Esteri

Nel “Birthday Book” di Jeffrey Epstein spunta una nota attribuita a Donald Trump, la Casa Bianca smentisce


Un nuovo capitolo si aggiunge al caso Jeffrey Epstein. Una commissione del Congresso statunitense ha reso pubblico un singolare “birthday book” del 2003, preparato per il 50º compleanno del finanziere pedofilo, morto in carcere nel 2019. Il volume, realizzato da Ghislaine Maxwell – l'ex compagna e complice di Epstein, condannata nel 2021 per traffico sessuale – contiene messaggi e dediche di personaggi di primo piano della politica, della finanza e dello spettacolo internazionale.

Tra i testi più discussi c'è una presunta dedica firmata da Donald Trump. Si tratta di un dialogo immaginario tra lui ed Epstein, concluso con un augurio: "Happy Birthday – and may every day be another wonderful secret. Donald J Trump".

Il documento, già citato a luglio dal Wall Street Journal, era stato bollato dal presidente USA come un falso. La Casa Bianca ribadisce la smentita: secondo i portavoce, la firma non corrisponde a quella di Trump e il disegno di un corpo femminile incluso nella pagina non sarebbe opera sua.

Nonostante ciò, i Democratici della Commissione di Controllo hanno diffuso un'immagine della dedica sui social (foto in alto), accusando Trump di aver mentito e di voler insabbiare la verità. Robert Garcia, membro democratico del panel, ha dichiarato: "Ora sappiamo che Donald Trump mentiva e che sta facendo di tutto per coprire la verità".

Dal canto suo, il presidente della commissione James Comer (Repubblicano) ha accusato i Democratici di "selezionare i documenti a proprio vantaggio e politicizzare il materiale".

Il volume di 238 pagine contiene anche un messaggio di Lord Peter Mandelson, all'epoca ambasciatore britannico negli Stati Uniti, che definisce Epstein "il mio migliore amico". Un portavoce di Mandelson ha spiegato che l'ex politico laburista si è già detto pentito in passato di essere stato presentato ad Epstein.

Un altro biglietto appare firmato da Bill Clinton e cita la "curiosità infantile" del finanziere. Anche qui la smentita è arrivata dal suo entourage: l'ex presidente riconosce di aver conosciuto Epstein, ma afferma di non esser mai stata a conoscenza dei suoi crimini.

Il nome di Principe Andrea compare brevemente in una testimonianza non identificata, in cui una donna racconta di averlo incontrato assieme a Clinton, Trump ed Epstein. Nello stesso testo la donna afferma di aver visto i quartieri privati di Buckingham Palace e di essersi "seduta sul trono della Regina". Andrea, già coinvolto in accuse legate al caso Epstein, ha sempre negato ogni illecito.

Oltre al “birthday book”, i legislatori hanno reso pubblico anche il controverso accordo di non incriminazione del 2007 tra Epstein e i procuratori federali della Florida, insieme a quasi trent'anni di annotazioni dalla sua agenda personale.

La pubblicazione arriva in un momento delicato per Trump, già sotto pressione da parte di oppositori e persino di settori del suo stesso partito, che chiedono maggiore trasparenza su quanto emerso dalle indagini su Epstein. Durante la campagna per le elezioni del 2024, Trump aveva promesso apertura, salvo poi dichiarare, una volta insediato, che il caso era "chiuso".

Le vittime di Epstein continuano invece a chiedere la pubblicazione integrale dei cosiddetti "Epstein files", denunciando le violenze subite e l'insabbiamento istituzionale che per anni ha circondato il finanziere.

Autore Antonio Gui
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