Il conflitto tra Israele e Iran entra nel quinto giorno e si allarga ben oltre i confini dei due Paesi. Raid aerei, missili e droni stanno ridisegnando la mappa della crisi, che ora si estende dal Libano al Golfo Persico fino all'Oceano Indiano, al largo dello Sri Lanka.


Raid israeliani contro strutture di sicurezza iraniane

L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito in Iran edifici legati ai Basij, il braccio volontario di polizia dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC), oltre a strutture delle forze di sicurezza interne. Secondo media curdi, sarebbero state distrutte anche stazioni di polizia e quartier generali dell'IRGC nelle regioni curde del nord-ovest del Paese.

Le strutture colpite sono state in passato centrali nella repressione delle proteste interne. Washington, che ha più volte sollecitato un cambio di regime a Teheran, starebbe valutando anche il coinvolgimento di gruppi separatisti curdi per creare una zona sicura nel nord-ovest dell'Iran.

Il bilancio delle vittime in Iran è drammatico: in cinque giorni di bombardamenti si stimano tra 1.045 e 1.500 morti.


La guerra si allarga alla regione

Il conflitto ha assunto una dimensione regionale. L'Iran ha colpito Paesi del Golfo, mentre Hezbollah ha lanciato razzi contro Israele e Cipro. La Turchia ha dichiarato che le difese Nato hanno intercettato un missile balistico diretto verso il suo spazio aereo.

Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver affondato una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano. Le autorità dello Sri Lanka parlano di almeno 80 morti e 23 superstiti su un totale stimato di 180 persone a bordo.

Segnalati droni anche nei pressi dell'aeroporto di Baghdad ed esplosioni a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno.

Nei Paesi del Golfo, dall'inizio delle ostilità, sono morte 13 persone, di cui sette civili.


Washington prepara un conflitto lungo

Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha indicato che la guerra potrebbe durare fino a otto settimane. «Potrebbero essere quattro, sei, otto settimane. In definitiva siamo noi a dettare ritmo e intensità», ha dichiarato, sostenendo che gli Stati Uniti dispongono di munizioni e mezzi sufficienti per un conflitto di logoramento.

I Guardiani della Rivoluzione hanno risposto minacciando di colpire gli alleati americani nella regione e avvertendo che le “interferenze” degli Stati Uniti porteranno alla “completa distruzione delle infrastrutture militari ed economiche della regione”.

Il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha condannato in un colloquio con il ministro degli Esteri iraniano gli attacchi contro gli Stati del Golfo, accusando Teheran di voler trascinare i vicini in una guerra che non li riguarda.


Libano nel mirino

Hezbollah continua a colpire il nord di Israele con razzi e droni suicidi. Secondo i media del movimento sciita, sarebbero stati distrutti tre carri armati Merkava israeliani entrati nel sud del Libano e abbattuto un drone.

Israele ha risposto con raid su larga scala in Libano, in particolare nei sobborghi meridionali di Beirut. Colpito anche un hotel a Hazmieh, a circa 700 metri dal palazzo presidenziale. Il ministero della Salute libanese parla di sei morti nelle ultime ore e di oltre 50 vittime complessive da lunedì. Gli sfollati sono almeno 58.000.

L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione di tutta l'area a sud del fiume Litani, circa un quarto del territorio libanese. È un ordine senza precedenti, più esteso di quelli emessi durante la guerra di 13 mesi contro Hezbollah nel 2024.


Minacce alle ambasciate e tensione diplomatica

Teheran ha minacciato di colpire le ambasciate israeliane nel mondo se Israele dovesse attaccare la sua sede diplomatica a Beirut. L'esercito israeliano ha concesso 24 ore ai “rappresentanti del ministero del terrore iraniano” per lasciare il Libano, senza chiarire se il riferimento fosse a diplomatici o ad altro personale.


Il nodo della leadership iraniana

In Iran, i funerali della Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, sono stati rinviati a tempo indeterminato a causa dei bombardamenti. Nel frattempo, il clero sciita si è riunito per scegliere il successore.

Il favorito sarebbe Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell'ex leader e sostenuto dai Guardiani della Rivoluzione. Gli analisti lo considerano un esponente della linea dura: la sua eventuale nomina segnerebbe un ulteriore rafforzamento del ruolo dell'IRGC e un irrigidimento della risposta autoritaria alle proteste interne, represse nei mesi scorsi con migliaia di morti.

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che chiunque guiderà l'Iran e continuerà a minacciare Israele “sarà un obiettivo da eliminare”.


Obiettivi poco chiari

Nonostante l'escalation, funzionari statunitensi e israeliani sostengono che le operazioni stiano procedendo meglio del previsto. Resta però incerto l'obiettivo finale. L'amministrazione Trump ha indicato, in momenti diversi, il cambio di regime, la distruzione della capacità missilistica e navale iraniana, il blocco del programma nucleare e la fine del sostegno di Teheran ai gruppi armati nella regione.

La guerra, iniziata come una massiccia campagna aerea contro l'Iran, si è trasformata in uno scontro regionale a tutto campo. E non ci sono segnali concreti di una de-escalation.