà di brani che si parlano bene tra loro e che hanno un filo comune allora l’idea di un album diventa davvero interessante. Sono molto aperta a questa possibilità: mi affascina l’idea di costruire un progetto più ampio, un percorso che unisca diverse tappe e che racconti una storia più completa.

https://open.spotify.com/track/3Y7nj1BHRpNU2F3C6qGgqd