La risposta ipocrita di Meloni alla richiesta di tutela della Global Sumud Flotilla
Gentile Onorevole Elly Schlein,facendo riferimento alla Sua lettera, con la quale chiede di essere informata su quanto il Governo italiano intende fare per garantire tutela e sicurezza, in caso di necessità, per tutto l'equipaggio dell'iniziativa internazionale denominata “Global Sumud Flotilla”, con la quale 40 imbarcazioni intendono consegnare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, si rappresenta quanto segue:- per agevolare il buon esito della finalità rappresentata, ovvero la consegna di generi di prima necessità alla popolazione palestinese, tenuto conto della limitata quantità di aiuti trasportabili sulle imbarcazioni coinvolte, si suggerisce la possibilità di avvalersi di canali alternativi e più efficaci di consegna;- tra questi, mi permetto di segnalare i canali finora attivati dal Governo italiano, che, come è noto, svolge un ruolo di primo piano nel prestare assistenza alla popolazione civile attraverso l'iniziativa umanitaria “Food for Gaza”, con cui è stato possibile distribuire oltre 200 tonnellate di generi di prima necessità, aiuti alimentari e sanitari, toccando anche le aree più isolate e difficilmente raggiungibili della Striscia;- avvalersi dei canali umanitari già attivi, non solo da parte del Governo italiano, eviterebbe di esporre i partecipanti all'iniziativa “Global Sumud Flotilla” ai rischi derivanti dal recarsi in una zona di crisi e al conseguente onere a carico delle diverse Autorità statuali coinvolte di garantire tutela e sicurezza;- in ogni caso, preso atto che l'iniziativa possa avere anche una finalità di natura simbolica o politica, e che quindi si intende portare avanti a prescindere da quanto sopra esposto, il Governo italiano assicura che saranno adottate tutte le misure di tutela e di sicurezza dei connazionali all'estero in situazioni analoghe, come sempre garantito finora.Rimanendo a disposizione, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Questo è il testo della lettera che ieri Schlein aveva spedito a Meloni (e Tajani):
Gentile Presidente Meloni,come avrò già appreso dalle notizie apparse sulla stampa italiana e internazionale, la Global Sumud Flotilla sta per salpare con 40 imbarcazioni cariche di oltre tonnellate di aiuti umanitari raccolti con grande partecipazione della società civile e della cittadinanza, allo scopo di portare a Gaza generi di prima necessità da distribuire alla popolazione palestinese.La missione umanitaria nata dal basso, non violenta e pacifica, che si svolgerà nel rispetto del diritto internazionale, vede l'adesione di 44 delegazioni da tutto il mondo di migliaia di attiviste e attivisti tra i quali vi sono molti cittadini italiani nonché quattro parlamentari della Repubblica italiana appartenenti a varie forze politiche.Le scrivo per informarla che tra loro saliranno a bordo anche il deputato Arturo Scotto e l'eurodeputata Annalisa Corrado del Partito Democratico, e Le chiedo di tenermi informata su quanto il Governo italiano intende fare per garantire tutela e sicurezza per tutto l'equipaggio della missione umanitaria, in caso di necessità.Confidando in una Sua positiva risposta, Le porgo un cordiale saluto.
La posizione di Giorgia Meloni sulla crisi umanitaria a Gaza è un esercizio di equilibrismo ipocrita e vigliacco, che tradisce sia i principi di umanità che l'interesse nazionale.
Nei mesi passati, di fronte a una catastrofe che ha mietuto oltre 60.000 vittime, di cui 20.000 bambini, e ridotto la Striscia a un cumulo di macerie con un tasso di malnutrizione estrema superiore al 90%, Meloni ha oscillato tra condanne tiepide e silenzi complici, rivelando una totale mancanza di coraggio politico.
Dichiarare che la situazione è "drammatica e ingiustificabile" o che non si condividono "alcune scelte israeliane", comne da lei sostenuto in più occasioni, è un'alibi patetico, un lavarsene le mani che maschera la sua incapacità di prendere una posizione netta contro le responsabilità di Netanyahu.
Anziché spingere per sanzioni concrete o interrompere la scandalosa esportazione di armi italiane – che nel 2024 ha raggiunto 5,2 milioni di euro – Meloni si limita a un diplomatichese vuoto, mascrandosi dietro a iniziative come "Food for Gaza" che suonano più come propaganda che come soluzione.
L'Italia, che storicamente si è vantata di un ruolo mediatore, sotto di lei si è ridotta a un burattino atlantico, incapace di opporsi a Israele anche quando il diritto internazionale viene calpestato, come nel caso del trasferimento forzato dei civili, denunciato come crimine di guerra da esperti e persino dal Vaticano.
La sua prudenza, giustificata con il dialogo "aperto e critico" con Tel Aviv, è una foglia di fico: non ha mai richiamato l'ambasciatore, non ha sospeso il memorandum militare del 2005, non ancipa sanzioni e boicottaggi e continua a legittimare una narrativa che scarica ogni colpa su Hamas, ignorando la sproporzione criminale della risposta israeliana. Meloni parla di “due popoli, due Stati” come un mantra, ma senza azioni concrete, è solo un'ipocrisia che copre la sua sudditanza politica.
Mentre Gaza brucia e i bambini muoiono di fame, lei si limita a gesti simbolici, lasciando le mani sporche di sangue e l'Italia isolata nel coro internazionale che chiede giustizia. Una leadership così tiepida è un insulto alla dignità umana e alla credibilità del nostro Paese.