Il presidente Donald J. Trump ha lanciato un attacco frontale contro l’eccessivo costo dei farmaci negli Stati Uniti, dichiarando guerra alle grandi multinazionali del settore. In una mossa che non lascia spazio a interpretazioni, la Casa Bianca ha inviato lettere ufficiali ai principali produttori farmaceutici globali – tra cui Pfizer, Johnson & Johnson, AstraZeneca, GSK, Novartis e Sanofi – chiedendo che agli americani vengano applicati i prezzi più bassi disponibili nei Paesi sviluppati.

Al centro dell’iniziativa c’è il principio della “nazione più favorita” (Most-Favored-Nation, MFN): se un farmaco viene venduto a un prezzo inferiore in altri Paesi OCSE, anche gli Stati Uniti devono beneficiarne. Questo vale in particolare per i pazienti coperti da Medicaid, il programma sanitario federale destinato ai cittadini a basso reddito. Trump vuole che questi pazienti paghino quanto – o meno – dei cittadini europei, canadesi o giapponesi. In altre parole: basta trattamenti di favore per il resto del mondo, mentre gli americani si svenano per le stesse cure.

Ma la proposta non si ferma qui. Trump pretende anche che:

Nessun Paese sviluppato ottenga condizioni migliori degli USA per i nuovi farmaci;
I produttori eliminino gli intermediari nella distribuzione – i cosiddetti “middlemen” – e vendano direttamente ai pazienti, a patto che il prezzo finale rispecchi i minimi internazionali.
Il messaggio rivolto alle aziende è secco: o collaborano, oppure il governo “userà ogni mezzo a disposizione per proteggere le famiglie americane da pratiche abusive sui prezzi dei farmaci”.

Dietro a questa iniziativa c’è una visione ben precisa del ruolo degli Stati Uniti nel mercato farmaceutico globale. Secondo Trump, l’America è vittima di un sistema “parassitario” in cui altri Paesi sviluppati – grazie a negoziazioni centralizzate o regole più stringenti – accedono a farmaci innovativi a prezzi stracciati. Intanto, gli americani pagano anche cinque volte tanto per lo stesso principio attivo. “I cittadini statunitensi stanno di fatto finanziando i sistemi sanitari stranieri”, ha dichiarato il Presidente, sottolineando come il 75% dei profitti globali delle aziende farmaceutiche derivi dal mercato americano, nonostante rappresenti solo il 5% della popolazione mondiale.

L’offensiva di Trump arriva dopo mesi di trattative con Big Pharma, culminate in un ordine esecutivo firmato il 12 maggio scorso: “Delivering Most-Favored-Nation Prescription Drug Pricing to American Patients”. Secondo la Casa Bianca, le proposte delle industrie sono state del tutto insufficienti. Da qui la decisione di alzare il tiro.

“Abbiamo investito miliardi nella ricerca e nella sanità, ma continuiamo a pagare il prezzo più alto del mondo per le stesse pillole prodotte nelle stesse fabbriche. Questa situazione è insostenibile e deve finire”, ha tuonato Trump.

In sintesi: o le aziende si adeguano, o la battaglia diventa guerra. E stavolta, a pagarla non saranno solo gli americani.