Due colpi di testa allo scadere, qualche abbraccio liberatorio, un 2-0 che sulla carta fa sorridere. Ma basta grattare la superficie per capire che questi festeggiamenti sono più un atto dovuto che un vero motivo d’orgoglio. L’Italia batte la Moldova, sì, ma il successo arriva solo al termine di una gara dominata più per inerzia che per brillantezza, e soprattutto senza spostare di un millimetro la situazione nel girone. Perché mentre gli Azzurri arrancano per trovare la porta, a Oslo la Norvegia fa quello che a noi riesce sempre meno: chiudere le partite senza fronzoli e blindare un primato che ormai è fantascienza anche solo immaginare di insidiare.
I norvegesi, con un +17 di differenza reti, si permettono di farci la cortesia di qualificarci… tagliandoci fuori dal primo posto. Roba da far sorridere, se non fosse che questa storia la conosciamo fin troppo bene. Due cicli di playoff falliti non hanno insegnato nulla e adesso eccoci di nuovo qui, a sperare che marzo non si trasformi nell’ennesima lapide sportiva.
Gattuso aveva avvertito che a Chisinau non sarebbe stata una passeggiata. E per una volta non si può dire che abbia esagerato: l’Italia crea tanto, spreca tutto e sblocca il risultato solo quando la Moldova, già ai limiti del collasso, abbassa lo sguardo come per dire “vabbè, fate ’sto gol e togliamoci il pensiero”. Il CT difende la squadra, si lamenta dei soliti cori (“andate a lavorare”, che fantasia…) e predica unità. Tutto giusto, tutto comprensibile, ma il problema non è il pubblico: è la solita sensazione di una Nazionale che si accende tardi, si complica la vita e poi pretende l’applauso.
La formazione iniziale, un 4-4-2 che in possesso diventa un 4-2-4, è la classica trovata che sulla lavagna entusiasma ma in campo lascia il tempo che trova. Raspadori e Scamacca provano a inventare, Orsolini e Zaccagni spingono, Cristante e Tonali palleggiano… ma di gol nemmeno l’ombra. Possesso palla da squadra dominante, occasioni in serie e zero concretezza. Un film che abbiamo visto troppe volte: protagonista sempre l’Italia, finale sempre identico.
Nella ripresa il copione non cambia: un assedio sterile, mille tentativi e niente da festeggiare fino all’ingresso dei “panchinari” che, ironia della sorte, risolvono una partita che i titolari non avevano saputo chiudere. Mancini segna ancora, Pio Esposito si toglie la soddisfazione nel recupero. Bene per le statistiche, molto meno per la sostanza.
E qui sta il nocciolo della questione: la serata di Chisinau non racconta una Nazionale brillante, né pronta, né matura. Racconta un gruppo che ci prova, certo, ma che continua a essere incapace di imporsi dove conta davvero. Domenica al Meazza arriverà la Norvegia, e sarà l’occasione per “riscattare” la sconfitta di Oslo. Ma anche una vittoria servirebbe solo a nascondere la polvere sotto il tappeto.
Per capire se voleremo in America bisogna aspettare marzo. Ma se la storia insegna qualcosa, sarebbe il caso di prepararsi a vivere mesi con più ansia che certezze. Perché questa Italia, per quanto ci provi, continua a offrire più interrogativi che risposte. E ogni volta che sembra ripartire… ricomincia da capo. Puoi anche vincere 2-0 alla fine, ma se arrivi tardi ovunque — nel gioco, nei gironi, nella consapevolezza — non c’è festa che tenga.
MOLDOVA-ITALIA 0-2 (0-0 p.t)
MOLDOVA (3-5-2): Cojuhar; Stefan, Craciun, Dumbravanu; Revenco, Perciun (dal 15’st Bogaciuc), Rata (dal 34’st Bodisteanu), Ionita, Reabciuk (dal 9’st Bitca); Nicolaescu (dal 34’st Fratea), Postolachi (dal 9’st Damascan). A disp: Timbur, Avram, Cucos, Caimacov, Bors, Forov, Platica. Ct: Popescu.
ITALIA (4-4-2): Vicario; Bellanova, Mancini, Buongiorno, Cambiaso (dal 35’st Dimarco); Cristante, Tonali, Orsolini (dal 35’st Politano), Zaccagni (dal 36’st Frattesi); Raspadori (dal 20’st Esposito), Scamacca (dal 20’st Retegui). A disp: Donnarumma, Carnesecchi, Bastoni, Gabbia, Di Lorenzo, Locatelli, Ricci Ct: Gattuso.
Marcatori: 43’st Mancini (I), 47’st Esposito (I)
Arbitro: Balakin (Ucraina); Assistenti: Berkut e Vysotskyi (Ucraina); Quarto ufficiale: Zabroda (Ucraina); VAR: Shurman (Ucraina); AVAR: Panchyshyn (Ucraina).
Note: ammoniti Dumbravanu (M), Revenco (M), Stefan (M)
CALENDARIO, RISULTATI E CLASSIFICA DEL GRUPPO I
Norvegia-Estonia 4-1
Moldova-ITALIA 0-2
16 novembre, ore 20.45: Israele-Moldova (Debrecen)
16 novembre, ore 20.45: ITALIA-Norvegia (Milano)
Classifica: Norvegia 21 punti (7 gare disputate), ITALIA 18 (7), Israele 9 (7), Estonia 4 (8), Moldova 1 (7).


