"Io credo che il riconoscimento dello Stato di Palestina, senza che ci sia uno Stato della Palestina, possa addirittura essere controproducente per l'obiettivo. L'ho detto varie volte, anche in Parlamento. L'ho detto alla stessa autorità palestinese e l'ho detto anche a MacronSe qualcosa che non esiste viene riconosciuto sulla carta, il problema rischia di sembrare risolto, quando non lo è. Essendo favorevolissima allo Stato della Palestina, non sono favorevole al suo riconoscimento a monte di un processo per la sua costituzione".

Questo il "Meloni pensiero" espresso dalla premier in una dichiarazione a Repubblica.

Quanto detto da Meloni è giustificato, esclusivamente, da motivazioni politiche. Il nazi-sionista Benjamin Netanyahu è un quasi collega di partito, per il fatto che il Likud fa parte della famiglia dei conservatori. Quindi, se dovesse riconoscere lo Stato di Palestina, la premier italiana finirebbe per dare un calcio nello stinco ad un alleato, considerando che il governo Netanyahu, non solo non vuol riconoscere lo Stato della Palestina, ma vuole addirittura incorporare la Cisgiordania e Gerusalemme est (Territori Occupati) all'interno dello Stato ebraico di Israele.

Questo il motivo per cui, facendo a cazzotti con la logica e il diritto internazionale umanitario, Giorgia Meloni ha avuto la faccia tosta di dire quello che ha detto.

Il riconoscimento dello Stato della Palestina è un piccolo passo per segnare le distanze dal punto di vista diplomatico da uno Stato terrorista che sta commettendo un genocidio a Gaza, a Gerusalemme est e in Cisgiordania... si tratta di "ghettizzare" a livello internazionale uno Stato canaglia per segnare un solco tra chi è un delinquente e chi non lo vuole essere.

Evidentemente, la (post) fascista Meloni non riesce a capire un concetto tanto evidente e tanto semplice che pure un bambino dell'asilo riuscirebbe a capire. Che sia così poco intelligente? Possibile, ma è anche possibile che la "cristianissima" Meloni abbia invece lo stomaco per fregarsene del genocidio di un popolo, perché trova più politicamente conveniente, per lei e per il suo partito, plaudire al massacro di decine di migliaia di palestinesi, neonati compresi, uccisi con le bombe e con la fame!

Inoltre, invece di perder tempo con l'erismo d'accatto di cui si è resa artefice con quell'assurda dichiarazione rilasciata a Repubblica, che cosa ha fatto o ha in programma di fare allora, in alternativa al riconoscimento dello Stato palestinese, per fermare lo sterminio dei palestinesi da parte dello Stato ebraico? La risposta è semplice: nulla!

Che Meloni se ne renda conto o meno, il non far nulla, nemmeno una minima pressione diplomatica, per fermare il genocidio del popolo palestinese significa una cosa soltanto: esserne complici.

La presidente del Consiglio può pure arrampicarsi sugli specchi per dimostrare l'indimostrabile, ma il giudizio di ciò che lei sta facendo è chiaro come il sole: lei, il suo governo e la sua maggioranza sono complici dello Stato canaglia di Israele.

Speriamo che oltre alla condanna morale di cui si è già macchiata oggi, in futuro, anche un tribunale internazionale possa condannarla materialmente per esser stata complice del genocidio del popolo palestinese.