Procede speditala corsa del nostro paese sul PNRR. Il ministro Tommaso Foti continua nella sua positiva interlocuzione con Bruxelles per arrivare quanto prima al saldo della nona rata.
Abbiamo raggiunto anche la nona rata del Pnrr e ritengo che verra' liquidata entro meta' maggio'. Lo ha affermato Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, intervenendo al Workshop Finanza organizzato da Teha. Questo, ha aggiunto, 'dimostra che lavorare per obiettivi in un Paese in cui era molto difficile farlo e' possibile'. Ora bisogna 'fare tesoro dell'esperienza del Pnrr per trasferire a sistema questo metodo di lavoro che secondo me dobbiamo applicare anche ai fondi di coesione'.
Foti ha confermato che l’ultima revisione del Piano non ha comportato tagli, mantenendo il valore complessivo a 194,4 miliardi di euro. L’Italia sta “percorrendo l’ultimo miglio” per raggiungere i target finali. Una delle priorità attuali del ministero è la semplificazione burocratica per accelerare i prossimi obiettivi e la rendicontazione finale fissata per il 30 giugno 2026. Nel contesto geopolitico ed economico attuale “per quanto ci compete, noi dobbiamo necessariamente percorrere l’ultimo miglio che ci porti a concludere bene il Pnrr dove l’Italia attualmente ha dimostrato di essere il Paese che meglio di ogni altro sta raggiungendo gli obiettivi e vogliamo finire questa nostra missione raggiungendoli”.
Sono stati investiti circa 8,8 miliardi di euro specificamente nelle aree interne del Paese attraverso i fondi del Piano. Per la nona rata del PNRR, l’Italia ha presentato una richiesta di pagamento basata sul raggiungimento di 50 obiettivi (milestone e target) che riguardano riforme strutturali e investimenti chiave. Previsto il potenziamento delle linee ferroviarie ad Alta Velocità, con particolare focus sulle tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania. Presente inoltre l’implementazione di servizi digitali per la Pubblica Amministrazione e la digitalizzazione del sistema scolastico.
il ministro Foti ha poi voluto poi tornare sulla questione della riprogrammazione dei fondi di coesione e sulla riprogrammazione dei 7 miliardi concessi dalla Ue all’Italia.
“L’Italia ha raccolto con determinazione la sfida posta dalla riforma europea della politica di coesione, promossa con forza dal Vice Presidente della Commissione UE, Raffaele Fitto, interpretandola con ambizione”.
Così il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, commenta la revisione intermedia della politica di coesione. “La riforma ha aperto una concreta finestra di opportunità per rinnovare i programmi nazionali e regionali, indirizzando ingenti risorse verso nuovi obiettivi strategici, dettati dal mutato contesto internazionale e rispondenti alle reali esigenze di imprese e famiglie.
La revisione dei Programmi - spiega Foti - ha consentito di concentrare oltre 4,6 miliardi di euro di fondi europei per rafforzare la competitività delle imprese italiane, 1 miliardo di euro per l'ammodernamento del settore idrico e la transizione energetica ed oltre 1,1 miliardi per assicurare alloggi sostenibili a prezzi accessibili, una priorità del Governo Meloni. Sono investimenti fondamentali perché coniugano la tradizionale vocazione della politica di coesione, volta alla riduzione delle disparità territoriali, con le nuove priorità strategiche determinate dal rapido mutamento del contesto internazionale: proprio in questo bilanciamento risiede la principale innovazione che il Governo Meloni ha inteso imprimere alle politiche di coesione. L’Italia è prima in Europa per numero di Programmi revisionati: 35 su 48 tra nazionali e regionali, con risorse destinate alle nuove priorità per oltre 7 miliardi di euro, pari al 16,7% del finanziamento complessivo del ciclo 2021-2027”, conclude Foti.
Con la formale adozione delle modifiche dei Programmi, la Commissione europea ha due giorni fa, concluso il processo di riesame intermedio della politica di coesione.
Avviata lo scorso aprile nell’ambito della riforma europea della politica di coesione, la revisione intermedia ha consentito agli Stati membri di modernizzare e accelerare i propri programmi di investimento destinando risorse alle priorità strategiche della competitività, delle politiche abitative, del settore idrico, dell’energia e della difesa.
Un’opportunità di rafforzamento della politica di coesione che è stata colta da 25 Stati membri, che hanno deciso di aggiornare 186 Programmi di investimento riassegnando alle priorità strategiche individuate dalla Commissione europea 34,6 miliardi di euro, di cui 15,2 miliardi di euro destinati alle imprese per investimenti in tecnologie e industrie critiche, per ridurre le vulnerabilità e le dipendenze tecnologiche essenziali da paesi terzi.

