La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. Nella finale del Mondiale FIFA 2026, disputata il 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, la nazionale di Luis de la Fuente ha sconfitto l'Argentina per 1-0 dopo i tempi supplementari grazie alla rete decisiva di Ferran Torres al 106'. Si è conclusa così una partita intensa, equilibrata e ricca di tensione, nella quale gli iberici hanno confermato quanto mostrato durante tutto il torneo: maggiore controllo del gioco, più iniziativa offensiva e una continuità di rendimento che è stato il tratto distintivo della loro cavalcata verso il titolo.
Per l'Argentina, campione in carica, è invece arrivata una sconfitta che lascia spazio soprattutto all'amarezza. Lionel Messi, alla soglia dei quarant'anni e probabilmente alla sua ultima apparizione mondiale, ha guidato la squadra fino all'ultimo senza però riuscire a trovare l'episodio decisivo. La difesa albiceleste ha resistito per oltre cento minuti alle continue iniziative spagnole, ma ha infine ceduto davanti all'inserimento vincente di Ferran Torres, che ha trasformato in oro una delle numerose occasioni costruite dalla Roja. La Spagna ha meritato il successo grazie alla superiorità nel possesso del pallone e nella produzione offensiva, mentre l'Argentina ha puntato soprattutto sull'organizzazione difensiva e sulle ripartenze... che però non è mai riuscita a mettere in atto.
La gara è rimasta bloccata sullo 0-0 per tutti i novanta minuti regolamentari.... poi, poco prima della fine del tempo regolamentare, Enzo Fernandez ha commesso un inutile, quanto insensato, fallo a metà campo mandando a gambe all'aria Merino, meritandosi il secondo giallo e l'espulsione. Nei supplementari, senza ansia, la Spagna ha cercato con pazienza il varco giusto, mentre l'Argentina ha risposto con ordine e sacrificio, impedendo agli avversari di trovare spazi puliti negli ultimi metri. Con il trascorrere dei minuti il predominio territoriale degli spagnoli è diventato sempre più evidente, fino all'episodio che ha deciso il Mondiale nel secondo tempo supplementare.
Il gol di Ferran Torres ha spezzato definitivamente l'equilibrio e consegnato alla Spagna un titolo inseguito per sedici anni, dal successo ottenuto nel 2010. Negli ultimi minuti l'Argentina ha tentato un disperato assalto, senza però riuscire a creare occasioni sufficienti per evitare la sconfitta.
La Spagna ha saputo imporre il proprio calcio anche nella finale, controllando il ritmo dell'incontro e creando il maggior numero di opportunità. L'Argentina, pur dimostrando carattere e solidità difensiva, ha progressivamente perso campo, finendo per cedere nel momento decisivo.
Luis de la Fuente ha elogiato il gruppo parlando di una squadra capace di crescere durante tutto il torneo e di raccogliere il premio per un percorso costruito partita dopo partita. La vittoria viene interpretata anche come il simbolo del ricambio generazionale del calcio internazionale, con una Spagna giovane e ricca di talento (sono appena ventenni Cubarsì, Nico Williams, Yamal, Merino) che raccoglie il testimone lasciato dalle grandi nazionali dell'ultimo decennio.
Il volto della sconfitta è stato inevitabilmente quello di Lionel Messi. Al triplice fischio il capitano argentino è apparso profondamente provato, così come numerosi compagni, tra lacrime, rabbia e incredulità per un titolo sfumato soltanto nei supplementari. Le immagini del dopogara hanno mostrato una nazionale argentina raccolta nel dolore per un'occasione mancata, mentre dall'altra parte esplodeva la festa spagnola.
La cerimonia di premiazione ha avuto anche un inevitabile risvolto politico. Sul palco erano presenti il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino per la consegna della Coppa del Mondo.
Trump, che in passato aveva espresso posizioni molto critiche nei confronti della Spagna, si è così trovato a consegnare il trofeo proprio ai nuovi campioni del mondo. Durante la celebrazione finale si è verificato il momento destinato a diventare uno dei più commentati della serata: mentre la squadra spagnola si preparava alla tradizionale foto con il trofeo, il capitano Rodri ha invitato con garbo Trump a lasciare spazio ai giocatori. Pochi istanti dopo è intervenuto anche Gianni Infantino, che ha accompagnato il presidente statunitense fuori dall'inquadratura, consentendo alla Roja di celebrare il successo con la classica foto di squadra. La scena è stata ampiamente ripresa dalle televisioni e commentata dalla stampa internazionale.
A quel punto la festa è diventata tutta spagnola: i giocatori hanno sollevato la Coppa del Mondo saltando e cantando sul podio, mentre gli argentini osservavano da lontano la celebrazione dei nuovi campioni.
Si chiude così il primo Mondiale a 48 squadre della storia, disputato tra Stati Uniti, Canada e Messico. La Spagna conclude il torneo da imbattuta e conquista il suo secondo titolo mondiale, sedici anni dopo il trionfo del 2010, confermando il valore di una generazione che ha saputo coniugare qualità tecnica, organizzazione e continuità di rendimento. L'Argentina termina invece il proprio cammino come vicecampione del mondo, dopo aver difeso fino ai supplementari il titolo conquistato quattro anni prima.


