Massimo Bernardi: La dignità del cammino ordinario
Bernardi rifugge l'eroismo del trekking per restituirci la dignità del cammino ordinario. La sua non è una guida, ma una fenomenologia del passo che nobilita l'argine e il "ritaglio di tempo", trasformando la geografia minima in spazio metafisico.
La scrittura è asciutta, quasi giornalistica, ma intrisa di una nostalgia proattiva che connette i passi dell'infanzia ai progetti futuri. La narrazione indugia nel dettaglio personale, cosa che io ho apprezzato davvero.
L'autore mostra una sincerità intellettuale che rende il lettore non un semplice spettatore, ma un compagno di viaggio.
Un'opera che sa celebrare paesaggi lontani dal cliché, trovando l'infinito proprio dietro l'angolo di casa.
Recensione di PATRIZIA RIELLO PERA.
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