«Non potevo non farla», dice Giulio Testa presentando la sua avventura. Così nasce Il Viaggio Meraviglioso, un percorso che unisce filosofia e cammino, nato da un’urgenza interiore dopo 3.000 km in solitudine in Nuova Zelanda.

Da quell’esperienza è scaturito un progetto televisivo originale, girato lungo 600 km della Via Francigena, dove riflessioni e vita reale si intrecciano senza sceneggiature di comodo. Con lui, cinque giovani volti noti de Il Collegio e Giulia Sara Salemi affrontano senza retorica temi come bullismo, paure e dipendenze, portando sullo schermo la fragilità nuda, senza filtri rassicuranti.

Non è solo una serie quella che debutta su Mediaset Infinity dal 15 settembre: ogni episodio si apre con una lezione di filosofia “sotto il cielo” e con incontri pubblici in piazze e librerie, un’occasione di dialogo intergenerazionale e di raccolta fondi per AGOP, l’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica.

Il viaggio, racconta l’autore, è stato «massacrante, ma pieno di bellezza nei momenti più intimi». Ha imposto il rispetto dei confini altrui, la convivenza forzata e la gestione delle emozioni in condizioni di notevole stanchezza. La serie invita a guardare i paesaggi esterni e interiori, restituendo una filosofia concreta, vissuta sulla pelle. A prevalere è l’autenticità: non una favola edificante, ma un percorso dove inciampi, silenzi e cadute valgono quanto le conquiste.

Il progetto non vende turismo lento, ma un’esplorazione dell’essere umano. E il futuro? Una sfida ancora più radicale: la traversata del Pacific Crest Trail, 4.200 km dal Messico al Canada. Il Viaggio Meraviglioso sulla Via Francigena è solo l’inizio.