AREA TALK: La Nuova Voce, Una Nuova Luce sul Palcoscenico del PACTA Salone tra Filosofia, Teatro e Diritti
*_©Angelo Antonio Messina
Il PACTA Salone di Milano inaugura un nuovo capitolo della sua vibrante storia teatrale con la creazione di una seconda sala, AREA TALK, un ambiente intimo e accogliente ricavato nel foyer al piano di mezzo, che promette di diventare un epicentro culturale per incontri di profonda riflessione filosofica e artistica. Questa novità del 2025 si inserisce in maniera significativa all’interno della proposta annuale del teatro, espandendo le possibilità di dialogo e di esplorazione tematica offerta al pubblico. Dal 26 marzo 2026, AREA TALK ospiterà il ciclo di incontri Filosofia: che dramma!, un progetto collaterale alla Rassegna DonneTeatroDiritti curato dalla Compagnia Blusclint, che attraversa i territori complessi e delicati della femminilità e della follia con uno sguardo attento, acuto e coinvolgente.
L’iniziativa appare subito come un atto d’amore verso una filosofia che non si rinchiude nei libri, ma si fa corpo vivo, parola vibrante e racconto emozionante di vite profondamente segnate dalla ricerca di senso in condizioni estreme. Il primo appuntamento, Storie di F. (Femminilità Follia Filosofia), è tratto dai testi di Antonella Moscati e dai diari di Ellen West, accompagnato dalle interpretazioni vocali di Elisabetta Misasi e Paolo Faroni e dal violoncello elettrico di Jenny Burnazzi. Qui la scena si sdoppia, esponendo due voci, due esperienze di follia che si intrecciano senza soluzione di continuità: quella di Antonella Moscati, filosofa che racconta i suoi momenti di psicosi come rivelazioni drammatiche, e quella di Ellen West, donna il cui dolore è stato misconosciuto dalla scienza del suo tempo fino a una tragica conclusione. La forza di questo spettacolo risiede proprio nell’intreccio di queste narrazioni, che fanno emergere come la follia possa essere insieme rivelazione e condanna, in un tango sottile tra il pensiero filosofico e la fragile umanità che subisce il dolore mentale.
Il testo si fa così veicolo di una riflessione storica e culturale su come la società abbia trattato e interpreti ancora oggi la malattia mentale femminile, spingendo lo spettatore a uno sguardo empatico e critico, lontano da stereotipi e pregiudizi. L’uso della voce umana accostata a quella dello strumento musicale amplifica l’esperienza emotiva, creando un’atmosfera languida e dolorosa, capace di catturare e interrogare l’anima. È un invito a contemplare la complessità delle esistenze che oscillano tra luce e ombra, a riconoscere la filosofia non solo come disciplina astratta, ma come strumento vitale di comprensione e forse di salvezza.
Proseguendo nel percorso della follia e della femminilità il 2 aprile troviamo Follie d’Antigone, una lettura performativa ispirata alla figura tragica e indelebile di Antigone, reinterpretata attraverso gli occhi della filosofa María Zambrano. Il lavoro, con la drammaturgia firmata da Valeria Petroni e Caterina Pucci, crea un dialogo potente tra voce e corpo, incarnato rispettivamente da Caterina Pucci e Valeria Petroni, con l’aggiunta creativa dell’apporto grafico di Umberto Napoletano. Qui l’antica tragedia si riaccende nel presente, interrogando la natura stessa della follia e della disobbedienza: è davvero follia opporsi a un ordine ingiusto, ribellarsi a leggi che calpestano il sacro e il legame umano? Antigone diventa simbolo di una fedele resistenza, un monumento vivente che parla non dal passato, ma da un presente dove la scelta è ultima forma di fedeltà a sé stessi e agli altri.
Questo spettacolo si configura come un ponte ideale tra la tradizione classica e la contemporaneità, evocando memorie storiche e risvegliando passioni politiche ed etiche. La follia è qui declinata in termini di lucidità sovversiva, quella che scuote le fondamenta della ragione dominante per aprire spazi di verità, umanità e giustizia. L’esecuzione multidisciplinare, unendo parola, gesto e immagine, crea un’esperienza immersiva e coinvolgente, capace di toccare corde profonde nel pubblico con una delicatezza decisa e appassionata.
Il ciclo si conclude il 14 maggio con Cantami, o ninfa, del piacere rimosso, tratto dal testo filosofico di Catherine Malabou Il piacere rimosso. Clitoride e pensiero, tradotto in una lettura teatrale arricchita da accadimenti scenici, sotto la regia e drammaturgia di Caterina Lambertini. Con le interpretazioni di Giulia Doni, Ariele Tassi, Aurora Zampieri ed Elisabetta Misasi, lo spettacolo affronta un tema ancora tabù e largamente marginalizzato: il piacere femminile e la sua incessante rimozione culturale e sociale. Questa performance si addentra nel corpo e nella mente delle donne, tra rimozione e presenza, scarto e unità, proponendo il piacere come luogo di resistenza, pensiero e forza generativa.
