Gioco d'azzardo: una "patrimoniale" in fumo ogni anno
Nel 2024, il sistema Italia ha speso in gioco d'azzardo l'incredibile cifra di 157,4 miliardi, pari al 7,2% del Pil, tre volte quanto spende per l'istruzione, una volta e mezza l'intera spesa sanitaria.
Almeno 18 milioni di italiani che nell'ultimo anno hanno "tentato la fortuna", con perdite che complessivamente sfiorano i 1.300 euro di media pro capite per giocatore, bruciati quasi 23 miliardi in totale, cioè metà di quanto l'Italia spende per l'istruzione e quasi quanto varrebbe una legge patrimoniale.
Di questo enorme flusso di denaro, nel 2024 l'Erario ha incassato oltre 10,4 miliardi di euro, di cui circa 9,17 miliardi provenienti dal gioco fisico e 1,3 miliardi dal gioco online.
Per quanto riguarda il solo gioco online, l’analisi dei 102 capoluoghi italiani rivela un fenomeno allarmante: le città più piccole registrano valori pro-capite maggiori.
“Isernia, il più piccolo capoluogo di provincia d’Italia per popolazione, detiene il record assoluto con 6.853€ di azzardo online pro-capite: una cifra che rappresenta oltre tre volte la media nazionale. Il dato diventa ancora più allarmante considerando l’incremento del 65% rispetto ai già preoccupanti 4.143€ del 2023.
Il Mezzogiorno domina completamente la classifica: i primi 15 posti sono occupati esclusivamente da capoluoghi del Sud e delle Isole. Particolarmente significative le accelerazioni improvvise di Lecce (+38%) e Pescara (+31%), che segnalano un fenomeno in rapida espansione anche nelle realtà urbane di media dimensione.” (link)
Quanto alle maggiori città italiane, il quadro è devastante, con oltre 30 miliardi di euro spesi “tentando la fortuna”, con più di 3.500 euro spesi di media per ogni adulto residente. ("Il Libro Nero dell’Azzardo", curato da CGIL, Federconsumatori e Fondazione ISSCON )
In particolare, Catania, Palermo e Napoli si attestano ai vertici per spesa pro-capite, sfiorando i 4.800 euro annui per singolo individuo le perdite. “La concentrazione di volumi anomali in specifiche aree territoriali, spesso coincidenti con zone ad alta presenza di criminalità organizzata, suggerisce che dietro questi record si nasconda ben più di una semplice attività ludica” e che il gioco d’azzardo non rappresenti solo una forma di intrattenimento.
Anche a Milano e Roma registrano numeri assoluti impressionanti: le perdite, più di un miliardo di euro a Roma e oltre 600 milioni a Milano. Parliamo, cioè di un vero e proprio problema sociale, che si traduce in una dipendenza crescente e in una spirale di impoverimento, con conseguenze profonde sulla qualità della vita e sulla stabilità familiare.
Per la cronaca, l’Italia è prima in Europa non solo per somme giocate e ma anche per numero di slot machine in rapporto agli abitanti, con una media di una slot ogni 140 abitanti. Il Bel Paese si attesta come la terza economia al mondo per volume di denaro speso nel gioco d’azzardo.
Giusto un anno fa, la Legge di Bilancio ha abrogato le norme relative all’istituzione del fondo da 50 milioni di euro previsto nella legge di bilancio del 2015 e quelle sull’Osservatorio presso il ministero della Salute. A contraltare, quella Legge di Bilancio aveva autorizzato un’ennesima estrazione settimanale aggiuntiva per il Lotto e il Superenalotto e un’ennesima proroga delle concessioni di giochi in scadenza.
Ed oggi?
La Legge di Bilancio 2026 contiene diverse misure riguardanti il gioco d'azzardo, tra cui un stanziamento di 80 milioni di euro per il 2026 per incrementare il fondo destinato alla riorganizzazione della rete fisica dei giochi e alla compartecipazione regionale del gettito derivante dagli apparecchi da gioco (es. slot machine). Inoltre, si prevede la proroga delle concessioni per il gioco, il cui termine era previsto per il 2022, fino al 31 dicembre 2026, a fronte del pagamento di un corrispettivo una tantum.
Non poche sono le critiche, in particolare per aver dato priorità agli incassi derivanti dal gioco d'azzardo, anche se ciò comporta un potenziale aumento della dipendenza da questo settore.
Soprattutto, c'è il timore che la condivisione del gettito fiscale regionale legato al gioco possa creare una forte dipendenza economica delle regioni da tale fonte, rendendo incompatibili le politiche di tutela della salute con gli interessi di bilancio. (link)
Per quanto riguarda la prevenzione e la sensibilizzazione verso le ludopatie, gli interventi correnti in Italia restano insufficienti rispetto alla portata del problema.
Le campagne di informazione spesso risultano poco incisive o insufficientemente strutturate per raggiungere efficacemente le fasce più vulnerabili, come i giovani e le persone con problematiche economiche o psicologiche.
I servizi di supporto e cura, anche se presenti in alcune regioni, soffrono di carenze di risorse, di una distribuzione disomogenea sul territorio e di una scarsa integrazione tra enti sanitari, sociali e territoriali.
siamo arrivati ad almeno 1,5 milioni di giocatori "problematici" con 18 milioni di italiani che nell'ultimo anno hanno "tentato la fortuna", spendendo 157 miliardi di euro, cioè cinque volte la spesa militare, tre volte la spesa nazionale per l'istruzione, una volta e mezzo quella per la salute e la metà di quanto serve per pagare le pensioni.
Con danni collaterali accertati per almeno 23 miliardi, tante sono le perdite di gioco degli italiani, e tutto per consentire all'Erario di incassare appena 11 miliardi di euro, appena il 7% del volume ricavato dalle concessioni?
Una domanda è certamente d'obbligo: il gioco vale la candela?
Per approfondire, leggi anche "Il gioco d'azzardo nella storia e nella morale italiane"