La corsa all’Oscar 2027 per la Miglior fotografia promette scintille, con una sfida estetica e tecnica ai massimi livelli. Le prime previsioni vedono in pole position il polacco Łukasz Żal per Fatherland. La sua firma visiva, caratterizzata da un bianco e nero rigoroso, elegante e fortemente narrativo, si sposa ancora una volta alla perfezione con la regia di Paweł Pawlikowski, rendendolo il frontrunner della stagione dopo il successo al Festival di Cannes.
La concorrenza dei grandi maestri della luce è però spietata e pronta a ridisegnare gli equilibri durante i festival autunnali. Tra i candidati più forti spiccano Linus Sandgren con l'atteso capitolo fantascientifico Dune: Part Three e Hoyte van Hoytema, reduce dall'Oscar e di nuovo in pista con The Odyssey di Christopher Nolan.
Non da meno sono il ritorno della leggenda Emmanuel Lubezki con Digger, l'ambizioso lavoro nello spazio di Greig Fraser per Project Hail Mary e il tocco fortemente evocativo di Jarin Blaschke in Werwulf. Con una simile concentrazione di fuoriclasse dietro la macchina da presa, la corsa alla statuetta tecnica più affascinante dell'anno si preannuncia aperta a ogni colpo di scena.


