L’export italiano verso i Paesi del Medio Oriente allargato è aumentato nel 2025 ed è cresciuto quasi quattro volte più della media complessiva del commercio estero nazionale. Le esportazioni del Made in Italy verso i tredici Paesi dell’area – che comprendono i sei Stati del Golfo Persico, Israele, Libano, Giordania, Siria, Egitto, Libia, Iraq e Iran – hanno raggiunto 25,8 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 23,2 miliardi del 2024, con una crescita di 2,7 miliardi pari al +11,5%. L’espansione è nettamente superiore alla dinamica media dell’export italiano nello stesso periodo, fermo a +3,1%.
È quanto rileva il Centro studi di Unimpresa, secondo cui l’area del Medio Oriente e del Golfo rappresenta ormai il 4,6% dell’export manifatturiero italiano, quota in aumento rispetto al 4,2% del 2024, a conferma di un progressivo rafforzamento della presenza commerciale italiana in una regione caratterizzata da grandi programmi di investimento infrastrutturale e da una domanda crescente di beni di fascia alta. Tra i principali mercati di destinazione spiccano gli Emirati Arabi Uniti, che si confermano di gran lunga il primo partner commerciale dell’area con 9,1 miliardi di euro di esportazioni nel 2025, in crescita del +18,6% rispetto ai 7,7 miliardi del 2024, pari a un aumento di 1,4 miliardi.
Gli Emirati rappresentano da soli oltre un terzo dell’export italiano nell’intera regione e si confermano uno snodo centrale anche per il re-export verso altri mercati mediorientali e asiatici. Al secondo posto si colloca l’Arabia Saudita, con 6,3 miliardi di euro di export italiano nel 2025, in aumento del +3,7% rispetto ai 6,1 miliardi del 2024. Pur in rallentamento rispetto al boom degli anni precedenti legato ai mega-progetti di Vision 2030, il mercato saudita continua a mostrare una domanda solida soprattutto per beni di consumo di qualità, farmaceutica e agroalimentare.
Particolarmente dinamica è la crescita del Kuwait, che registra 1,9 miliardi di euro di esportazioni italiane, in forte aumento rispetto agli 1,2 miliardi del 2024, con una crescita del +57,4% e un incremento di circa 0,7 miliardi. Il balzo è legato soprattutto alle forniture di mezzi di trasporto, macchinari industriali e prodotti metallurgici. In ripresa anche Israele, che nel 2025 raggiunge 3,4 miliardi di euro di importazioni dall’Italia, in aumento del +12% rispetto ai 3,0 miliardi del 2024, recuperando pienamente il rallentamento registrato nell’anno precedente a causa delle tensioni regionali.
Diverso il caso del Qatar, che registra la contrazione più significativa tra i principali mercati dell’area: l’export italiano scende a 1,8 miliardi di eurodai 2,2 miliardi del 2024, con un calo del -18,1% legato alla conclusione del ciclo di investimenti infrastrutturali connessi ai Mondiali di calcio del 2022. Tra i mercati di dimensione intermedia si segnalano il Libano, con 1,0 miliardo di euro di esportazioni italiane nel 2025 e una crescita del +18,5%, e l’Iraq, che raggiunge 0,6 miliardi con un incremento del +7%. Crescite più moderate ma comunque positive si registrano anche in Oman (0,5 miliardi, +9,9%), Giordania (0,3 miliardi, +9%) e Bahrein (0,3 miliardi, +14,7%).
Valori più contenuti caratterizzano invece l’Iran, che registra 0,5 miliardi di export italiano (+6,2%), mentre la Siria segna il maggiore aumento percentuale – 0,1 miliardi di euro, +75,9% – su livelli assoluti ancora limitati. In controtendenza lo Yemen, dove le esportazioni italiane scendono a 0,04 miliardi, con una flessione del -13,6%. Dal punto di vista settoriale, il pilastro dell’export italiano nell’area resta la meccanica strumentale, con 7,0 miliardi di euro di vendite, pari al 24,2% del totale e in crescita del +8,3% rispetto al 2024. Seguono i beni di consumo di fascia alta – gioielleria, pelletteria e occhialeria – con 3,2 miliardi di euro(+15,1%), i mezzi di trasporto con 3,2 miliardi (+22,4%) e la chimica-farmaceutica con 3,2 miliardi (+10,2%). L’abbigliamento e tessile raggiungono 2,0 miliardi (+4,8%), mentre agroalimentare, arredamento e design si attestano ciascuno intorno a 1,2 miliardi, con crescite comprese tra il +6% e il +10%. Sul fronte territoriale, la Lombardia guida l’export italiano verso l’area con 8,2 miliardi di euro, seguita dalla Toscana con 4,1 miliardi, dall’Emilia-Romagna con 3,4 miliardi e dal Veneto con 3,3 miliardi.
«Il Medio Oriente rappresenta oggi uno dei mercati più dinamici per il Made in Italy, sostenuto da due fattori strutturali: da un lato la domanda di tecnologie industriali e infrastrutturali legate ai grandi programmi di diversificazione economica dei Paesi del Golfo, dall’altro l’espansione di una fascia di consumatori ad alto reddito sempre più orientata verso prodotti di qualità e di lusso italiani. «I dati confermano che il Medio Oriente continua a rappresentare un’area di grande interesse per il sistema produttivo italiano. La crescita registrata nel 2025 dimostra la solidità delle relazioni commerciali e la capacità delle nostre imprese di presidiare mercati complessi ma ricchi di opportunità. Anche in presenza di tensioni geopolitiche, non bisogna cedere a letture allarmistiche: la domanda di tecnologia, infrastrutture e prodotti di qualità italiani resta forte e strutturale. Per le imprese italiane si tratta di un’area con prospettive di sviluppo importanti, purché si continui a rafforzare la presenza commerciale e a sostenere l’internazionalizzazione» osserva il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora.

