Nel quarto trimestre 2025, il Pil ha registrato una crescita congiunturale dello 0,3%; nel confronto europeo, l'incremento, trainato dalla domanda interna, e' stato superiore alla Francia (+0,2%), analogo alla Germania (+0,3%), inferiore alla Spagna (+0,8%). A gennaio, l'indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato il secondo calo consecutivo congiunturale. Sale l'occupazione nello stesso mese, ma la crescita coinvolge i soli uomini e tutte le classi d'eta', salvo i 15-24enni; gli occupati sono aumentati sia tra i dipendenti sia tra gli autonomi.
La crescita della domanda interna dell’Italia nel quarto trimestre del 2025 è stata la più forte in assoluto tra i Paesi del G7, smentendo chi parla di austerità. Gli incentivi agli investimenti sono i maggiori imputati della eventuale mancata discesa del rapporto deficit/PIL sotto il 3% con un anno di anticipo rispetto a quanto concordato con Bruxelles. Pesa la coda dei superbonus.
Nel dettaglio, nel quarto trimestre del 2025, i consumi finali nazionali sono cresciuti dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, con un incremento della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP) e delle famiglie residenti e ISP di entità simile (+0,2% e +0,1%). La spesa delle famiglie sul territorio economico ha mostrato un rallentamento per i beni non durevoli (-0,1%). Al contrario, i beni semidurevoli, i beni durevoli e i servizi hanno registrato aumenti (+0,1%, +0,3% e +0,1%). Sempre nel quarto trimestre 2025, gli investimenti fissi lordi hanno evidenziato una crescita significativa (+0,9%), trainata dall’incremento dagli investimenti in abitazioni (+7,1%).
A febbraio, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è cresciuto dell’1,6% tendenziale, in decisa accelerazione: "L'inflazione continua a mantenersi al di sotto della media dell'Area Euro, evidenziando un differenziale in riduzione". Lo rileva Istat nella Nota sull'andamento dell'economia. L’analisi dell’Istat dedica particolare attenzione al mercato del lavoro nel medio periodo. Dopo il brusco stop del 2020 dovuto alla pandemia, l’occupazione ha registrato una fase di recupero significativa, culminata nel 2025 con il superamento dei 24 milioni di occupati.