Il coraggio di affrontare un argomento tanto delicato ed essenziale è un manifesto politico e culturale che scuote le fondamenta dei discorsi dominanti, mettendo a nudo l’abisso lasciato dalla mancata rappresentazione e riconoscimento del piacere femminile. L’approccio teatrale, che unisce parola, movimento e suggestione visiva, riesce a trasformare il tabù in esperienza condivisa, generando un’emozione forte e partecipata. Qui la storia personale e collettiva s’intrecciano, restituendo una dimensione storica e culturale carica di significato e impegno.
Parallelamente a questa programmazione intensa e innovativa, il PACTA Salone lancia un’iniziativa originale e partecipativa fino al 30 aprile 2026: Tavolozza Collettiva – Si può inventare un nuovo colore? Un progetto che coinvolge il pubblico in un gesto simbolico e poetico, invitandolo a scegliere un colore e lasciare il proprio segno su fogli messi a disposizione nel foyer, contribuendo alla costruzione di una tavolozza comune che arricchirà la facciata e l’ingresso del teatro. Questa idea, promossa da DESIGN + SENSIBILE in collaborazione con IACC Italia e TAM-TAM, si inserisce perfettamente nella vocazione inclusiva e innovativa del PACTA, trasformando l’esperienza teatrale in un rito collettivo di partecipazione e creazione.
Questa iniziativa si fa metafora di un processo più ampio: la costruzione di uno spazio di libertà, espressione e identità plurale, in cui il colore – simbolo universale di vita, emozione e cultura – diventa anche strumento di dialogo e libertà creativa. La tavolozza condivisa riflette così la contaminazione e l’arricchimento continuo che caratterizzano non solo la stagione teatrale, ma la stessa esperienza umana vissuta in comunità.
In definitiva, l’apertura di AREA TALK al PACTA Salone rappresenta molto più di una semplice aggiunta di spazi fisici; è la manifestazione di una volontà culturale e politica volta a dare voce a temi cruciali e spesso dimenticati, attraverso un linguaggio teatrale raffinato, coinvolgente e profondamente umano. La scelta di dedicare il primo ciclo di incontri a Filosofia: che dramma!, con focus su femminilità e follia, conferma la sensibilità e l’ambizione del teatro di porsi come agente di cambiamento e riflessione critica.
Questo progetto riesce a intrecciare la dimensione storica con quella contemporanea, la filosofia con il vissuto, la sofferenza individuale con la denuncia sociale, offrendo un’esperienza culturale e emotiva di grande impatto. La nuova sala, con la sua atmosfera raccolta, favorisce un dialogo diretto e intimo tra artisti e pubblico, trasformando ogni incontro in un momento di comunione e scoperta.
Il PACTA Salone, così, conferma la sua posizione di protagonista nel panorama milanese – e non solo – della cultura teatrale e filosofica, dimostrando che l’arte può e deve essere strumento di sensibilizzazione, ascolto e risveglio sociale. La primavera dei diritti, celebrata anche attraverso la Tavolozza Collettiva, diventa dunque una stagione di rinascita, di colori nuovi e di parole che aprono al futuro con coraggio e passione.
In un mondo che troppo spesso cerca di zittire le diversità e cancellare le complessità dell’essere, AREA TALK si configura come una risposta vibrante e appassionata alle sfide contemporanee, un luogo di riflessione critica che regala al pubblico occasioni di crescita intellettuale ed emotiva. Un teatro che sa farsi spazio di resistenza culturale e umana, un salone dove le voci si intrecciano per dar vita a una narrazione nuova, feconda e necessaria. Una piccola rivoluzione, a Milano, nell’epoca della grande trasformazione, che merita attenzione e partecipazione da parte di tutti coloro che amano il teatro come luogo di verità e bellezza.
INFORMAZIONI GENERALI
Dove siamo: PACTA SALONE via Ulisse Dini 7/A, 20142 Milano
MM2 P.zza Abbiategrasso-Chiesa Rossa, tram 3 e 15, autobus 65, 79 e 230
Per informazioni: www.pacta.org - tel. 0236503740 - mail biglietteria@pacta.org - promozione@pacta.org - ufficioscuole@pacta.org
Orari biglietteria: via Ulisse Dini 7/A, 20142 Milano
dal lun al ven dalle 13.00 alle 14.00 e dalle 18.00 alle ore 19.00 | nei giorni di programmazione, 1h prima dell’inizio dello spettacolo
Orari spettacoli: ORE 21
Prezzi biglietti: €8
*_©Angelo Antonio Messina