L’attesa per il ritorno di Vasco Rossi a Ferrara entra nel vivo e la città comincia già a respirare l’energia del rock. A quarant’anni dall’ultima volta, il Komandante tornerà, infatti, a infiammare il Parco Urbano “Giorgio Bassani” con due concerti-evento in programma il 5 e 6 giugno 2026. E per accompagnare il countdown verso il maxi appuntamento musicale, è stata inaugurata alla Rotonda Foschini del Teatro Comunale Claudio Abbado la mostra fotografica “Vasco! Vasco! Vasco!”, firmata dal celebre fotografo Guido Harari.

L’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 30 giugno 2026, trasforma uno dei luoghi simbolo del centro storico in uno spazio immersivo dove musica, immagini ed emozioni si intrecciano nel racconto di una leggenda del rock italiano.

La mostra è promossa dal Comune di Ferrara, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, la Fondazione Ferrara Arte e Wall of Sound Gallery, con il sostegno di Visit Emilia-Romagna e della Regione Emilia-Romagna.


Gli scatti esposti raccontano oltre vent’anni di incontri tra Guido Harari e Vasco Rossi. Non semplici fotografie di scena, ma immagini capaci di catturare l’anima dell’artista: il rocker travolgente sul palco e l’uomo lontano dai riflettori, fragile, intenso, autentico.

Harari, tra i più importanti fotografi musicali contemporanei, ha ripercorso il lungo sodalizio artistico con Vasco, spiegando come il progetto nasca da diverse sessioni fotografiche realizzate tra il 1985 e il 1998, tra studi fotografici, sale d’incisione, Zocca, Bologna e decine di concerti fino al 2007.

«Un’enormità – ha raccontato Harari – considerata la proverbiale idiosincrasia di Vasco per la macchina fotografica».

Molti degli scatti più iconici furono realizzati per la promozione dell’album “C’è chi dice no”, diventato un simbolo assoluto della musica italiana. E proprio attraverso quelle immagini emerge uno degli aspetti più potenti del Blasco: lo sguardo.

«Sia che lo si colga lontano dai riflettori e dal suo stesso mito, sia che lo si osservi su un palco, capace come pochi di “suonare” il suo pubblico, di Vasco colpiscono sempre gli occhi. Sono loro a parlare per lui, senza mediazioni», ha spiegato Harari, ricordando anche una frase scritta dal cantante sul muro dello studio fotografico al termine di una lunga sessione: “Il cielo? Il cielo lasciamolo ai passeri”.


Per il sindaco Alan Fabbri, Vasco rappresenta molto più di un semplice artista: «È un pezzo di vita per milioni di persone. Le fotografie di Harari riescono a raccontarlo, andando oltre il mito e restituendo l’uomo, l’energia, l’impatto che ha avuto su intere generazioni».

Parole condivise anche dall’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, presente all’inaugurazione, che ha definito l’esposizione «un viaggio dentro l’anima di un artista che continua a segnare intere generazioni», sottolineando il valore simbolico della Rotonda Foschini come luogo aperto alla città e alla partecipazione collettiva.

Soddisfazione anche da parte del direttore generale del Teatro Comunale, Carlo Bergamasco: «La Rotonda Foschini si conferma uno spazio vivo, capace di accogliere progetti espositivi di grande qualità e di offrire al pubblico occasioni culturali accessibili e coinvolgenti».

L’esposizione rappresenta il primo grande evento che accompagna Ferrara verso quello che si annuncia come uno degli appuntamenti musicali più importanti dell’anno. Il ritorno di Vasco Rossi al Parco Urbano richiamerà infatti decine di migliaia di fan da tutta Italia, trasformando Ferrara nella capitale del rock per due giorni. E mentre cresce l’attesa per il doppio concerto, la mostra di Guido Harari offre già ai fan un assaggio di quell’universo fatto di adrenalina, poesia, ribellione e memoria collettiva che, da oltre quarant’anni, rende Vasco Rossi un’icona senza tempo.