"Se basta essere riconoscibili come ebrei per essere veementemente aggrediti, se una famiglia non può girare liberamente nel paese in uno spazio pubblico, la legittimazione all’odio e antisemitismo è ormai virale. Così è la libertà di tutti ad essere a rischio. Aggrapparsi al rispetto e dignità di ogni persona è l’unico percorso che protegge tutti".
Così Noemi Di Segni, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Sullo stesso episodio, questo il commento del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun:
"Esprimo a nome di tutta la Comunità Ebraica di Roma la nostra indignazione, il nostro sconcerto e la piena solidarietà alla Comunità Ebraica di Milano per l’aggressione antisemita avvenuta all’Autogrill dell’Autostrada Milano Laghi. Una famiglia francese, un padre e suo figlio di 6 anni, sono stati insultati e maltrattati solo perché ebrei. Tutto questo è inaccettabile soprattutto in Italia, il nostro Paese, fondato su valori di cui siamo orgogliosi ma che purtroppo non è immune al drammatico incremento degli episodi di odio antiebraico in tutto il mondo. Ci appelliamo alle istituzioni, alla politica e alla società civile per dare una risposta comune e porre un argine a questa inquietante deriva antisemita".
A cosa si riferiscono tali commenti? A quanto accaduto e ripreso (in toto o in parte, ancora deve essere appurato da chi è stato incaricato di investigare sulla vicenda) in questo video...
La presunta aggressione mostrata nel video - nelle immagini non vi è alcuna aggressione fisica - non mostra quanto potrebbe essere accaduto in precedenza, considerando anche che chi ha fatto il filmato ha poi detto "Viva Israele".
Episodi simili sono già accaduti in precedenza, come quello della ristoratrice napoletana che è stata accusata di antisemitismo solo per aver invitato ad uscire dal suo locale degli israeliani che l'avevano aggredita verbalmente perché aveva sostenuto le ragioni del popolo palestinese e che poi l'avevano denunciata per odio razziale!
Pertanto, non sappiamo se quelle persone abbiano risposto a una provocazione e se, successivamente, vi sia stata effettivamente un'aggressione fisica nei confronti dei turisti francesi di religione ebraica.
Nonostante i fatti siano da appurare, il solo video che mostra una verità parziale è stato sufficiente per promuovere le lamentazioni relative al povero ebreo perseguitato sulla base di un antisemitismo dilagante.
Naturalmente premesso che menar le mani o peggio nei confronti di chicchessia, che porti una kippah o meno è irrilevante, è sempre e comunque da condannare, perché invece dovrebbe essere accusato di antisemitismo chi si indigni nei confronti di un ebreo che si schiera dalla parte di Israele, uno Stato canaglia che al crimine di apartheid praticato per decenni adesso ha aggiunto anche il crimine di genocidio?
Un ebreo, forse, ha diritto di promuovere le leggi razziali nei confronti del popolo palestinese? Perché ebreo non va criticato se supporta l'apartheid? Un ebreo, forse, ha diritto di promuovere il genocidio del popolo palestinese? Perché ebreo non va criticato se supporta il genocidio? Ma stiamo scherzando?
Quelli che si stracciano le vesti per la presunta aggressione mostrata nel filmato precedente perché non si scandalizzano e danno di matto per quanto scritto da Samuel Capelluto su Shalom, la rivista della comunità ebraica di Roma?
Ecco il testo dell'articolo:
Gaza, quando la menzogna è virale e la verità silenziosaDa mesi l’opinione pubblica internazionale è inondata da immagini drammatiche di bambini emaciati, madri disperate e scene di caos attorno ai centri di distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza. Il messaggio è sempre lo stesso: Israele affama i palestinesi. Ma è davvero così? O siamo di fronte all’ennesima campagna di disinformazione orchestrata da Hamas e rilanciata da media e organismi internazionali compiacenti?A smentire con forza questa narrazione è il reverendo Dr. Johnnie Moore, presidente della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), una ONG americana che da mesi distribuisce cibo direttamente alla popolazione di Gaza. “Non c’è alcuna indicazione che l’IDF violi il diritto internazionale o i suoi obblighi”, afferma Moore, sottolineando che le accuse di stragi nei pressi dei centri di aiuto della fondazione sono “propaganda di Hamas, ripulita e rilanciata da voci amiche nei media e nelle organizzazioni internazionali”.Moore rivendica che negli ultimi due mesi la GHF ha distribuito 100 milioni di pasti a circa 800.000 gazawi, senza che un solo camion sia stato rubato o che un singolo pasto sia finito nelle mani sbagliate. “Il nostro sistema è stato progettato per evitare che Hamas si impossessi degli aiuti. A differenza dell’ONU, i nostri lavoratori locali sanno a chi stanno consegnando il cibo. Non lo diamo ai membri di Hamas”, afferma.Secondo Moore, proprio l’efficacia del modello GHF ha scatenato la reazione ostile dell’ONU, che — accusa — ha ostacolato l’espansione delle operazioni per motivi politici. “Hanno preferito boicottarci e sabotarci, invece di collaborare per salvare vite. È una vergogna. Ci sono 950 camion fermi a Gaza che l’ONU si rifiuta di distribuire, mentre continua a parlare di crisi umanitaria”, denuncia Moore.Nel frattempo, anche Israele ha moltiplicato gli sforzi per facilitare l’ingresso degli aiuti. Lo stesso primo ministro Netanyahu ha dichiarato: “Israele continuerà a collaborare con le agenzie internazionali, così come con gli Stati Uniti e i paesi europei, per garantire un ampio flusso di aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza”.Il portavoce dell’IDF ha poi aggiunto in una dichiarazione ufficiale dal sud di Israele: “Continuiamo a guidare l’ingresso di aiuti umanitari mentre combattiamo. Non c’è affamamento nella Striscia di Gaza. Operiamo secondo il diritto internazionale, monitoriamo quotidianamente lo stato nutrizionale della popolazione e agiamo di conseguenza. Le immagini scioccanti diffuse negli ultimi giorni fanno parte di una campagna di menzogne. Gaza resta l’arena principale della guerra. Lì sono ancora trattenuti 50 ostaggi, vivi o caduti. Continueremo a combattere finché non avremo raggiunto tutti gli obiettivi della guerra.”E infatti, non è Israele a ostacolare gli aiuti. È Hamas. Il gruppo terroristico saccheggia i convogli, li rivende o li usa per reclutare combattenti. Usa la fame come arma. Usa i civili come scudi. E quando la comunità internazionale chiude gli occhi, diventa complice.Israele non combatte il popolo palestinese. Combatte chi lo opprime. In mezzo a una delle guerre più difficili della sua storia, continua ogni giorno a distinguersi: non solo sul campo di battaglia, ma anche nei valori. Mentre Hamas trasforma il dolore in propaganda, Israele continua a salvare vite.Mentre altri moltiplicano le falsità, Israele sceglie la via della trasparenza e del diritto.La forza di Israele non è solo nei mezzi militari. È nel non perdere mai la propria coscienza, anche quando tutto intorno brucia. Chi cerca davvero giustizia, dovrebbe partire da qui.
Perché nessuno condanna questo schifo? Questo schifo è ciò che - a logica, visto dove è stato scritto - la comunità ebraica di Roma pensa di quanto sta accadendo a Gaza. Sono evidenti menzogne. Ma queste evidenti menzogne non sarebbero da condannare solo perché a promuoverle sono degli ebrei?
Perché chi si scandalizza del presunto antisemitismo non si scandalizza con altrettanta veemenza contro chi promuove apartheid e genocidio?
Così... per sapere...


